E’ vero, si potrebbe pensare che questa rubrica è nata solo con l’intento di riempire in modo più facile le pagine del blog, che sopratutto durante l’estate è più difficile da gestire, dato che è molto più divertente andarsi a mangiare un gelato la sera, piuttosto che tapparsi in casa col portatile che soffia aria a 80°C appoggiato sulle palle, cercando di pensare a un argomento o una novità nerd di cui trattare.
Il sospetto che siano articoli riempitivi viene anche guardando quello che accade su altri media (si legge come si scrive perché è latino, non si pronuncia “MIDIA” come fa il trota), su tutti la TV. Ieri sera per esempio c’era la replica di una puntata di “Ciao Darwin“, la cagata trash con Bonolis, in cui alcune pseudo-donne rifatte sfidavano altre pseudo-donne non rifatte (pseudo perché considerarle esponenti del genere a tutti gli effetti sarebbe stato offensivo nei confronti di quasi tutte le ragazze che conosco). Meno male che sono un nerd e ho la Playstation3 sotto la televisione.

Sospetto o no, fate come vi pare, tanto io qualche episodio strano della vita ve lo racconto lo stesso se volete leggere, come già ha fatto MrChreddy. Ho messo l’estensione “summer edition” perchè sono fatti bizzarri capitati durante l’estate…forse il caldo contribuisce al malfunzionamento dei neuroni.

Nella vita ognuno di noi passa alcune fasi, sopratutto da giovane, in cui sente di appartenere ad alcune categorie sociali. Capita sopratutto da giovani, ci sono (o meglio c’erano) i metallari, i paninari, i tamarri, i punkabbestia, e via dicendo. Parlo ovviamente di un po’ di tempo fa, quando il genere umano non era ancora del tutto rincoglionito e c’era speranza. Ora che ci avviciniamo all’Armagheddon del 21 dicembre 2012 credo ci siano rimasti soli i gabber, gli emo e altri gruppi di imbecilli. Noi nerd li raggruppiamo tutti nel grande sottoinsieme dei calcio&figa.
Comunque io che vivevo e vivo in un paesino di provincia, non potevo certo permettermi il lusso di scegliere amici con cui condividere le stesse passioni: se a scuola facevi amicizia con uno che non era mai entrato in un cinema, ma solo allo stadio o in discoteca e che pensava che i migliori musicisti del pianeta fossero Ligabue, se eri triste, o Gigi D’Agostino, se eri felice, gli dovevi voler bene lo stesso. Infatti così ho sempre fatto e faccio tutt’ora.
Il compromesso implica il fatto che la meta delle vacanze fosse a volte un classico della tamarraggine: la riviera romagnola, ed è per questo che lì sono ambientate le mie due storie.

