Settimana scorsa ho pubblicato un post parlando di 3 cose strane che mi sono capitate nella vita. A quanto pare è piaciuto molto, una marea di gente mi ha detto che faceva molto ridere e che avrei dovuto pubblicarne ancora.

Ci ho pensato un pochino su e ho deciso di accontentarli con altre storie strane, di quelle che mi capitano come se fossi un parafulmine di comica drammaticità.

Son convinto però di non essere l’unico a cui capitino queste cose, magari non proprio uguali, ma sicuramente nello stesso regno della follia, come se a volte senza accorgercene facessimo un passo in un universo parallelo in cui le regole sono semplicemente diverse da quelle che conosciamo. Posso capire che alcune potrebbero sembrarvi assurde, ma vi giuro che son capitate, altrimenti avrei chiamato i post: “Quelle cose normali della vita…”, no?

Pronto, parlo con Milano?

 Avevo 17 anni e internet ancora non lo avevano inventato. Passavo le mie giornate tra scuola, Amiga 500 e il gruppo in cui suonavo.

Un pomeriggio ero bello tranquillo che giocavo con l’Amiga, solo a casa, quando squilla il telefono.

Io: “Pronto?

V.D.D.C.A.S.S. (Voce di donna con accento spiccatamente siciliano): “Sì, buon giorno, parlo con Milano? 

Io: “Mi scusi, cerca la famiglia Milano o proprio Milano la città? 

V.D.D.C.A.S.S.: “No, Milano città… 

Io: “Guardi, ha sbagliato di pochissimo perché qui è Corsico, 5 minuti da Milano. 

V.D.D.C.A.S.S. con tono deluso: “Ah, mi spiace, ho fatto un numero caso con lo 02 davanti e pensavo di parlare con Milano… 

Io: “Beh, siamo vicini a Milano, di cosa ha bisogno? 

V.D.D.C.A.S.S.: “Se mi può aiutare. Mi chiamo Rosy, sono di Palemmo Palermo, sono una modella e vorrei venire a fare qualche provino a Milano, non è che lei ha dei numeri di agenzie o sa se qualcuno cerca modelle? 

Certo, Milano è la capitale della moda e qui siamo tutti modelli e modelle, quelli che non lo sono lavorano nelle agenzie di selezione, o sono in ogni caso al corrente di tutte queste cose… io: “Guardi Rosy, purtroppo non so niente di queste cose… 

Rosy: “Ma non puoi cercare sulle Pagine Gialle un numero di qualche agenzia? 

Mentre sto per andare a prendere le Pagine Gialle mi cade l’occhio sui Secondamano che ho sulla scrivania, con il gruppo eravamo sempre alla ricerca di componenti, quindi avevo un sacco di Secondamano, era un giornale di annunci di ogni tipo, compro/vendo, ricerca persone, cerco/offro lavoro. Mi viene un’idea folgorante e le dico: “Rosy, ho qui dei giornali di annunci, se vuoi vedo se cercano qualcosa.

Rosy: “Sì, perfetto, ma fai presto che le telefonate costano! 

Certo, cara, siccome mi stai facendo un favore a telefonarmi… in ogni caso sfoglio gli annunci di lavoro e cercavano un sacco di accompagnatrici e modelle per locali e cose del genere, richiesta bella presenza. Le spiego cosa ho trovato, lei tutta contenta si fa dare una decina di numeri di telefono e prima di salutarmi mi dice: “Ti spiace se mi tengo il numero di telefono in caso avessi bisogno se devo venire a Milano? 

Ricordate che avevo 17 anni e a quell’età gli ormoni li porti in giro con il guinzaglio, che sennò mordono. Rispondo: “Certo! 

Ci salutiamo e, leggermente stranito ricomincio a giocare con l’Amiga.
Passano un paio di giorni, nemmeno ci penso più, squilla ancora il telefono. 

Io: “Pronto? 

Rosy: “Ciao MrChreddy, sono Rosy, ho chiamato i numeri che mi hai dato e mi hanno chiesto di venire a fare i colloqui! 

Io: “Ah, ottimo! 

Rosy: “Non è che potresti ospitarmi per non pagare l’albergo che già il treno costa un sacco? 

Io, mangiandomi le mani: “Guarda Rosy, lo farei più che volentieri, ma vivo ancora con i miei e non posso ospitarti… 

Rosy, sembrava delusa: “Ah, vabbè, fa niente, vedrò di arrangiarmi in qualche modo. Ti ringrazio lo stesso, magari quando sono a Milano ci sentiamo. 

Io: “Va bene, volentieri… 

Non ho più sentito Rosy in tutta la mia vita. Ogni tanto ci penso.Ogni tanto mi chiedo che fine abbia fatto, se grazie a me sia riuscita a sfondare nel magico mondo della Moda, oppure sia finita in qualche Night-club, locale di scambisti o spogliarelliste, o sia diventata una porno-star, oppure ancora un’accompagnatrice e abbia anche conosciuto il nostro beneamato ex-presidente. Magari non è proprio mai partita da Palermo, oppure è venuta a Milano e poi è tornata a casa con le pive nel sacco… non lo so e non lo saprò mai, anche se temo di essermi preso una marea di maledizioni in tutti questi anni…

