Lunedì Lord Casco ha dedicato un post alla memoria di Andy Whitfield l’attore che ha interpretato la prima stagione di “Spartacus: Blood and Sand” (“Spartacus: Sangue e Sabbia” per chi l’avesse visto in italiano) e ci teneva che io parlassi del telefilm, dal momento che l’ho visto tutto.

Di critiche alla serie ce ne sono a carrettate in rete, se ne trovano di professionali, seriose, analitiche, scherzose, appassionate e chi più ne ha più ne metta. Io non sono un critico e non sono un giornalista, quindi scriverò solo le mie impressioni personali, da spettatore, nella speranza che Lord Casco rilasci i miei cari come ha promesso di fare una volta che avessi scritto questo post.

Dicevo che di parole sulla serie ne sono state sprecate a migliaia, forse milioni, forse addirittura miliardi… facciamo cifra tonda: un fantastilione, segno che questa serie ha colpito, nel bene e nel male.
Molti coglionazzi critici si sono lanciati a spulciare il telefilm alla ricerca di incongruenze storiche, errori grossolani, banalità sulla gerarchia societaria romana dell’epoca e cose di sto genere. Forse non hanno bene presente il concetto di telefilm e quello di documentario. Forse erano convinti che avrebbero visto “Passaggio a Nord-Ovest” con Alberto Angela e non si sono accorti di trovarsi davanti una fiction peplum senza particolari velleità se non far vedere un sacco di donne nude, ettolitrate di sangue, smembramenti a piacere e qualche discorso pseudo politico/cospirazionista, messi così, tanto per traghettare lo spettatore da una scena di sesso allo squartamento successivo. Ho letto pure da qualche parte che uno si lamentava che il telefilm, insomma, è in inglese e non in latino e che cazzo, un po’ di rigore storico, per dinci! Certo, facciamoli parlare in latino fluente, sai come si appassionano gli americani a ‘sta cosa?
Ricordiamoci che a produrre c’è un certo Sam Raimi, quello che ha prodotto anche “Hercules” e “Xena“, non proprio due telefilm storicamente ineccepibili.

Una delle rare scene dove si vedono donne vestite

Dico più volte “fuck” che in un film porno… non che la serie non lo sia

Ok, dette due parole sulle critiche passiamo al telefilm vero e proprio, che poi è il nocciolo del post.
La prima stagione: “Spartacus: Blood and Sand” tratta le vicende del leggendario Spartacus dal tradimento dei romani, la sua cattura, la sua crescita come gladiatore fino ad arrivare alla sua fuga e all’inizio della rivolta degli schiavi. Non vi preoccupate, non è spoiler è, bene o male, storia, su Wikipedia c’è più o meno tutto.
I personaggi sono tratteggiati abbastanza bene per essere, ricordiamolo, un telefilm d’azione, sangue e sesso e non un trattato di psicologia sulla società dell’antica Roma.
Andy Whitfield, nel ruolo di Spartacus, funziona alla grande, ha lo sguardo giusto di quello che la combinerà grossa. Altro protagonista molto ben azzeccato è Manu Bennett nel ruolo di Crixus, campione dell’arena di Capua fino all’exploit di Spartacus che gli usurperà il titolo.
Evidentemente il “dio dei nerd” deve aver ascoltato le preghiere di milioni di devoti pippaioli appassionati e ha fatto in modo che Lucy Lawless avesse un ruolo di primo piano nella serie, la moglie del lanista Batiatus, Lucretia, e quando dico “primo piano” intendo che si vede spesso e volentieri nuda in scene di sesso. Certo non è più “fresca” come quando era Xena, ma basta accontentarsi.
Uno dei protagonisti assoluti della serie, sia come personaggio in sé, che come interpretazione è sicuramente John Hannah nel ruolo di Quintus Lentulo Batiatus, lanista e padrone del Ludus, la “Scuola per Gladiatori” dentro cui si svolgono le vicende della prima stagione. Batiatus è un gran personaggio, una presenza scenica dominante e un linguaggio da “scaricatore di porto & poeta” che eleva l’imprecazione a livelli sublimi.
C’è da dire che la serie comincia un po’ lenta, ci vuole qualche puntata per appassionarsi, ma poi decolla. Il tutto è molto divertente, i combattimenti tra gladiatori sono ben gestiti, con un uso spropositato di secchiate di sangue, colpi in salto, che fatti nella realtà procurerebbero solo stiramenti muscolari a chi li esegue ed effetti gore al limite dello splatter. Ma c’e sempre il Raimi de: “La Casa” dietro a produrre.
Altra cosa che colpisce e che, a quanto pare, ha fatto crescere l’audience in modo spropositato, sono le scene di nudo e quelle di sesso esplicito. Tanto che verso la fine della stagione si diventa leggermente insensibili alle donne nude. L’apice è raggiunto nella puntata 9, “Whore” e il titolo già dice tutto, diretta da Michael Hurst, lo Iolao di “Hercules”, in cui si vede praticamente un amplesso completo, mancano i primi piani, ma per il resto niente è lasciato alla fantasia.