Moreno

Durante una di queste vacanze, io e gli altri due miei soci, tali Bobo e il Manzo, incontriamo sul lungo mare un compagno di scuola del Manzo. Il compagno, Moreno, è appena arrivato al mare e sembra felicissimo di vederci, un entusiasmo fanciullesco che lì per lì non mi spiego, ma che poi si spiegherà.
Ci accordiamo per incontrarci la sera stessa, passa a prenderci Moreno che aveva già la patente essendo più grande di un anno (era ripetente).
Durante il resto della giornata il Manzo passa il tempo ridendo da solo ripensando a Moreno e bofonchiando fra sé e sé frasi del tipo “minkia oh, che ignorante che è Moreno a scuola”. Devo precisare che il Manzo non è mai andato oltre la media del 5 e che si è diplomato honoris causa dopo secoli, più o meno quando mi sono laureato io (e abbiamo la stessa età). Ma lì per lì non mi spiego nemmeno la sua ironia e non do importanza alla cosa. Anche se poi si spiegherà, questa ironia.
All’ora stabilita Moreno passa a prenderci e andiamo nel locale. Una volta dentro la serata passa come previsto: troppo timidi e giovani per riuscire a conoscere qualche gnocca altra gente, passiamo il tempo a ridere e scherzare tra di noi. Ma Moreno no, Moreno vuole stupirci facendo il simpatico e inizia a pagare da bere ad alcune ragazze. Ovviamente prende da bere per sé e per ogni ragazza che tenta di avvicinare. Il problema è che non pondera bene gli acquisti: compra alcolici senza intuire, o verificare in qualche modo, se le ragazze in questione sono disposte a dargli retta. Oggi lo chiameremmo Stalker. Per farla breve, dopo un paio d’ore trovo una persona trasfigurata dall’alcol. Moreno ha bevuto bicchierate di Cuba Libre non solo come uno che vuole dimenticare un dispiacere, ma come uno che vuole dimenticare proprio tutta la sua vita: barcolla con due bicchieri in mano alla volta, avvicina ragazze spaventate biascicando frasi sconnesse, non si regge in piedi.
La cosa potrebbe anche far ridere, ma non fa molto ridere se non hai la patente, il locale è a 20 kilometri dal tuo albergo, non sai se ci sono mezzi pubblici e se l’unica speranza di tornare in albergo è nella mani di un idiota in pieno delirium tremens. La situazione infatti è difficilmente gestibile. Ci organizziamo cercando di convincere Moreno a lasciar perdere per quella sera le donne e a star un po’ tranquillo. Ci armiamo di pazienza e aspettiamo un paio d’ore che l’alcol attenui i suoi effetti e alla fine usciamo. Al parcheggio poniamo due semplici condizioni a Moreno:

1. Se la velocità massima dell’automobile dovesse superare i 40Km/h inizieremo a picchiare pugni sulle sue tempie, fermandoci solo alla comparsa di sangue e pus dalle orecchie

2. Se qualcosa non va, se ci si sente poco bene, la macchina deve essere fermata subito (grazie anche ai 40Km/h di limitatore) pena pugni sulle tempie, come sopra

Moreno spavaldo risponde “oh zzzio, come stai? Io ubriaco? Ma va… Ti porto indietro e poi mi paghi anche una piadina se non la smetti di insultare“.
Vedendolo così convinto saliamo fiduciosi in macchina, Moreno esce dal parcheggio e parte lentissimo, come gli avevamo chiesto. Non faccio in tempo a pensare “bravo Moreno!” che noto una traiettoria troppo secante rispetto al bordo della strada (e alle altre automobili parcheggiate). Nessuno di noi fa in tempo a far notare la cosa che lo specchietto destro della sua Lancia Y rimane attaccato alla fiancata di una Citroen parcheggiata.
Al che Moreno dice: “Oh raga, la smettete di far casino e di toccare i poggiatesta della macchina?
Il Manzo: “Imbecille stai distruggendo la fiancata, il rumore veniva da fuori, hai spaccato lo specchietto
Bobo: “Guarda che se non te la senti ci fermiamo e aspettiamo un po’..dormiamo in auto se vuoi
Moreno: “Macché fiancata, dopo mi pagate la piadina

Il pilota, come se niente fosse, non ferma la sua corsa e dopo un litigio interminabile e minacce serie, che se non altro servono a tenere sveglio l’idiota al volante, arriviamo al bivio sulla statale che conduceva al paese dove alloggiavamo. Al che, come per una premonizione inizio a dire: “Moreno, guarda che devi girare a sinistra
Bobo: “Moreno, metti la freccia, guarda che è qui la svolta
Il Manzo: “Imbecille, hai superato la svolta!!!!

A questo punto Moreno pensa bene di tirare una pedata sul freno che nemmeno in Formula 1 fanno le staccate così, spiattella le gomme, la macchina si intraversa e si ferma in mezzo alla statale. A quell’ora grazie a Dio non passa nessuno e noi decidiamo di proseguire a piedi per l’ultimo Kilometro.
Da quella sera di Moreno non avemmo più notizie, cercammo sui quotidiani locali per vedere se fosse stata rinvenuta una Lancia impastata da qualche parte, o un ubriaco molesto, distributore di Cuba Libre, fosse stato arrestato e ingabbiato, ma non trovammo mai niente. Da allora solo leggende e voci di corridoio, c’è chi dice che Moreno abbia finito tutti i soldi delle vacanze quella sera stessa tentando di offrire da bere a qualunque cosa si muovesse e si sia dovuto prostituire per pagare albergo e tornare a casa sua. C’è chi dice che abbia vagato per il mondo a bordo della sua Ypsilon tentando di trovare una ragazza disposta a dividere un Cuba Libre con lui, non lo saprò mai, ma la sua guida e il suo alito al rum e coca non lo scorderò mai.

