Trillian è “l’amministratrice aggiunta” della nostra pagina di Facebook, ci sta dando duna grande mano e stiamo crescendo molto grazie a lei… ovviamente la stiamo traviando sulla cattiva strada e sta diventando una Nerd pure lei, tanto che ha voluto partecipare anche al blog con la sua storia.

– MrC

Nerd si nasce o si diventa? Tutti e due.
Personalmente devo la mia “rinascita” come nerd fumettara grazie al film Thor. Accidenti, direte. Aspettate a giudicare. A fine storia potrete dire quel che vorrete.

Dunque, tutto iniziò un pomeriggio in cui la mia migliore amica letteralmente mi trascinò al cinema al grido di battaglia: “Andiamo che ti porto a vedere un film figo.” Conoscendola non potei esimermi dal chiederle: “E’ figo il film o il protagonista?“, il sorriso che mi rivolse fu eloquente.

Aspettai che comprasse i biglietti, scazzata come pochi. Non avevo voglia di uscire. Arrivò da me sventolando trionfalmente i biglietti. Entrammo in sala. Le luci si spensero. E dopo i rituali dieci minuti di pubblicità & trailers iniziò il film.
Ai titoli di coda (ricordate? Un bel viaggio nello spazio) con i Foo Fighters come sottofondo il mio sguardo era perso. Quel film mi aveva fatto accorgere di tante cose che pensavo di aver dimenticato quando invece le avevo semplicemente messe in pausa, come un dvd.

Ricordai tutti i pomeriggi passati acciambellata sul tappeto a leggere i fumetti di mio padre, quelli dei mitici anni ’80: Spider-Man, Hulk, Thor, The X-Men. Ricordai tutte le mattine, prima di andare a scuola (ero alle elementari) passate a guardare i cartoni animati, le avventure di Spidey, di Batman, degli X-Men, con mia madre che sclerava perché restavo a bocca aperta davanti al televisore. Ricordai la sbandata clamorosa che mi presi all’epoca per Loki, il personaggio più bastardo del mondo di Thor, che mi piaceva così tanto da difenderlo strenuamente a scuola e quando qualche mio compagno delle elementari mi diceva: “Ma è brutto…“, io pensavo: “Se fossi Loki ti trasformerei in uno scarafaggio! Altro che brutto“. Ricordai di quando mia madre mi portava a prendere i giornali. Il giornalaio mi guardava, sorrideva e diceva: “Tu prendi Topolino?” e io: “No, prendo Spider-Man” con uno sguardo colmo di sfida, come a dire “Sì, ho nove anni, sì, sono una bambina e sì, leggo Spider-Man, e allora?

Ripensai a quando, in preda a non so quale follia, li relegai in cantina, al buio e al freddo, tutti soli.
Tornando a casa, mentre la mia amica si sperticava in lodi per Chris Hemsworth (più che altro per il suo aspetto fisico che non per la sua effettiva recitazione), io pensavo a questo. Arrivata a casa, in preda ai sensi di colpa, mi armai di caschetto, pila, piccone, viveri per una settimana, attrezzatura da speleologo e scesi in cantina per recuperare gli scatoloni nei quali avevo riposto i cari vecchi albi di papà.
Risalii su con qualcosa come cinque o sei scatoloni coperti di polvere.

Mi rinchiusi in camera mia e in religioso silenzio ruppi lo scotch che chiudeva gli scatoloni. Li aprii e mi vennero le lacrime agli occhi. Eccoli lì, i compagni dei miei giochi di bambina, tutti schierati con le loro divise migliori, pulite e tirate a lucido come se non fosse passato nemmeno un giorno.
C’erano proprio tutti: Peter, Tony, Thor, Loki, Bruce, Logan, Charles, Clark. Tutti lì ad accogliermi di nuovo come una vecchia amica.

Li tirai fuori dagli scatoloni in cui li avevo relegati per anni sentendomi il cuore gonfiarsi dall’affetto. Erano perfetti, non una traccia di muffa, non una piega. Erano impeccabili.
Passai tutta la notte a leggere, a immergermi nelle loro avventure. Mi sembrò di essere tornata una bambina il cui migliore amico (immaginario, ovviamente) si chiamava Loki.

Il mattino dopo, quando mi svegliai, mi trovai distesa sui miei fumetti. Li raccolsi, li impilai ben bene e li misi nel posto che a loro spettava: in libreria. Mi stanno occhieggiando compiaciuti proprio ora mentre scrivo.
Da allora tutto è cambiato, dopo aver passato tre anni a “sospirare” per attori vari, sono tornata a “sospirare” per i personaggi dei fumetti, con un’unica differenza: ora hanno i volti degli attori che li hanno interpretati al cinema. Questo non significa che preferisco l’attore al personaggio, anzi. Per esempio il mio preferito in assoluto è Loki che, anche se ora lo “vedo” con il volto Tom Hiddleston, per me rimane sempre il bastardissimo infame del fumetto… cosa che purtroppo nei film è stata trascurata.

Ora non farò lo stesso errore che feci quando ero più piccola e, diciamocelo, stupida: quei fumetti se ne resteranno sulla libreria, ad invecchiare consumandosi sotto le mie dita e non più a causa dell’umidità della cantina. Rileggendoli ho scoperto che hanno ancora tanto da dare, che non sono letture da bambini, che ogni volta che li apro è un’emozione nuova, un nuovo insegnamento, un nuovo monito.

Chi mi critica con frasi banali come “ma è ciarpame per ritardati” riceve in cambio un sorriso di sufficienza, io sono troppo impegnata nell’attesa dell’uscita del nuovo numero del mio fumetto preferito, o a farmi coinvolgere dalla lettura viaggiando in mondi meravigliosi per dargli retta. Io ho passato un’infanzia meravigliosa in compagnia di personaggi speciali con le loro qualità e i loro difetti, quasi fossero reali e tangibili.

Ed è per questo che sono FIERA e ORGOGLIOSA di stare imparando essere Nerd.

Alla faccia di chi mi prende in giro.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"