Che la Ubisoft sia la casa di distribuzione che odio di più (ora a pari merito con la Capcom) lo avevo già parzialmente spiegato, ma c’è dell’altro. C’è che ho rischiato il coma giocando al primo Assassin’s Creed per la noia e la ripetitività. C’è la presa per il culo di Far Cry 2. C’è che ormai vendono pezzi di giochi, come i finali, a parte. Quindi, in buona sostanza, ho giurato di non comprare mai più un gioco Ubisoft… e da quello che leggo in giro non mi sono perso molto fino ad ora.

Ma, c’è sempre un ma, nel 2009 esce la notizia di un gioco Ubisoft che ha attirato la mia attenzione: “I AM ALIVE”. Ma dal 2009 al 2012 sono passati ben 3 anni e che fine ha fatto il gioco? E’ stato cancellato, poi ripreso, poi modificato, poi ancora modificato e alla fine vomitato distribuito digitalmente sul Market Microsoft e PSN Sony. Le anteprime, evidentemente prezzolate visto che si recensiscono giochi degli inserzionisti, dei vari siti lo dipingono come un bel gioco e mi viene voglia di provarlo. Per fortuna è stata distribuita la demo…
 Scaricati i quasi 2 Gb di demo la installo.

Il gioco si apre in una casa con una che guarda il filmato di una telecamerina dove un tizio, che poi sarei io, spiega che è successa una catastrofe che ha distrutto il mondo e lui vuole tornare a casa, ci ha messo un anno ad attraversare il paese ed è quasi arrivato.
Quello che colpisce è la grafica miserabile del filmato. Ma vabbè la grafica non è tutto, provo il gioco vero e proprio.

Mi trovo in un ambiente desolato, macchine sparse alla rinfusa, un ponte crollato in lontananza e devo raggiungere casa mia.
Se la grafica del filmatino introduttivo faceva abbastanza pena quella del gioco è peggio. E’ tutto in bianco e nero, o quasi, una nebbia fitta nasconde gran parte dello sfondo, quindi si vedono solo delle ombre in lontananza. Tutto sembra senza texture: modelli poligonali nudi e crudi. Le pozzanghere per terra sono macchie nere con un minimo di animazione dei cerchi bianchi quando ci si passa sopra, accontentiamoci che il gameplay dev’essere per forza una bomba.

Notare i buchi neri per terra, sono pozzanghere e il generale grigio topo che caratterizza la grafica del gioco

Comincio ad andare in giro, non posso interagire con niente. Né aprire un’auto, né raccogliere un oggetto, niente di niente. Subito si nota che le macchine sono “state abbandonate” in modo da formare un percorso prestabilito. E dove non ci sono troviamo una “Forza Superiore” che ci prende e ci costringe a girarci che di là non si può andare. Ok, il percorso obbligatorio come all’Ikea c’è in altri grandiosi giochi, ma i muri invisibili non li vedevo dai tempi della PSOne, per dire.
Il mio alter ego digitale ha quest’andatura da marionetta robotica con passo pattinato che sembra staccato dal resto dello scenario. Ho una barra in alto sullo schermo che mi fa vedere quanto mi stanco, se scende troppo non recupero più, a meno che non mangio la scatoletta di non so cosa che ho nell’inventario, o mi tracanno un litro e mezzo di acqua in un sorso. La barra si consuma per qualsiasi cosa tranne che se cammino. Se corro, premendo R1, ad esempio scende, se faccio uno scatto scende più veloce. Scopro che ho la resistenza fisica di un 80enne fumatore incallito obeso, praticamente dopo 20 metri di corsetta leggera rischio la morte. Per uno che si è attraversato l’America a piedi in un anno mi sembra un po’ poco. Per fortuna puoi solo camminare o accucciarti, che di saltare se non ce n’é bisogno non se ne parla. Nemmeno menare pugni a vuoto. Niente, se non cammino sto fermo come una statua di marmo.

Cammino e ho il fascino e il carisma di una puntina da disegno

Intanto arrivo al ponte crollato. Per superarlo devo fare dei salti. Premo X, aspetta, salto e mi aggrappo dall’altra parte, la barra della resistenza scende. Premo X, la barra scende, e salgo al sicuro dall’altra parte. Che ci sia un leggero ritardo dei comandi? Sì, c’è. In compenso sono abbastanza imprecisi che se gli dici vai a destra lui si sposta un po’ a sinistra prima. Ottimo. Superiamo sto cazzo di ponte che magari dopo meno qualcuno per il disappunto.
Superare il ponte non è mica un pic-nic al parco, che mi devo arrampicare sui piloni, ma non è questo il difficile. Ovviamente se mi arrampico consumo barra, quindi devo farlo in fretta, ma stando attento e scendendo a compromessi con i comandi che prendono iniziativa e non mi cagano, però nemmeno questa è la parte difficile.
No, la vera difficoltà è che chi ha progettato il ponte e probabilmente il resto della città, è uno che fa uso di LSD! Ma dico io: si è mai vista una scaletta della manutenzione che arriva fino ad un certo punto, poi, a 4 metri d’altezza, c’è da fare un salto di 50 centimetri verso il piolo successivo, poi la scaletta diventa un tubo di metallo da scalare, poi ci si deve appendere ad un cornicione per fare il giro del pilone fino all’altro pezzo di scaletta? Ma che cazzo c’hanno in ‘sta città i manutentori addestrati al Circo Togni?!

