Hero WannabePerfetti Cattivi, di quelli con “C” maiuscola, settimana scorsa al buon Capitan Catarro è venuta voglia di eroismo e ci ha elencato i 5 eroi che avrebbe voluto essere.

Ora è il mio turno di mettere in piazza le mie aspirazioni eroiche, ovviamente in ordine sparso, o quasi… poi se e quando riusciremo a risvegliare dal suo torpore Lord Casco, magari ci delizierà con i suoi 5.

Ralph Supermaxieroe

Sì, ho sempre desiderato essere Ralph Hinkley, un uomo comune, insegnante di lettere al liceo, che riceve in dono dagli Alieni un costume che gli fa avere i poteri di Superman, più qualche bonus extra, come se Supes ne avesse avuto bisogno… peccato che Ralph perda il libretto di istruzioni subito e faccia pena ad utilizzarlo… deficiente!
Da piccolo ero convinto e tutt’ora sono più o meno della stessa opinione, che lo avrei saputo usare egregiamente, istruzioni o no, avrei volato meglio di lui, e sarei anche stato anche meno refrattario nel combattere il crimine. Certo lo avessi adesso combattere il crimine sarebbe solo una delle centomila applicazioni che mi vengono in mente quando penso a come utilizzare quel costume… invisibilità compresa. Non voglio dire che farei cose illegali, o al limite della legge, però, oh, da cosa nasce cosa e se scappa qualcosa su cui chiudere un occhio, beh chiudiamolo.
Certo le condizioni per avere quel costume erano castranti restrittive: rimani nell’anonimato, combatti il male, sii puro di cuore… fosse capitato tra le mie mani sarei finito sui giornali il giorno dopo e poi mi sarei trovato ad un tavolo di trattative con gli Alieni per discutere alcune clausole del contratto…
Altra ragione non proprio secondaria era che Ralph stava insieme a Pam Davidson, Connie Sellecca, che al tempo era una delle donne più fighe belle che c’erano in circolazione ed è diventata “il mio tipo”… tralasciando tutti i giochi di parole a doppio senso che si possono fare con quel cognome…
Poi aveva una sigla spettacolare, tutt’ora quando la sento una lacrima fa capolino…

 

Scott Howard

Tralasciamo quella brutta storia che il protagonista del film, in italiano, è diventato Marty, così giusto per sfruttare il successo del contemporaneo, sempre in Italia, “Ritorno al Futuro” sempre con Michael J. Fox.
In ogni caso Scott lo adoravo e adoravo il film, tanto che con mio fratello ce lo siamo visti per un’estate intera qualcosa come 2 volte al giorno, fino a che la cassetta ha ceduto, poi pace e Amen.
Ai tempi essere un Lupo Mannaro mi sembrava una cosa fighissima, le possibilità erano infinite e l’appeal sulle donne era incredibile, stando al film. Non so quanto poi nella vita vera una ragazza si possa interessare ad uno più peloso di un babbuino, che piscia contro i pali e si lecca le parti intime da solo tutta la notte. Poi son cresciuto, ho letto un sacco di X-Men, con i tormenti interiori di Bestia e ora essere un Lupo Mannaro non mi sembra un’idea particolarmente vincente.
Ma stiamo parlando dei tempi che furono e di una visione della vita molto più semplice, quando fare il surf sul tetto di un furgone, al ritmo di “Surf In U.S.A.” dei “Beach Boys“, era la massima aspirazione che uno poteva avere, un’attività da mettere nel curriculum e raccontare ai figli. Per non parlare di essere un campione a basket calcio, che era un must a quei tempi, l’avevo sempre desiderato, sarà perché sono sempre stato una schiappa, una roba che sembrava avessi i piedi montanti al contrario… a pensarci bene non sono proprio sicuro che la F.I.G.C. accetti licantropi nelle squadre italiane…
Poi un amico come Stiles l’avevo sempre desiderato: un simpatico cazzone, un po’ filosofo, che aveva capito tutto della vita. Fino a rendermi conto di essere io lo Stiles della compagnia… senza la filosofia… e senza avere capito tutto della vita… sì, solo un simpatico cazzone alla fine.

