13 luglio, ore 23.35, Camera

Dato che gli unici aggiornamenti che ricevo da San Diego riguardano le frattaglie servite alla colazione-conferenza di The Walking Dead, decido di staccare.
Spalanco la finestra per cercare di invogliare qualche inesistente refolo di vento ad entrare. L’unica cosa che entra è uno stormo di zanzare in assetto da combattimento.
Mi acciambello sul letto, inizio a fare zapping insensato. Si fa mezzanotte, si fa l’una. E io non dormo ancora.
Quest’improvvisa insonnia la posso spiegare dicendo che domani parto. Chiamatemi pure paranoica, ma quando so di dover prendere un treno o un aereo di mattina, la notte non dormo per paura di svegliarmi troppo tardi. L’unica volta che ho dormito prima di partire è stato un incubo continuo. Sognavo di obliterare il biglietto del treno in farmacia, treni che si immergevano nel Po, mani che mi salutavano da un aereo in decollo, aerei che partivano verso mete lontane senza di me.
Trascorro così questa notte, svicolando tra la centoquarantaduesima replica di Ghost su una rete privata e aste di orologi così tarocchi che anche un ambulante si vergognerebbe a proporli.


14 luglio, ore 6.17, Casa

Alle 6.17 precise mi sollevo dal letto come il conte Dracula che si solleva dalla sua bara. Stessa incredibile scioltezza. Mi guardo allo specchio, mi spavento. Ho delle occhiaie che anche il Joker se le sogna.
“Poco male”, penso. “Ho due ore di treno per riposarmi.”
Tento di sistemarmi come posso attingendo ai miei trucchi, che rimangono accecati dalla luce del sole. Era da tempo memorabile che non venivano usati. A fine operazione storco la bocca, somigliando ancora di più al Joker, disgustata.
Mi levo tutto il più velocemente possibile, rassegnandomi alle occhiaie. Meglio quelle che avere due occhi da panda.
Dopo una sacca di caffè assunta in endovena, sono pronta a partire. Si va in scena!

14 luglio, ore 8.05, Treno Torino – Savona

Corriamo per i binari, riuscendo per un soffio a prendere il treno. Vaghiamo di scompartimento in scompartimento, alla vana ricerca di quattro posti relativamente vicini nello spazio e nel tempo.
Finalmente troviamo i quattro posti, molto probabilmente, nell’unico scompartimento dotato di aria condizionata. Lassù qualcuno ci ama.
Mi sistemo come al mio solito vicino al finestrino, estraggo dalla borsa penna e taccuino, pronta a stilare quello che mi auguravo essere un post migliore del precedente.
Mi dico di stare allegra, perché le ore in treno saranno spese bene. Speranza vana.
Non appena il treno inizia a muoversi, un assurdo torpore mi assale…

Inizia il delirio.

Senza motivo mi trovo ad un tavolino. In mano ho un flute di champagne, addosso un abito da cocktail nero, ai piedi tacchi così alti che mi vengono le vertigini solo a guardarli.
Come farò a camminarci? Rovinerò a terra al primo passo.
Ma, soprattutto, perché quella sala piena di gente e languidamente illuminata mi ricorda quella dove si è svolto il Twilight Party al Comic – Con?
Sono arrivato al capolinea.” sento pronunciare da una voce lì vicino. Mi giro e non posso fare a meno di spalancare la bocca per la sorpresa. George Martin è accasciato sul tavolino, gli occhiali storti sul naso, gli occhi iniettati di sangue. “Mi sono ridotto a far morire tutti i miei personaggi. Tra poco farò stuprare e uccidere dai suoi draghi la Khalesi. Mi sento in colpa verso gli Stark. Cosa mi hanno fatto di male?
Se questa è una gara a chi è più depresso, amico, mi spiace, ma non mi batte nessuno.” dall’altro lato mi giunge una voce roca. Mi giro e trovo Sean Bean, le spalle incurvate, l’aria torva, un doppio whiskey in pugno. “Sono il più grande spoiler vivente. In ogni film che recito immancabilmente mi ammazzano. Muoio persino nella fottutissima serie tratta dai tuoi fottutissimi libri. Sopravvivo in Troy. Ma andiamo, che porcata è Troy?!” esclama, agitando il bicchiere, schizzando di whiskey Scarlett Johansonn e Sharon Stone che stavano facendo umorismo sul fatto che Charlize Theron fosse considerata più brutta di Kristen Stewart.
Mi alzo, senza sapere come, mi trovo a veleggiare su quei tacchi con l’equilibrio di un trampoliere.
Inizio a girovagare tra gli invitati cogliendo scampoli di conversazione.
Ma sei sicuro che quello sia uno dei nostri?” sento chiedere da Johnny Depp/Barnabas Collins a Dracula, indicando col pollice quello che senza ombra di dubbio è Edward Cullen.
Scuoto la testa, continuo a scivolare fra i vari invitati.
Vedo uno stuolo di teste rosse in un angolo, capitanate da Ron Weasley (retaggi di una conversazione con una persona che rimarrà rigorosamente anonima, per il suo bene).
Poco lontano, scorgo Bruce Wayne fare gli occhi dolci a Lois Lane mentre Clark è impegnato in una discussione con l’Agente J. Problemi con la cittadinanza terrestre.
Avanzo, supero Jack e Rose che limonano vicino alla finestra, Dylan Dog che palpa Eva Kant e Leonard che fa la spia a Diabolik.
Quando sembra che questo party debba durare per tutta l’eternità, in un angolo, isolati dagli altri, scorgo il Dottore e Loki immersi in una fitta conversazione.
A un certo punto il Dottore si alza, affonda il braccio fino al gomito in una tasca del suo cappotto, estrae il Sonico, lo punta su un tavolino esclamando: “Vediamo cosa succede!
Loki salta in piedi, si getta a bloccare il Dottore.
Non è una buona..

BOOOOOOM!

Mi sveglio di soprassalto. Mi guardo intorno, intronatissima. Le stese facce scocciate e nervose di prima. In fondo, non posso fare a meno di provare un po’ di dispiacere. Quel party stava diventando divertente.
“Hey, perché non scrivo questo per il blog?” mi chiedo.
Afferro nuovamente il block notes, la penna e inizio a buttare giù una prima traccia del mio folle delirio nerd.. o delirio e basta?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"