Uno dei millemila attacchi in salto sfibra-vertebre della serie

La serie, comunque, non è perfetta, anzi, ci sono cadute di tono e gag involontarie, una delle quali è semplicemente fantastica: Spartacus sta aspettando il ritorno della moglie e progetta di fuggire. Il suo migliore amico, Varro, gli si avvicina e gli chiede cosa sta pensando. Spartacus gli confida che ha un piano per fuggire con la moglie e glielo spiega, noi vediamo l’attuazione del piano: uccide tutti e scappa con la moglie. Varro è perplesso e gli chiede come farà ad aprire il cancello. Spartacus ci pensa e rielabora il piano: uccide per primo la guardia con la chiave, poi uccide gli altri mentre sua moglie apre il cancello e scappano insieme. Varro è ancora perplesso: potrebbe esserci anche il Doctore, ossia quello che allena i gladiatori, e lui è un osso duro da superare. Spartacus è spiazzato, pensa un attimo ed ecco il nuovo piano a prova di bomba: arriva la moglie, uccide la guardia con la chiave per prenderla, mentre la moglie apre il cancello lui uccide tutti compreso il Doctore e scappano insieme. Fantastico, un piano a prova di bomba, anche Varro è convinto. La moglie di Spartacus arriva morta al ludus… raccontato fa meno ridere che vederlo, ma vi assicuro che la scena è divertentissima.

Comunque dopo la prima serie Andy Whitfield si ammala, quindi la produzione è costretta ad aspettare per girare la seconda stagione. Per battere il ferro finché è caldo, visto il successo della prima stagione, decidono di approntare una miniserie di 6 puntate che narra le vicende di Batiatus e del suo ludus prima dell’arrivo di Spartacus, “Spartacus: Gods of The Arena“, “Spartacus: Gli Dei Dell’Arena“.In questo prequel, che parte dal finale della prima stagione e si svolge come un lungo flash back, vediamo come Crixus diventa il campione di Capua e le gesta del campione

Son belloccio e recito che sembro Robocop

prima di lui: Gannicus, un gladiatore con la faccia da pirlotto belloccio e imbattibile, interpretato da Dustin Clare.C’è poco da dire sulla miniserie, John Hannah spadroneggia e tutto gira intorno a lui e alle sue trame per far crescere il suo Ludus ridotto a una chiavica in miseria. Ci sono altri ettolitri di sangue, combattimenti con colpi saltati e, per dare una sferzata di novità, aumentano le scene di sesso, introducendo anche rapporti lesbo, che non si sa mai che agli americani piacciono di più.Il problema è che, delle vicende narrate in questo prequel, nella prima stagione non si è sentito neinte, nessuno parla di quello che ha fatto Batiatus o di Gannicus. Gli sceneggiatori, per sistemare questa discrepanza, hanno un colpo di genio: nell’ultima puntata, poco prima dei titoli di coda, Batiatus è sul balcone e vede i gladiatori allenarsi, è il tramonto, guarda Lucretia e le dice: “Non voglio sentire nemmeno una parola su quello che è successo!”. Lucas, impara come si fa a tappare i buchi e le incongruenze in un prequel di una serie di successo.