Contrariato per la stravagante architettura del posto supero il ponte e mi incammino nelle fogne che la strada è bloccata. Siccome prevedo scontri controllo la mia pistola: scarica, bene. Per fortuna non ne ho bisogno, riesco a uscire presto dalle fogne, e sono in un cortile con il cancello incatenato, e noto che mi serve qualcosa per aprirlo, che in un anno in giro per gli U.S.A. non ho trovato un piede di porco da portarmi in giro.
Tempestivamente nel cortile fa il suo ingresso uno vestito da generale con un machete in mano. Estraggo lapistola scarica, ma lui non lo sà, gli intimo di indietreggiare verso la voragine alle sue spalle e urlando: “Questa è SPARTAAAA!!!!” gli dò una scarpata e lo faccio volare dentro. Raccolgo il machete che ha fatto cadere ai miei piedi, spacco la catena e esco dal cortile. E subito due teppisti mi assalgono, uno è armato di pistola, l’altro di machete… un altro con il machete. Noto anche una certa somiglianza tra i 2, che siano fratelli?
Per non saper né leggere né scrivere alzo le mani e quello con la pistola si avvicina. Con scatto felino ed abile mossa sfodero il mio machete, gli squarco la gola, mi si genera un colpo dentro la pistola e la punto all’altro teppista. Mi avvicino intimandogli di inginocchiarsi e lo ammazzo con un colpo di karate dietro il coppino. Subito si sfonda una staccionata dall’altra parte della strada ed escono altri 2 teppisti entrambi armati di machete che mi corrono incontro pattinando sull’asfalto. Sono perfettamente identici a quelli che ho testé ammazzato a sangue freddo e un dubbio mi attraversa la mente: ma siamo sicuri di essere in America e non tipo in Nigeria, che tutti ‘sti qua sono armati di machete? E subito dopo un’altra domanda si fa largo: ma che cazzo hanno fatto i programmatori dal 2009 fino ad oggi che la grafica fa cagare, i comandi sono approssimativi e c’è un solo modello uguale per tutti i cattivi che incontri?

Ma non è il momento di farsi domande che sto tenendo sotto tiro i 2. Uno lo faccio fuori con il proiettile comparso nella mia pistola all’improvviso. L’altro lo costringo ad indietreggiare fino ad un altro buco profondissimo nella strada e riurlando, ma meno convinto di prima: “Questa è Sparta!” e ce lo spingo dentro con un calcione. Ecco che i combattimenti si preannunciano tutti uguali: fai avvicinare uno e lo ammazzi con il machete all’improvviso oppure lo minacci con la pistola e lo spingi nel buco per terra… pare si possa pure fare a spadate con il machete, ma vista la reattività dei controlli da vecchio con l’alzheimer si finisce inevitabilmente morti stecchiti. A meno che non si sia dei Precog e si riesca a impartire i comandi con qualche secondo d’anticipo. Dal video hai anche intravisto che si userà un arco con le frecce, anche qui si avrà a disposizione una freccia messa in croce e pedalare, ciccio!

La demo poi va avanti più o meno in modo da colpo di sonno in autostrada. Devo aiutare uno che sta morendo mentre la moglie gli rompe i coglioni: “Te l’avevo detto che non dovevi combattere! Erano troppi per te! Perché l’hai fatto? Credevo che tu fossi felice, che i tuoi pensieri fossero i miei”. Qui il dubbio su come aiutarlo era: gli dò i miei medicinali così guarisce, oppure lo faccio fuori che almeno lei non gli rompe più le palle? Alla fine gli ho dato i medicinali, al massimo la moglie se l’ammazza lui dopo, da solo.

Arrivo finalmente a casa, ma solo dopo aver notato che tutto quello che trovo per strada è inamovibile. Tricicli del peso di un palazzo di cinquecentomila piani che non si spostano di un millimetro nemmeno correndogli addosso, sacchetti della pattumiera che formano barriere invisibili insormontabili, non si muove niente, nemmeno la sporcizia, anche perché è disegnata per terra.
Scoraggiato da tutto questo entro in casa e ovviamente è vuota. C’è solo una lettera di mia moglie che mi dice che se n’è andata con mia figlia l’anno prima insieme alla squadra di salvataggio.
Vabbè, sono in una situazione di merda e lei probabilmente si starà facendo le squadre di emergenza al campo profughi. Ma non mi perdo d’animo esco di casa e sento che una bambina piange nel parchetto di fronte. Le corro incontro,almeno ci provo che mi sono momentaneamente incastrato nel triciclo inamovibile di prima. La raggiungo, lei si spaventa e scappa con una velocità da centometrista che nemmeno Usain Bolt le starebbe dietro e fa pure le curve a 90 gradi come la macchina di Automan, ma lo stesso comincio a inseguirla e finisce la demo.

Tasto PS -> Esci dal gioco -> Triangolo -> Elimina.
Tempo perso a giocare a sta troiata totale di permanenza sull’hard disk della mia PS3: 20 minuti, giusto il tempo di finire la demo.
Divertimento percepito: pari a quando si hanno le formiche nel letto.
Lezione imparata: nessuna, che i giochi Ubisoft facessero schifo lo sapevo già.
Soldi risparmiati: 15 €.
Valore aggiunto: ho un post da pubblicare oggi, per la vostra gioia.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"