La macedonia non mi piace

Una delle cose belle delle superiori sono le gite annuali. Le gite sono fantastiche perché vai con i tuoi compagni di classe a mettere a ferro e fuoco alberghi e paesi che visiti conoscere un sacco di posti nuovi e a crescere culturalmente. Intanto i professori impazziscono per evitare che finisci in galera.
In terza superiore ci tocca l’immancabile gita alle Cinque Terre in Liguria… a piedi. Sì, perché la genialata dei professori di quell’anno fu: la gita trekking. Secondo me pensavano: “Li sfianchiamo di giorno così la sera sono stanchi e non fanno casino” senza contare che a 16 anni hai abbastanza energie per far casino sia durante la scarpinata che poi la sera in albergo. Ma questo è un altro discorso.
Il terzo giorno di cammino arriviamo all’albergo che dovevamo occupare  per la notte. L’albergo è un misero 2 stelle a conduzione familiare con ristorantino. Ci sistemiamo nelle camere, ci facciamo la doccia, tranne Gargiulo che non si lavava nemmeno a picchiarlo e scendiamo per la cena.
La cena è molto divertente. Ovviamente stiamo facendo un casino che ci vorrebbe la polizia in assetto antisommossa per farci calmare. Pane che vola da tutte le parti, gente che urla, gara di piegamento posate con la fronte e tutte quelle cose lì. Arriva la cameriera con il primo: un bel vassoione enorme di metallo con le linguine alle vongole fumanti. La cameriera riempie i piatti e inclina il vassoio quel tanto che basta per far scivolare tutta la pasta su una mia compagna. La mia compagna va a lavarsi e a piangere in camera seguita da altre 2. La cameriera invece viene cazzaita da una signora anziana di tre o quattrocento chili per un metro d’altezza, probabilmente la padrona dell’albergo.
Purtroppo altri incidenti non ne capitano durante le altre portate. Mangiamo il dolce e arriva anche una vasca da bagno di macedonia di frutta, a servirla c’è la padrona.
A me la macedonia è sempre piaciuta, quindi mi metto in fila per prenderla e noto che l’anziana padrona prende le coppette saldamente con il pollice all’interno del bordo. Poi con un mestolo versa all’interno la succosa macedonia, porge la coppetta bella piena. Da una bella ciucciata al pollice che era immerso fino alla fine dell’unghia nella macedonia dentro la coppetta, poi ne prende un’altra e ripete il rito, ciucciata soddisfatta di pollice compresa. Alla quarta coppetta improvvisamente la macedonia non mi piace più.
Ancora oggi ci penso 2 volte prima di ordinare la macedonia in un posto, mi sento sempre un po’ a disagio, la mangio solo a casa in genere.

Prossima fermata…  l’incubo

Forse andavo ancora alle medie, forse era il primo anno delle superiori, non mi ricordo sinceramente quanti anni avessi. Però mi ricordo che per forza di cose mi muovevo con i mezzi pubblici a a Milano.
Premetto subito due cose prima di andare avanti a raccontare: la prima è che sono solo testimone della vicenda, la seconda è che non fa assolutamente ridere e se ridete, siete delle brutte persone, sappiatelo!
Dicevo che ero solito viaggiare con i mezzi dell’ATM a Milano. Dovete sapere che gli autisti degli autobus milanesi sono perfettamente addestrati in Strafottenza AutomobilisticaNon Curanza Del Traffico e Guida Spericolata, quest’ultima presa alla “Scuola Guida Per Autisti Acrobatici Circensi” di Oler Togni. Quindi, quando si prende un mezzo pubblico di superficie e non c’è posto a sedere, si fa un sacco di palestra gratuita rimanendo appesi agli appositi sostegni durante quella guida simpatica che gli autisti tengono per tutto il tragitto. In genere ci si rafforza le spalle, i muscoli della schiena, ci si sfibra qualche vertebra, nei casi dei non più giovanissimi e si torna a casa con una collezione di piedi schiacciati che può competere solo con quella delle nutrie schiacciate sulla statale per Pavia.
Credo di aver reso l’idea e di aver dipinto un quadro della situazione in cui contestualizzare l’evento vero e proprio.
Ero sulla 95 e stavo andando a casa, seduto sui sedili in fondo, l’autobus era mezzo vuoto. La penultima fermata prima di scendere è un po’ strana: è posizionata ad una cinquantina di metri dal semaforo. L’autobus arriva alla fermata e apre le porte. Il semaforo è verde. Sale, dalle porte centrali, solo una signora con due sacchettoni di plastica, uno per mano, pieni di roba tipo vestiti e coperte. Appena la signora mette piede sull’ultimo gradino, il pazzo l’autista alla guida chiude le porte di colpo e schiaccia a fondo l’acceleratore per prendere il semaforo che era ancora verde, ma diventa giallo in concomitanza con l’accelerazione dell’autobus. La signora con i sacchettoni in mano barcolla all’indietro fino quasi ai posti dove ero seduto io. L’autista capisce che non ce la farà mai a superare il semaforo, quindi, siccome ha in mano un go-kart e non un autobus da diverse tonnellate con su qualche passeggero, inchioda di colpo, a fondo, tanto che noi seduti scivoliamo leggermente sui sedili di plastica. La signora invece smette di arrancare all’indietro e, piegandosi in avanti come un toro in carica, comincia a correre verso il fronte dell’autobus. Senza mollare i sacchettoni la signora corre sempre più veloce, testa bassa come un centometrista gli ultimi centimetri prima di tagliare il traguardo, arriva davanti e

TOOOOOOONKKKK!!!!

tira una craniata fortissima contro il supporto di metallo che tiene il vetro che separa l’autista dal resto dei passeggeri. Il rumore risuona nel silenzio dell’autobus, noi passeggeri attoniti la vediamo alzare la testa e accasciarsi esanime di lato sui gradini delle porte anteriori. I sacchettoni ancora stretti saldamente in mano.
L’autista apre le porte posteriori e ci chiede di scendere mentre chiama la centrale chiedendo un’ambulanza che forse c’è un ferito. Noi scendiamo. Io mi avvio verso casa facendo tutta l’ultima fermata a piedi , sbuffando.

E voi siete delle brutte persone.

 

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"