Ho lo stesso sguardo intenso e magnetico della piadina con lo squaquerone

Finito anche il prequel purtroppo Andy non si ristabilisce e di lì a poco muore. Ma lo showbusiness deve andare avanti, come cantava il buon Freddie, quindi scelgono un sostituto per Andy: Liam McIntyre. Purtroppo il nuovo Spartacus, per quanto belloccio e fisicato, non ha il carisma del compianto Andy e “Spartacus: Vengeance” non decolla, per tutta la stagione.
Le vicende dovrebbero narrare di Spartacus che, raccolti gli schiavi, si scaglia contro Roma in una lotta per la libertà. Le sue schiere dovrebbero contare centinaia di seguaci e invece saranno si e no una trentina di scappati di casa a contrapporsi al legato Glabro, che è il nome e non indica dei problemi tricotici. La serie culmina con la battaglia ai piedi del Vesuvio che vede trionfare Spartacus e i suoi audaci seguaci, sì tutti e 15, che durante la serie sono stati decimati.
Lo show è, nel complesso, una puttanata noia mortale. La colpa non è solo del nuovo Spartacus. La produzione evidentemente non ci credeva molto e va al risparmio, ad esempio, riutilizzando i vecchi set, con una scusa pretestuosa e  costruendo delle nuove location abbastanza pezzenti. Basti vedere la piazza principale di Capua che è grossa come la sala d’aspetto del dentista, che con 3 persone dentro sembra che ci sia una folla. Hanno risparmiato pure su attori e numero di comparse. Oltre ad Andy altri personaggi cambiano attore. I nuovi personaggi introdotti, poi, non suscitano alcun interesse e c’è il ritorno di quella faccia da pirlotto Gannicus.
Ad affossare il tutto c’è una sceneggiatura che deve fare i conti con il basso budget e con poche idee. Le situazioni vengono ripetute più volte in un marasma di sesso che comincia a diventare stucchevole. Amputazioni, squartamenti e sangue ce ne sono ancora a dozzine, ma non fanno quasi più effetto. La noia regna sovrana, i limiti di budget rendono ridicole molte scene, tipo i gladiatori che si calano dalla cima del Vesuvio fino a terra con delle corde fatte di rami, vabbè.
Molti personaggi spacciati per importanti e presenti in tutta la serie in maniera prepotente muoiono all’improvviso in modo piuttosto stronzo. Altri, invece, vengono completamente dimenticati da un certo punto in poi, passando da quasi protagonisti a tappezzeria sullo sfondo.
Quando, finalmente, finisce l’ultima puntata si ha la tipica sensazione che ci assale dopo il pranzo luculliano di Natale, quando si mangia oltre il limite: non ne puoi più, sei appesantito e nauseato e hai solo voglia di digerire in fretta… quando dico “digerire” intendo dimenticare.

“Fuuuuuu…. che stagione dimmerda!!!!”

Insomma la seconda, vera, stagione è una sinfonia interminabile di Note Marroni. La serie, in generale, è in caduta libera e probabilmente c’è stata un’emorragia di ascoltatori perché la Starz ha deciso che la terza stagione sarà quella conclusiva. Per quanto mi riguarda potevano finire tutto con la miniserie e lasciare un buon ricordo, invece di andare avanti.

Ora spero solo che Lord Casco, dopo questo post, rilasci i miei… altrimenti sarà Vendetta, una noiosissima, abbacchiata Vendetta.

Voi, invece, che ne pensate?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"