Il Siciliano

Qualche estate più tardi, sempre al mare, sempre con i soliti Bobo e Il Manzo. Stavolta non c’è il problema di chiedere passaggi a psicopatici semisconosciuti, anche perchè finalmente la mania delle discoteche è passata quasi del tutto.
Ci attardiamo in qualche locale e poi, saranno le tre di notte, ci avviamo passeggiando verso l’albergo. La strada è deserta, passano solo cespugli di erba mobile e qualche macchina ogni tanto.
In lontananza vedo vagare un signore di età compresa tra i 50 e i 60 anni. Sembra il tipico padre di famiglia, ha anche il classico marsupio di ordinanza che hanno tutti i papà d’estate.
Non faccio in tempo a pensare “guarda che brutti scherzi che fa l’insonnia, soprattutto a una certa età” che il tizio, che chiameremo Il Siciliano per via dell’inflessione inequivocabile, ci si avvicina e sembra intenzionato ad attaccar bottone. Purtroppo.

Il Siciliano: “Ragazzi, posso farvi una domanda?

Noi tre ci guardiamo un po’ preoccupati e rispondiamo educatamente, sperando voglia solo chiedere l’ora: “Si, ci dica

Il Siciliano: “Ma se un estraneo fa dei complimenti alla vostra ragazza mentre siete presenti, vi arrabbiate?

Noi: “Be’ dipende..” e intanto iniziamo ad avere un brutto presentimento.

Il Siciliano: “Ma voglio dire, se alla vostra ragazza qualcuno dice che ha un bel culo e delle belle tette, vi arrabbiate?

Noi: “…” (non sappiamo cosa dire e rimaniamo imbambolati con lo sguardo del bovino)

Il Siciliano: “No, perché prima passavo fuori da una discoteca e un ragazzo mi ha preso a sberle perchè ho fatto dei complimenti a una ragazza, forse era la fidanzata

A questo punto noi siamo già pronti a tutto, anche a farlo a pezzi e gettare quello che resta del suo cadavere in mare. Mi accorgo però che ha la maglietta leggermente strappata e un angolo dell’occhio destro pesto.
La storia del Siciliano potrebbe, nella follìa dei suoi presupposti da maniaco sessuale, essere vera.
Con tutta la buona educazione che i nostri genitori ci hanno insegnato cerco di rispondere troncando la conversazione con fermezza ma in modo educato.

Io: “Mah, guardi, la violenza per me non è mai giustificata, anche se a volte capita che durante una discussione non ci si capisca e la situazione degeneri. In ogni caso arrivederci, buona notte.

Il Siciliano: “No, così era una curiosità la mia…arrivederci!

Non sapremo mai cosa sia successo in seguito a questo Don Giovanni mancato. Se abbia proseguito a porre bizzarri quesiti ai passanti, se si sia unito a una setta che predica la non-violenza (e riti sessuali), se sia stato accoltellato da qualche fidanzato geloso o se sia rinchiuso al manicomio criminale con l’accusa di stupro.
Da quel giorno so solo che se un estraneo, soprattutto con l’aspetto del padre di famiglia, mi si avvicina dando l’impressione di volermi rivolgere la parola un brivido corre lungo la mia schiena e prego il Signore che non parli in siciliano!

 

 

Post precedenti:

Quelle strane cose della vita…

Quelle strane cose della vita… il ritorno

 

 

Scritto da: Capitan Catarro

"Mi stai facendo piangere e ti assicuro che non ti piacerà vedermi piangere!"