Sono passati esattamente vent’anni da quando vidi Randy per l’ultima volta.
Randy è stato un caro amico. Era nato e cresciuto nelle case popolari, ma aveva aspirazioni diverse dai suoi vicini, che puntavano a diventare tamarri professionisti e a fare bene le penne davanti agli sbirri.
Randy era un nerd fai-da-te, che si trovava a dover convivere con i gravi limiti di quel contesto sociale, così ostile all’intelligenza e all’istruzione. Diventare un nerd in quel tipo di realtà è difficilissimo, ma lui era riuscito a perseverare, e mentre gli altri suoi vicini coetanei smontavano i motorini rubati e bruciavano i cassonetti, lui era riuscito in qualche modo a ritagliarsi un pezzettino di realtà nerdica: era diventato un appassionato di manga e di cartoni animati giapponesi, e, pur essendo comunque rimasto sempre un ignorante patentato, era addirittura riuscito a dimostrare un vago interesse per la cultura. In assoluto quest’ultimo rappresentava il challenge più difficile: nella realtà tamarra il ‘sapere le cose‘ non era una solo vergognoso e biasimevole, ma era una cosa che veniva solitamente soffocata nel sangue.
Era sufficiente l’uso corretto di un congiuntivo e subito i balordi si animavano: “oh ma chi cazzo sei Piero Angela?” e giù botte, per cui la limitata istruzione veniva spesso tenuta nascosta, per evitare le furiose reazioni dei vicini. Non è quindi stata colpa sua: per diventare un vero nerd gli è mancato un ambiente adeguato, e anche l’appoggio nostro e di altri nerd. Si può dire che questo strano contesto incoerente e assurdo abbia instillato in lui il seme della follia: a volte infatti si comportava in modo strano. Ad esempio, guardava i cartoni giapponesi,…in ligua originale: come spiegava Cap qui,  “guardare un manga in lingua originale può non essere sempre una buona idea”. Io direi che guardare un manga senza conoscere una parola di giapponese è proprio un’idea di merda. E infatti Randy dopo un pò aveva iniziato a dar fuori di matto e ad usare un oscuro giapponese come intercalare, che lo faceva sembrare un cretino più del dovuto: durante un discorso, veniva fuori con un “Hokuto no Ken, yoroshiku dozooooo!!!”  e mentre lo diceva ti guardava negli occhi con una faccia da maniaco.

Ma sopratutto Randy era un eccezionale collezionista di fumetti giapponesi: la sua collezione di manga era davvero sterminata. Da quando lo conoscevo aveva continuato ad ingrandirla e, mentre all’inizio non ci feci caso, col tempo iniziai a notare che più cresceva il numero di collane che riusciva a completare, più lui diventava sconclusionato: spesso i suoi discorsi non avevano nè capo ne coda e diventava sempre più difficile tirare le fila di quello che diceva. Il problema era che più il tempo passava più lui peggiorava. E ne passò molto prima che riuscissi a rendermi conto di quello che stava succedendo: quando lo capii fu anche l’ultima volta che vidi Randy.

Accadde quel giorno di vent’anni fa, quando scoprii che i manga …li leggeva al contrario.
…cioè all’occidentale, anche se sono stampati al contrario…

L'immagine rappresenta l'ordine di lettura normale di un fumetto manga. L'ordine di lettura di Randy era: 10-11-7-8-9-1-5-2-6-3-4

L’immagine rappresenta l’ordine di lettura normale di un manga. 
L’ordine di lettura di Randy era: 10-11-7-8-9-1-5-2-6-3-4

In quel momento provai per lui grande pena e amarezza:  non trovai la forza di spiegargli che stava sbagliando…la prima cosa che feci quando realizzai che aveva letto, per anni, centinaia di fumetti alla rovescia,  fu stringerlo tra le braccia.
Ricordo che il suo sguardo in quel momento mi sembrò, come nella foto postata all’inizio, avere la vacuità  di una lobotomia prefrontale.
Con un nodo alla gola, senza dire niente, lo aiutai a coricarsi nel letto, poi allungai la mano per cercare un cuscino, ma alla fine non ebbi il coraggio che dimostrò il capo indiano in quel famoso film, così lo abbandonai ai suoi fumetti e scappai lontano correndo via per la campagna, verso l’orizzonte…
Non lo rividi mai più…
Addio Randy, scusa se quel giorno non ho avuto abbastanza coraggio e ti ho lasciato in balia del tuo pazzo mondo rovesciato.

 

 

Scritto da: Lord Casco

"Soffro la solitudine dei Numeri Pirla"