Ci sono quei film di cui non ti frega niente che escono al cinema e stanno settimane e settimane, e ci sono quei film che vorresti vedere e appena ti distrai un attimo escono e li tolgono subito, e ti tocca aspettare di trovarli in un altro modo.

Super: Attento Crimine!!!” è uno di questi ultimi. Volevo vederlo ma è uscito in pochissimi cinema e l’hanno tenuto solo per il primo spettacolo del pomeriggio. Quindi niente, non son riuscito ad andare; per fortuna hanno avuto il buon senso di pubblicarlo in DvD abbastanza in fretta in modo da poterlo recuperare. E l’ho recuperato.

Diciamo subito che ero solo curioso, ma non mi aspettavo chissà che. E invece mi è piaciuto molto.


Ma procediamo con ordine. Il film di James Gunn rientra nell’ormai affollato filone supereroistico, ramo superereroi inventati di sana pianta, divisione supereroi fai da te, ufficio: “Cosa succederebbe se un uomo comune decidesse di fare il super eroe?”. Ufficio da cui sono passati anche Defendor (di cui parleremo un’altra volta) e Kick-Ass di Matthew Vaughn, solo che ad un certo punto Kick-Ass ha deviato dal presupposto ed è diventato una storia di supereroi, mentre Super rimane ancorato alla realtà, con le sue conseguenze.

La storia parla di Frank Darbo (Rainn Wilson), una persona semplice, un po’ infantile, che vive la sua vita mediocre fatta di solo 2 momenti epici da ricordare. Un giorno la moglie Sarah (Liv Tyler) lo molla per “Jock” (il vero nome è Jaques, ma Frank lo scrive come lo pronucia, ed è interpretato da Kevin Bacon), un piccolo spacciatore, e Frank si sveglia dalla sua ingenuità, si rende conto di non avere più niente nella vita. Così, tra un’allucinazione, una crisi mistica e una preghiera, ispirato da un supereroe cristiano in televisione, Holy Avenger (Nathan Fillion), decide di combattere il crimine e le ingiustizie sotto le spoglie di Crimson Bolt, la Saetta Purpurea.

Comincia così una rapida discesa nella violenza e nella malavita. Ma non è la malavita fumettosa dove i cattivi compiono atti criminosi plateali, è una criminalità vera, dove i “cattivi” se ne stanno sulle loro, svolgendo i loro traffici in disparte, senza velleità di conquista del mondo o chissà che altro. Dove non si gioca ad armi pari con gli altri, dove si spara e i proiettili fanno male, dove si viene pestati e la mattina dopo ci si sveglia tumefatti, dove la polizia non se ne sta con le mani in mano aspettando che l’eroe compia il suo dovere, ma lo va a cercare per gli atti criminosi che compie, come ad esempio sfondare le teste dei criminali.
A dar man forte a Frank in questo vortice di delirante follia arriva Libby (Ellen Page), che prima lo guida in un viaggio sui fumetti da cui Frank attinge per migliorare nella sua crociata, poi diventa la spalla dell’eroe.
Ma la realtà non è come nei fumetti.

Il film si apre con i titoli di testa fatti a “cartone animato scrauso” a mo’ di sigla, con tanto di balletto finale sulla canzone, davvero divertente.
A leggere sopra si potrebbe pensare che è stato scopiazzato dal già citato Kick-Ass, in realtà sono contemporanei e, soprattutto, solo le premesse sono simili. Kick-Ass è stato girato con un budget di 30 milioni di dollaroni americani, si distacca presto dalla realtà e si tuffa dritto dritto nel fumetto, anche se si allontana ampiamente dal fumetto da cui è tratto virando verso un finale classico dove i buoni vincono sempre. Super invece, girato con nemmeno 3 milioni e attori pagati al minimo sindacale, parte al contrario: con l’ingenuo Frank che comincia la sua super-carriera, in modo comico (per noi) e poi nella realtà ci si tuffa di testa e senza protezioni.
Alla fine i buoni vincono (?), e il bene trionfa (?) con le sue regole che, cito: “Esistono da tempo. Esse non cambiano mai!”, ma il costo è davvero enorme.

Tutto è partito per un atto di egoismo: riprendersi la moglie e trovare uno scopo ad una vita stupida, di una persona brutta, inutile e stupida. Il film non è affatto stupido, divertente e assurdo sì; tratteggia Frank come un bambino cresciuto fino ad un certo punto, che per ricordarsi i suoi momenti migliori li disegna con le matite colorate, calato in un mondo fin troppo adulto e senza scrupoli, perfettamente rappresentato dalla moglie Sarah che, vedendo i disegni dei suoi unici due momenti topici, commenta un secco: “Hai disegnato le mani troppo grandi”, e Frank torna al tavolo da disegno con scolorina e pastelli per sistemare l’errore. E’ così Frank, un uomo onesto, codardo, che fa finta di non vedere quando sa benissimo che dovrebbe reagire, e che alla fine quando reagisce scatena un putiferio anche per cose “banali” come il salto della coda del solito furbetto arrogante.

Un film che consiglio fortemente, fa ridere, pensare e non è mai banale. Strizzatine d’occhio e citazioni ce ne sono a bizzeffe, dai fumetti Marvel e DC fino al Batman televisivo anni ’60, il tutto condito con una bella colonna sonora.

Vi lascio con il trailer.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"