È lunedì e non ho voglia!

Non ho voglia di alzarmi, non ho voglia di lavarmi, non ho voglia di entrare nella mia scassatissima 206, intrappolarmi in tangenziale e soprattutto non ho voglia di andare al lavoro.

Ma devo farlo. Mi trascino giù dal letto e, mentre vado in cucina a farmi il caffè, passo davanti alla mia collezione di DvD e Blu-Ray e penso, come al solito: “Ah, se la vita fosse un film…

Se la vita fosse un film mi sveglierei la mattina fresco e riposato, scenderei dal letto stropicciato dalla notte di sonno. Quello stropicciato accattivante, che ti fa capire che hai dormito, ma non mina assolutamente il fascino naturale. Vagherei leggiadro per il mio loft gigantesco, con le colonne in marmo e il finissimo parquet ovunque, persino sul soffitto. Passerei davanti a flipper d’annata e vecchi cabinati di videogiochi per andare in cucina a fare una colazione colesterosissima a base di pancake appena fatti, lo sciroppo d’acero, la spremuta d’arancia fresca, le uova strapazzate, le salsicce, i cereali, le brioches, la pancetta croccante. Insomma un vasto assortimento di gustoso attacco cardiaco per cominciare la giornata con sprint. Poi doccia in una di quelle docce spaziosissime e fumose. Infine mi vestirei con vestiti firmati e bellissimi completi.

Invece la mattina sembro il superstite di un disastro ferroviario, con una mappa di cicatrici da lenzuolo e cuscino sulla faccia e sul corpo. Mi trascino per l’appartamento ciabattando, sul pavimento senza parquet, come un troll e finisco per bere un caffè e mangiare 3 Macine del Mulino Bianco. Mi faccio la doccia in un loculo striminzito, scottandomi e congelandomi mentre tento di stabilizzare l’acqua e alla fine mi vesto scegliendo tra la mia collezione di magliette dell’Hard Rock Café, provenienti da tutto il mondo, e le 2 paia di jeans.

Se la vita fosse un film, invece di passare 1 ora in tangenziale caragnando e imprecando contro tutti quelli che la affollano, andrei felice verso un lavoro fighissimo. Tipo il ladro acrobata. Il truffatore imprendibile, ma dal cuore d’oro. Il cacciatore di taglie duro e temerario. L’agente del recupero crediti che basta che guardi qualcuno dicendo: “Guardami!” per sciogliere lo sfintere di chi ha davanti.
Invece faccio l’impiegato.

Se la vita fosse un film e facessi comunque l’impiegato, nel momento in cui il capo venisse a rompere le scatole e a sbraitare, salterei su in piedi e comincerei un monologo pungente e brillante, alla Cyrano De Bergerac, dimostrando che è un coglione buono a nulla, davanti ad una platea di colleghi ammutolita e incredula. Alla fine del mio monologo, quando il capo furente, paonazzo in volto, urla: “MrChreddy, lei è licenziato!“, io lo guarderei sprezzante dicendo: “Si fotta lei e il lavoro! Non mi licenzia, sono io che me ne vado!” e me ne andrei a testa alta, tra gli applausi scroscianti dei colleghi, verso un futuro più roseo, dove comincerei a fare il cacciatore di taglie o un altro dei lavori sopra descritti.

Se la vita fosse un film, i miei amici sarebbero tutti dei simpatici coglioncelli che pensano di aver capito tutto della vita che mi danno consigli idioti e sbagliati. Io, facendo l’esatto opposto, farei sempre la cosa giusta e finirebbe sempre tutto bene.
Invece ho amici saggi, che mi danno consigli logici e assennati. Io però faccio lo stesso l’esatto opposto, mandando sempre tutto irrimediabilmente a puttane.

Se la vita fosse un film, le sere d’inverno mi troverei a sorseggiare un caffè americano fumante da una grossa mug, mentre la pioggia batte sul finestrone del mio loft e io rimugino, assorto nei miei pensieri, con quell’espressione figa e concentrata. D’estate starei sdraiato sul tetto, con una birra gelata in mano, a guardare le stelle e le luci della città che giace sotto di me.
Invece il caffé americano mi fa schifo e soffro di vertigini.

Se la vita fosse un film, quando qualcuno romperebbe le scatole lo metterei ko con dei colpi di arti marziali aggraziatissimi che sfidano qualsiasi legge fisica, anche se fossero sei o sette bastardi da sistemare.

Se la vita fosse un film, quella macchina ferma laggiù, in corsia d’emergenza, non apparterrebbe ad un vecchio rincoglionito che ha litigato con l’italiano e che si è fatto 340 chilometri in prima, brasando la testata del motore. Ma sarebbe la macchina di una morbida brunetta, intelligente e simpatica, con uno sbaffo nero sulla guancia che la renderebbe ancora più carina. Avrebbe bucato e chiederebbe aiuto per cambiare la gomma.
Ovviamente scatterebbe il colpo di fulmine da entrambe le parti. Dopo qualche romantica uscita, si finirebbe a fare l’amore. In controluce, con una canzone romantica in sottofondo, in quelle posizioni scomodissime, tipo seduti con le gambe incrociate dietro la schiena dell’altro, che ti viene da pensare che non ci sia alcuna logica secondo cui una posizione del genere funzioni in natura. ma faremmo l’amore lo stesso, con la pelle cosparsa di piccole gocce di rugiada. Sarebbe bellissimo, anche se, essendo un film, lei lo farebbe con su il reggiseno o una canotta. Una volta finito, si parlerebbe per ore coccolandosi.
Invece di farlo alla solita maniera, uno sull’altro, grugnendo e sudando come cinghiali feriti, per poi, appena finito, crollare russando.

Ah, se la vita fosse un film… io ora non sarei in un ritardo spaventoso per il lavoro e non dovrei chiudere questo post qui.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"