Quando si ripensa ad un film non capita quasi mai di ricordarsi quale film facevano nella sala adiacente.

Quasi mai, perché c’è chi si ricorda ancora che una domenica di qualche anno fa davano Into the Wild, di Sean Penn, e, nello stesso multisala, facevano anche Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street, di Tim Burton.
Due sono le ‘condizioni al contorno’ che hanno reso indelebile questo ricordo:

1. perché i calcioefiga vanno spesso allo stadio ma non vanno quasi mai al cinema, salvo per qualche cinepanettone, e hanno poco senso dell’orientamento (e infatti ci sono i cinema multisala ma non gli stadi multicampo).
(Per capire chi sono i calcioefiga andate qui: http://www.facebook.com/pages/Figa-E-Calcio/375737914165 …è una pagina vuota, come la loro zucca. Infatti sono quelle persone molto semplici, e un pò tamarre, che affollano le sale pesi delle palestre e che parlano solo dei due argomenti da cui prendono il nome. Non leggerebbero mai nerdsrevenge perché lo considerano un pizzoso bla bla, e quando parlano con un nerd di solito non capiscono quello che dice e si limitano a partecipare alla conversazione sbuffando o dicendo “minkia oh stai male” come per imitare er Cipolla).

2. perché i calcioefiga al cinema sono soliti prendere il pop corn e accompagnarlo con bicchieri enormi, di dimensione melodrammatica, di aranciata.

Quella che segue è una storia dei nostri giorni, un fatto vero. Un crudo spaccato di realta’ calciofighesca analizzato lucidamente.
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Parte uno: prologo
Era una luminosa domenica d’aprile, e Cindy quasi non ci poteva credere…Denis, il suo fidanzato, aveva deciso: oggi niente calcio!
Per una volta, una domenica di riposo…
Strano però quel giorno, lei non chiedeva, ma ultimamente c’era qualcosa che non andava.
Denis era nervoso …forse le basse performance della sua squadra del cuore? Forse quel casino
che ha combinato il meccanico coi terminali nuovi che vanno a sbattere sulle minigonne?
Era sempre più enigmatco,…e ora questa storia di voler boicottare la partita…
Meglio non dire nulla, non voleva far casino proprio quel giorno: era stufa dei continui litigi e problemi. 
Si era ripromessa che, alla prossima cazzata, l’avrebbe lasciato.
Cindy ancora non sapeva, ma quello, per una strana combinazione di errori e di stupidità, sarebbe stato il loro ultimo giorno insieme.
All’improvviso quella mattina Denis guardandola negli occhi, le disse: “cioè, oggi ti porto al cinema”.
Da quel momento il mondo non sarebbe stato più come prima…

Parte due: la minzione
Cindy lo conosceva bene, erano già andati qualche volta a vedere i cinepanettoni e, con tutto quello che aveva bevuto, sapeva che di lì a poco Denis avrebbe dovuto svuotare la vescica.
Il film era Sweeny Todd, e non era male, ma Denis era insopportabile…era sempre più rumoroso: all’ennesimo rutto si alzò, rompendo il cazzo a metà fila per uscire a pisciare;
Nel frattempo, sullo schermo Tobias “Toby” Ragg trovava il dito di un piede umano all’interno di un pasticcio.

Quella fu l’ultima volta che Cindy vide Denis. Denis era uscito a far pipì e non era più tornato in sala: basta, quella era l’ultima goccia, e non solo di urea…Cindy non rispose più alle chiamate di “quello stronzo”
…anzi, decise che non si sarebbe più rimessa con uno così. Piuttosto da sola per sempre.

Nel frattempo Denis era molto confuso: era tornato in sala e non trovava più la sua Cindy.
Non solo: il film aveva cambiato completamente registro, con un volo pindarico era passato dall’atmosfera cupa della Londra dell’800 al gelo dell’Alaska, e il protagonista era smagrito in modo spaventoso…quel diabolico barbiere viveva ora in un camper abbandonato, mangiava bacche ed era irriconoscibile.
Un film con un finale talmente sconnesso che a confronto quello di Mullholland Drive di Lynch sembra scontato…
Tutto era assurdo, gli girava la testa: e quel che è peggio la sua Cindy era scomparsa, per sempre…proprio come in quel film, The Vanishing…
proprio lei…che gli aveva sempre ricordato un pò Sandra Bullok. >>

Noi abbiamo conosciuto di persona Denis: lo abbiamo visto entrare in sala, a metà del secondo tempo (stavamo guardando Into the Wild).  Amiamo ricordarlo così: dopo la fine del film, che si aggira smarrito e spaventato tra le file della sala illuminata e semivuota, mentre cercava la sua Cindy.
Come un novello Fantasma del Palcoscenico pare che Denis si aggiri ancora per i corridoi e le sale del multisala cibandosi di pop-corn avanzati o caduti per terra, e Fanta sgasate da bicchieri abbandonati, ancora alla ricerca della sua Cindy… o almeno dell’uscita del cinema… testimoni raccontano di aver sentito, prima di entrare in sala per il secondo spettacolo o subito dopo l’uscita, sinistri e agghiaccianti sussurri: “Minkia oh, che sbatti!”

Le vicende di Alexander Supertramp e di Cindy e Denis sono due storie vere e dolorose con una morale; avevamo di fianco quel poveraccio che guardava mezzo film nella sala sbagliata, e il messaggio di Alexander si è improvvisamente fatto più chiaro e completo:

La felicità è reale solo se è condivisa“…si…ma non se devi condividerla con un calcioefiga.

Scritto da: Lord Casco

"Soffro la solitudine dei Numeri Pirla"