Rettocompatibilità

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un post, su uno dei soliti siti dedicati ai videogiochi, in cui si diceva che Jack Tretton, CEO di Sony Computer Entertainment America, non è d’accordo con la politica del blocco dei giochi usati, di seconda mano, sulle future console di nuova generazione. Possiamo dargli torto? No, assolutamente. Magari l’ha detto per piaggeria nei confronti di noi videogamer, magari l’ha detto perché ci crede davvero, o magari l’ha detto per fermare l’orda di videogiocatori imbufaliti che lo aspettano sotto casa per spaccargli le gambe, vallo a sapere… poi ha concluso dicendo che non è lui a decidere e che la casa madre Sony potrebbe pensarla diversamente… insomma Ponzio Pilato gli fa una pippa, a Tretton!

In ogni caso le notizie che arrivano sulle console del futuro non certo entusiasmanti e ne avevamo già parlato, ma focalizziamoci un attimo su quello che sta trapelando.

Stiamo parlando della futura generazione, la Next Next-Gen, PS4 e X-Box 720, o come diavolo si chiamerà, che a quanto pare non leggeranno i giochi delle attuali PS3 e 360.
Uno potrebbe dire: “Eh vabbé chissene…” e potrebbe avere ragione, se non che c’è qualche gioco, pochi in realtà, che vale la pena conservare e rigiocare in futuro, o tenere per collezionismo o affetto. Io ad esempio mi tengo stretta tutta la serie di Uncharted e Little Big Planet…. però… perché un fottuto, antipatico “però” c’è sempre e ora lo vediamo.
Attualmente già la PS3, salve qualche solitaria superstite 60 Gb, non legge i giochi della PS2 e, guarda caso, i giochi migliori della scorsa console stanno subendo una riedizione in HD per girare sulle PS3, non retrocompatibili, e rivenduti per una quarantina di euro. Parlo di pietre miliari videoludiche come ICO, Shadow of The Colossus, God of War, Jack and Daxter, giusto per citarne qualcuna. Che stiano già programmando che, se le future console non leggeranno i “giochi vecchi”, possono rieditarli e rivenderli facendoci su qualche altro soldo alla faccia di chi se li deve ricomprare? Non lo so, però il dubbio mi viene…
Qualcuno potrebbe dire: “Eh, vabbè, non butti la console che hai ora così ci giochi quando vuoi.”, ok posso farlo… se ho spazio in casa, sotto la tv, in cameretta, in cantina, sul solaio, nel box, o ovunque uno giochi e intanto già che ci sono accendo un cero sperando che la console non si rompa, in tal caso i giochi vecchi posso ricoprirli di abbondante vasellina e ficcarmeli… ci siamo capiti, la Rettocompatibilità.

Delle strategie di mercato atte a fotterci più soldi possibili ne avevamo già parlato agli albori di questo blog, ma mi pare che gli uomini del marketing delle varie software house, publisher e produttori hardware, si stanno sbizzarrendo per andare a raschiare il fondo delle tasche dei giocatori.

Giocatori che, da che mondo è mondo, si sono sempre rivolti al mercato dell’usato per risparmiare qualche soldino… ovviamente parlo di quelli “onesti”, gli altri si sono rivolti ai Pirati dei Caraibi Videoludici per non spendere un cazzo risparmiare.
Mercato dell’usato che le società di produzione dei giochi stanno additando come una delle maggiori cause di mancati profitti. Questo è un po’ il leitmotiv della collezione di stronzate 2011-2012.

Come contromisura a tutti quei farabutti che non si vogliono buttare nella pirateria, accontentandosi di un gioco usato, cosa fanno le case produttrici per guadagnare anche su questo? Si inventano l'”On-Line Pass“, cioè mettono un bel codice all’interno del gioco che, se uno vuole giocare online, deve riscattare quando prende il gioco nuovo.
Se un giocatore invece lo prende usato si trova con il codice già riscattato, quindi, se vuole giocare online, può comodamente spendere quei 10 € che gli puzzavano in tasca in un codice sostitutivo sui vari store online. 10 € che sono, più o meno, il risparmio sul costo del nuovo per un gioco recente.
Alla fine chi compra l’usato, per sfruttare il gioco totalmente, spende quasi come prenderlo nuovo… e sticazzi!
Con questo sistema chi ci guadagna sono i produttori, che comunque qualcos’altro lo raccolgono anche su un gioco già venduto, e i negozi che ritirano il gioco pagandolo meno della metà del suo valore, per poi rivenderlo a più del doppio…

Spero di essere stato chiaro fino ad ora, se vi sta uscendo il sangue dal naso per seguire il discorso ditemelo… facciamo una pausa, prendiamo un caffè… pronti? Bene, ricominciamo.

Questo è quello che sono riusciti a inventarsi fino ad ora per “arginare” l’usato, ma con le nuove console si vocifera, come dicevamo, che l’intenzione è bloccare completamente i giochi usati.
Facendo i conti della serva il costo dei giochi è costantemente aumentato con l’aggiornarsi delle console, fino ad arrivare agli attuali 70 €. Con l’arrivo, l’anno prossimo, delle nuove console next-gen è presumibile che il costo lieviterà ancora. Certo è giustificato dal fatto che allo sviluppo dei videogiochi ci lavora sempre più gente, che ci sono sempre nuove tecnologie, che i budget sono sempre più alti, nuove piattaforme di intrattenimento che mangiano fette di mercato e bla bla bla bla… il succo del discorso rimane che il costo aumenta. Chi gioca non sempre può scucire simili cifre per ogni gioco che esce e ne escono davvero tanti tutti i mesi, quindi le uniche cose che rimangono da fare ad un appassionato sono: comprare giochi usati, comprare solo pochi giochi selezionatissimi rinunciando alla maggior parte di quello che esce, oppure non giocare più.

L’altro ieri è uscito un articolo dove l’ennesimo analista, Matt Matthews, ha dichiarato che negli ultimi anni c’è stata una contrazione del mercato videoludico. Guardando i dati del 2012 i guadagni sono stati pari a quelli del 2006, prevedendo una perdita a fine anno di circa 12 MILIARDI di dollari in questo settore… sa, sciura Maria, c’è la crisi… qui uno schema riassuntivo:

Dati di vendita Gaming

Per chi non capisse l’immagine, bisogna guardare il grafico di sinistra, l’ultima barretta in basso, 2012, e la prima in alto, 2006. Vedete che il giallo (aprile) sono più o meno allo stesso livello mentre nelle altre barrette sono più avanti? Ecco la lunghezza delle barrette indica i dollari guadagnati…

Questo ci fa un po’ capire che i giocatori tutti ‘sti soldi da spendere non li hanno e che probabilmente rinunciano a più di qualche gioco e qualche console… noi speriamo che lo capiscano anche i produttori e che si regolino di conseguenza, altrimenti…

Produttoriiiiiiiiiiiiii….!!!!!

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"