Per noi il cinema è un tempio. Un luogo di culto. Adoriamo andare al cinema perché come si vedono i film al cinema non si vedono nemmeno sul 60 pollici Full-HD che hai a casa e poi perché l’audio al cinema è potente e alto come a casa non potrai mai alzare il tuo 5.1, senza prendere denunce dai vicini, smontare il divano con le vibrazioni del Sub-Woofer e far staccare i calcinacci dal soffitto. Senza contare le lamentele di chi divide la vita con te.
Quindi amiamo andare al cinema, anche se il film è in 3D e sai che dopo dovrai sottoporti ad una calibrazione oculare perché l’allineamento degli occhi sarà andato a puttane.

L’unico difetto che ha il cinema è che le sale contengono centinaia di persone… e in quel marasma di gente è matematico finire in mezzo ad un branco di idioti la cui missione di vita sembra quella di rovinare il film spaccando la minkia a che gli sta intorno e profanare il nostro tempio.
Ma quali sono i rappresentanti di questo bestiario? Andiamo a conoscerli insieme…

L’Analfabeta

Cominciamo dall’Analfabeta perché in genere è il primo che si incontra in sala. L’Analfabeta, quando alle elementari insegnavano a contare e a leggere, probabilmente era in riformatorio o con i suoi amici al parco a drogarsi. Il risultato è che non è capace di leggere un biglietto e, in un mondo dominato dalla tecnologia dove il numero e la fila delle poltrone sono stampati sul biglietto, è una cosa grave. Ne consegue che, l’Analfabeta, entrato in sala si sieda un po’ dove cazzo gli pare, dove secondo lui i posti sono migliori. E non gliene frega niente se uno ha prenotato giorni prima su internet per prendere i posti centrali in terz’ultima fila, mentre lui è arrivato 5 minuti prima prendendo i posti laterali in seconda, perché quando vai a fargli notare gentilmente che quelli sono i tuoi posti, invece di sfondargli il cranio con una chiave inglese da 55 per poi buttare il suo corpo vicino all’uscita di sicurezza per non dare fastidio, lui ti guarda con il suo sguardo bovino e ti dice: “Oh, Zio! Ma che ti cambia?” Niente, figurati, mi cambia che quelli sono i miei posti e te te ne devi andare. Semplice, no? Ne conseguono litigi finché il concetto di posto numerato penetra la resistenza di un cervello non abituato a pensare e se ne va… a sedersi in altri posti occupati e la storia si ripete.


Il Ritardatario

Il secondo, per ordine di incontro, è Il Ritardatario. Come riconoscerlo? Semplice è quel coglione che arriva a film iniziato e non è difficile vederlo dal momento che sta in piedi davanti a te e si gode il film mentre si toglie il cappello, la sciarpa, la giacca, il pullover, la camicia, la maglietta della salute, le scarpe, i pantaloni, le mutande e i calzini con tutta calma, mollemente, come se stesse facendo uno spogliarello… Ma siediti per tutti i Santi del Paradiso! Già sei arrivato in ritardo e hai i posti al centro, quindi hai dovuto far fare la hola a tutta la fila per arrivare. Già ti sei spostato camminando, pestando piedi e borse, rompendo le palle a tutte le file dietro, invece di strisciare come il verme che sei, almeno siediti in fretta e spogliati nel modo più discreto possibile, no?! Il Ritardatario ha un tempismo perfetto, aspetta che finiscano tutte le pubblicità delle concessionarie, del Mulino Bianco e dello yogurt che fa cagare la Marcuzzi ed entra quando va il trailer che aspettavamo di vedere! Ovviamente con il suo iPhogne in mano con il flash acceso per vedere dove va e bruciando le retine di tutti quelli a cui lo punta in faccia. Ma cammina un po’ senza luce, cadi dai gradini e rompiti il collo tra le ovazioni di chi è arrivato puntuale per non dar fastidio e vedersi il film dall’inizio. Che poi, il Ritardatario, dopo essersi seduto, si inclina verso quello accanto e gli sussurra candidamente nell’orecchio: “E’ iniziato da molto? Cosa è successo?”… è iniziato in orario il film, ed è successo che un pirla che non sa leggere l’orologio è arrivato tardi dando fastidio e ora cerca pure di farmi perdere altro film parlando… A braccetto con il Ritardatario, c’è il Precoce…probabilmente sono anche la stessa persona, che visto che è arrivato qualche minuto dopo va via qualche minuto prima. ll Precoce si alza appena partono i titoli di coda, come se avesse una molla sotto al culo, o la poltrona scottasse. Ovviamente impallando tutto lo schermo mentre si riveste il più lentamente possibile, e sono lì che cerco di leggere chi era stavolta il Best Boy Grip… che a me interessa… Dio non voglia che dopo i titoli di coda ci siano delle scene aggiuntive, perché se il Precoce se ne accorge, si blocca di colpo, impalato lì, in mezzo alla sala, come un cerbiatto davanti ai fari della macchina che sta per investirlo, le braccia aperte e la giacca spalancata come il mantello di Batman, che nessuno, a parte lui, riesca a vedere le scene dopo i titoli di coda… è in questi momenti che rimpiango di non essere riuscito a inventare la pistola disintegrante quando avevo 7 anni…

L’ aneddoto della settimana: era il settembre del 2005 e ci apprestavamo a vedere “Il Castello Errante di Howl” di Miyazaki, qualche fila davanti a noi si siedono due ragazzi… e sguaiatamente fanno battutacce… entra una famigliola e chiede ai 2 ragazzi di spostarsi che quelli sono i loro posti. I 2 si guardano interdetti (di certo non potevano guardarsi in modo intelligente), poi controllano i biglietti, con tutte quelle scritte in geroglifico che non sanno interpretare, e si spostano in altri 2 posti. La scena si ripete, entra una coppia e deve far spostare i 2 ragazzi, che sbuffando si alzano e vanno ad accomodarsi in altri posti. Inutile dire che anche quelli erano occupati. Alla fine i 2 riescono, non senza fatica, a trovare 2 posti liberi da cui possono godersi il film… si spengono le luci, il film comincia e notiamo che che i 2 hanno come un moto di sorpresa e sgomento, si alzano velocemente e corrono fuori dalla sala…

I 2 li abbiamo rivisti alla fine del film che uscivano da un’altra sala dove proiettavano: “Deuce Bigalow – Puttano in Saldo“… che non è di Miyazaki… effettivamente per loro il biglietto era scritto in una lingua incomprensibile, ormai estinta nelle loro teste: l’italiano.

Per questa volta ci fermiamo qui, l’elenco, purtroppo lungo, va avanti la prossima settimana…

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"