Del lasergame ne ho sempre sentito parlare, l’ho visto nei film e nei telefilm, Barney Stinson ci gioca e sembrava “Legend…wait for it…dary!”, ma non ho mai avuto modo di andare… fino a sabato sera.

Un mio collega, Fabio, mi ha invitato alla partitona mensile che fa con i suoi amici, al Q-Zar di Legnano, ho accettato senza pensarci nemmeno un momento e ci sono andato.

Il posto si presenta bene, un baretto sulla destra con i viveri di prima necessità: Coca Cola, acqua, qualche toast, caffè… ma niente latte, a me che piace il caffè corretto latte freddo me lo son bevuto senza niente… ma va bene così.

Di fronte all’entrata c’è il bancone dove iscriversi e pagare. La partita costa 10 €, 3 € la tesserina annuale, il tutto per una intensa e più che sufficiente mezz’oretta di gioco.

Età media dei clienti intorno ai 20 anni. Mi viene il sospetto che ci faranno un culo a cappello di prete…

Ci troviamo con Fabio e i suoi amici, di cui, per una mia idiosincrasia verso i nomi, non me ne ricordo uno. Provo timidamente a chiedere se c’è una strategia di squadra, ma tutti mi guardano e sorridono, senza rispondere… vedrò.
La saracinesca da garage, accanto al bancone dello staff, si apre e ci fanno entrare. Il nostro gruppo è composto da 11, l’altro, di giovani, perfetti sconosciuti, invece è da 12… oh cazzi nostri, che ne abbiamo uno in meno. So già che perderemo amaramente.
Un ragazzo dello staff ci raduna, ci spiega le regole del gioco, i punteggi, come si indossa la pettorina, come si tiene il fucile, quali sono le zone del corpo “colpibili” con il raggio laser, che i fucili sono sensibili, che parlano e ci dicono quando ricaricare, che bisogna prendere la base dell’avversario, come prenderla e altre cose basilari da sapere per giocare. Poi ci spiega le regole di comportamento, che non si tirano calci, che non ci si sdraia o rotola per terra, altrimenti si muore calpestati, che non si mira tenendo il fucile vicino alla faccia, che non si usano le mosse di karate. A rincarare il tutto, con quel minimo di terrorismo psicologico per farcele osservare, ci dice che un ragazzo “prima” si è spaccato la faccia andando a sbattere, ha perso i denti, l’uso delle gambe, i leoni, le cavallette, le innondazioni e cose così.

Entriamo nello spogliatoio, molliamo borse e tutto il resto nei loculi sotto le pettorine, le indossiamo, foto di rito fatta a tutti i gruppi.

Questi non siamo noi, è solo per far capire, la nostra verrà uppata martedì…

Poi entriamo nella “Stanza del Pericolo” degli X-men e i 2 gruppi vengono accompagnati ai rispettivi angoli di ricarica. Lo stanzone è gigantesco, 280 metri quadri, diviso da muri di legno nero con delle finestre nel mezzo, l’interno sembra un labirinto, è buio e illuminato da lampade UV che fanno risaltare il bianco dei vestiti e i segni dipinti sui muri… ecco perché eravamo vestiti tutti da ninja.
Io vedo che i miei compagni, più esperti, ricaricano  e partono. Capisco subito che la tattica adottata è: ognun  per sé e Dio per tutti e spara a tutto ciò che si muove.
All’inizio sono un pochino spaesato, ma poi, dopo aver sbattuto contro 3 muri e 4 spigoli, che grazie a Dio sono protetti da gommapiuma, decido di mettere a frutto tutti gli anni di esperienza ai FPS e Call of Duty e mi butto nella mischia.
Dopo 20 secondi  la sensazione è questa…

Devo dire che ti senti bello carico…

La sala è tutto un intreccio di laser rossi, corro a prendere la base avversaria, vengo colpito, colpisco, gente che corre da tutte parti, il giubbottino vibra, finisco le vite, corro a ricaricare, sudo, mi diverto un casino, gente che urla: “Stanno prendendo la baseeeeeeeeeeeee!!!!”, i vaffa si riempiono l’aria. Gli avversari si appostano vicino alla nostra postazione di ricarica e ci colpiscono appena usciamo, è un massacro da ambo le parti.

Dopo 25 minuti la partita finisce, si passa il fucile alla ricarica e ci si segna il numerino che appare sul display. Usciamo dall’arena, passiamo dal bagno per una rinfrescata veloce, anche se la doccia sarebbe stata meglio e torniamo all’entrata davanti al bancone.

Il display del punteggio segna un drammatico: 11 a 292… siamo scoraggiati, abbiamo fatto solo 11 punti? Cominciamo a ragionare e ci sembra impossibile, si rincorrono supposizioni, che il tabellone abbia fatto il giro e sia ricominciato da 0? Che si sia rotto? Che facciamo davvero schifo?

Finalmente il ragazzo dello staff arriva con i foglietti personali del punteggio e annuncia: “Squadra rossa vs Squadra blu: 1011 a 292!” è un ovazione, gli abbiamo massacrati!

Personalmente sono arrivato 4° della mia squadra, con 13000 e passa punti, 6 basi conquistate, 80 uccisioni, un fottio di colpi sparati, una media di colpi andati a segno ridicola… il mio collega, Fabio, è primo con 31000 e spicci, piazzandosi all’ottavo posto generale del Q-zar… partono pacche, risate, racconti di guerra che sembrano usciti da Salvate il Soldato Ryan.

La serata è stata un divertimento unico, il gioco fantastico e crea dipendenza, bisogna assolutamente fare un’altra squadra e tornare a giocarci il prima possibile, ho già la scimmia addosso!

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"