Ataru Moroboshi

Dai, siamo sinceri, chi, nel pieno delle sue facoltà mentali, fisiche, ormonali, non avrebbe voluto essere Ataru Moroboshi, tipico, sfigatissimo, anonimo, timido, rincoglionito distratto studente giapponese a cui capita che una civiltà aliena/divina gli appioppi una strafiga bellissima ragazza, vestita solo con un bikini tigrato, e lo costringa a viverci insieme e sposarla per la salvezza del Mondo?
Io a queste condizioni mi sarei immolato volentieri per il destino dell’umanità… ok c’erano le controindicazioni, tipo il fratellino volante sputafuoco, però, oh, per una come Lamù si può accettare, no?
Poi, vuoi mettere, ti riscatti a scuola immediatamente, visto che tutti ti considerano un perdente e anche a casa, visto che sono vagamente consapevoli della tua presenza, come un suppellettile sopra un mobile.
In ogni caso Ataru Moroboshi era ampiamente sottovalutato e il suo genio l’ha più volte dimostrato, fin dall’inizio quando doveva afferrare i cornini di Lamù e per farlo le toglie il reggiseno con uno sturalavandini…
Tenendo conto anche del fatto che, se fosse davvero capitata a me una situazione del genere, di certo non mi sarebbe capitata Lamù, ma E.T. con le tette e i capelli… e lì, insomma, fanculo l’umanità…

Ferris Bueller

Una simpatica faccia da schiaffi come quella di Matthew Broderick, la capacità di fingersi ammalato per bigiare, finendo al centro di una raccolta fondi per salvarti la vita, incoolare fregare il preside della scuola, le istituzioni e quella rompicoglioni di tua sorella, avere una ragazza molto carina, un amico fidato, una Ferrari rossa e una giornata di festa in giro per New York, conquistandola… ho detto tutto, il sogno di ogni studente delle superiori.
Ferris Bueller era il tipico ragazzo americano, delle commedie di John Hughes, che tutti, a quei tempi, avremmo voluto essere, scanzonato, affascinante, intelligente, con la tipica spocchia che tutti finiscono per adorare.
Poi, sinceramente, chi non vorrebbe essere il protagonista di questa scena?

John McClane

Questo è il vero e proprio eroe nel senso stretto del termine.
Un duro come non ne fanno più, battuta pronta, veloce con la pistola e con tanto carisma che gli bastava una sigaretta in bocca per farti decidere di diventare un tabagista. Potevano farlo solo lui, Humphrey Bogart e James Dean.
L’umo giusto, al momento e nel posto sbagliato, John McClane è uno che non si tira indietro, anzi, se c’è da affrontare un gruppo di terroristi nord europei, o salvare un aeroporto, o l’intera città di New York, beh, lui c’è. Ghigno, faccia di tolla, sarcasmo, una canotta sporca e una Beretta Fs 92, che non puoi proprio dirgli niente perché ha ragione, sempre e comunque, anche quando striscia nei condotti dell’aria condizionata, cammina a piedi nudi sui vetri rotti, si infila negli scavi della metropilitana e abbatte elicotteri usando le macchine della polizia. Poi, oh, se uno ha il coraggio di portarsi dietro un petulante, saccente, precisino della minkia Justin Long, senza sparargli in testa dopo 32 secondi, vuol dire che ha proprio i coglioni cubici.
E c’è che affronta i disastri familiari di petto, a muso duro, senza nascondersi, proprio come fa con i terroristi e accetta il fatto di essere uno stronzo e un fallito con una stoicità invidiabile.
Lo si ammira anche quando si fissa tra le scapole, con lo scotch per i pacchi, la sua fidata pistola con un solo proiettile, poi all’ultimo strappa con decisione e spara in fronte al cattivone di turno… io per togliermi un cerotto faccio scene da tragedia napoletana e poi piango. Poi volete mettere dire al cattivone di turno: “Yippee Ki-yay, Motherfucker!” e sparagli in faccia?

Ecco i miei 5 “eroi” che avrei sempre voluto essere… e quali vorreste essere voi?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"