Anche questa settimana torniamo alla meravigliosa scoperta delle Bestie da cinema.

Questa nuova, esaltante, sconfortante divertentissima puntata è ancora una volta incentrata su quei fenomeni che parlano in sala, con buona pace dei nostri nervi. I due esemplari sono due sottocategorie opposte tra di loro. In realtà potremmo risolvere il problema facendoli sedere uno accanto all’altro, al cinema, oppure metterli entrambi in una gabbia e farli scontrare tra di loro cercando di farli annientare a vicenda.

Andiamo a scoprirli.

Il Superfan

Quando esce al cinema un film tratto da un libro, un videogioco, un fumetto, un gioco in scatole o qualsiasi altra cosa la sala si riempie di Superfan del prodotto originale. Ma chi sono i Superfan? Semplice, sono quelli che adorano alla follia il prodotto originale, sarebbero disposti ad uccidere, lo conoscono quasi a memoria, sanno vita, morte e miracoli dell’autore, o degli autori, che ci stanno dietro o che l’hanno creato. Nozioni di cui a noi potrebbe non fregare niente, ma che già dobbiamo sorbirci durante i titoli di testa mentre loro le snocciolano ai loro amici, esaltandosi, e a tutti quelli che, volenti o nolenti, sono a portata di voce. Poi, buio in sala, il film comincia e, sospiro di sollievo, il Superfan si placa un attimo gustandosi i primi minuti, fino a che TRAGEDIA!!!! Ecco il primo cambiamento rispetto all’originale! Allora basta il Superfan comincia a spiegare che quello, nel libro originale, non ha detto quello che ha detto nel film, ma ha detto un’altra cosa, che messa così com’è nel film travisa l’intenzione origniale dell’autore e… TRAGEDIA!!!!! Quel personaggio arriva mooooolto più avanti nel libro, ora non ha senso inserirlo subito, così poi non funziona perché più avanti quell’altro tizio deve morire e… TRAGEDIA!!!!! Manca il personaggio che tradisce il protagonista e allora come si farà ad andare avanti, crollano tutte le premesse, il senso del racconto originale, le intenzioni dell’autore, come andrà a finire?! Oddio non posso guardare, mi hanno stuprato l’opera che amavo di più al mondo e giù lacrime e lamenti che nemmeno al funerale dei genitori. Così avanti per 2 ore, tra uno spoiler, una lezione sul senso della storia e una sull’autore. Tra un lamento straziato e un altro ci vediamo un film i cui colpi di scena o le sorprese non hanno più senso, in cui il film stesso passa in secondo piano rispetto alla tragedia umana che avviene intorno a noi. Contro il Superfan non c’è ragione che conti, l’unica cosa è sperare di avere dietro degli antidepressivi da inoculargli all’improvviso nel collo e sperare che si riprenda… detesto andare a vedere i film tratti da libri, videogiochi e fumetti famosi, ho sempre il terrore di trovarmi un Superfan intorno che mi spacchi i maroni ad ogni virgola cambiata, ad ogni nota fuori posto.

L’Ignorante

L’esatto opposto del Superfan è l’Ignorante. In genere gli ignoranti si muovono in coppia o, peggio, in branco, li si riconosce subito, già prima delle casse, perché vagano con lo sguardo confuso leggendo titoli a caso a loro sconosciuti, non hanno la benché minima idea di cosa vogliono vedere, hanno solo detto: “Stasera andiamo al cinema!”. Persi tra le locandine e i cartelloni giganti nell’atrio del multisala gli Ignoranti si avvicinano timidamente alle cassiere e sussurrano, come se stessero dicendo una bestemmia in chiesa, il primo titolo che si ricordano, completamente all’oscuro del film a cui è collegato. Non hanno visto i trailer, non hanno letto articoli, prendono un titolo a caso e comprano i biglietti. Fa niente che sia in 3D oppure no, che abbia un numerino che indica che è un secondo o terzo capitolo di una qualche saga, che sia un film splatter, un porno o un cartone animato. Un po’ come se noi andassimo in un ristorante straniero e, senza conoscere nemmeno la lingua, ordinassimo indicando il menù, pronti a mangiare qualsiasi cosa, dalle arterie di maiale crude, ai testicoli di toro ancora ttaccati al toro vivo e vegeto. Per l’Ignorante non fa niente, è pronto a subirsi qualsiasi minkiata sia riuscito a bofonchiare alla cassa, completamente scelta a caso perché: “Stasera andiamo al cinema!” e, immancabilmente, scelgono lo stesso film che abbiamo scelto noi. Tra la decina di sale, quindi di film, a disposizione, hanno scelto proprio il nostro. Così, in sala con accanto gli Ignoranti, ci vediamo un film puntellato da domande e perché?, in caso sia un capitolo intermedio, o lamentele e reazioni shockate perché hanno scelto il film più efferato degli ultimi 20 anni. E a sto punto bisogna armarsi di santissima pazienza e chiedere di stare zitti… più volte… molte più volte… fino al nostro limite di sopportazione. Se siamo fortunati l’Ignorante si renderà conto da solo del proprio errore e lascerà mesto la sala…

L’aneddoto della settimana: questa settimana ne scrivo 2, uno è sottile, da capire, l’altro è un Baobab.
Era il periodo de “Il Signore Degli Anelli“, periodo che è durato la bellezza di 3 anni, in cui tutti, ma proprio tutti, parlavano dei 3 film, non ti potevi girare da nessuna parte che l’argomento era quello. Finalmente esce “Le Due Torri“, il secondo film, quello centrale. Ovviamente mi catapulto al cinema appena esce, me lo godo, finito il film due ragazzi davanti a me si alzano e vestendosi uno dei due: “Oh Zzio! Ma che film dimmerda mi hai portato a vedere?! Non si capisce un cazzo, Zzio!”
L’altro: “Eh, ma che cazzo ne so, non finisce nemmeno! Minkia che film fanno, oh!”
Ma passiamo al secondo aneddoto, quello fine. Vado a vedere “Tropic Thunder”  di Ben Stiller, nel film c’è Tom Cruise che fa Les Grossman: la parodia di uno sboccatissimo produttore di Hollywood. Tom è truccato, ma si vede benissimo che è lui.
Matte risate per tutta la durata, finisce il film e prima dei titoli di coda ci sono spezzoni dei personaggi con i nomi degli attori, arrivati a Les Grossman viene fuori il nome di Tom Cruise, ovviamente, e dei ragazzini accanto me:
“Ah, ma quello è Tom Cruise?!”
L’altro, con tono saccente: “Essì, non hai sentito la voce che è sua?!”

Tutti ridono.

A settimana prossima!

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"