Forse è perché sto invecchiando, ma sono sempre di più le cose che non sopporto.

Ho sempre avuto un brutto carattere e sono sempre stato intollerante, ma ultimamente sto peggiorando. Non mi va mai bene niente, mi stufo, sbuffo, mi lamento, mi incazzo. A volte per delle stupidate, a volte per cose più serie. Quando succede, però, non sempre sbollisco, mi porto dentro la rabbia e poi magari sbotto contro chi non c’entra niente.

Sto diventando un vecchio brontolone. Quando si aggiungerà l’alzheimer al mio pessimo carattere non vorrei essere nei panni di chi mi starà intorno e che dovrà sopportarmi. Probabilmente morirò soffocato nel sonno con un cuscino.
Appena mi rendo conto che il cervello comincia ad abbandonarmi, per il bene dei miei cari, scriverò nel testamento di non perseguire penalmente la persona che mi avrà ucciso in quanto ne aveva tutti i diritti e l’ha fatto per il suo bene.

Dicevo che ci sono cose che non sopporto più, elenco le prime 10 che mi vengono in mente, quelle che mi mandano fuori di testa.

Non sopporto la domanda: “Si descriva con 3 aggettivi.
A tale domanda, la prima risposta che mi viene in mente, è recapitare all’interlocutore una testata fortissima tra la spina nasale e il labbro superiroe. Di quelle che ti fanno sanguinare sia il naso che i denti. Poi rispondere: “Impulsivo, intollerante e insofferente.

Non sopporto i personaggi caciaroni e ciarlieri dei film. Quelli simpatici per forza, che continuano a chiacchierare, urlare, sempre sopra le righe in modo fastidioso. In genere sono le spalle del protagonista, come Cricchetto di Cars e Ciuchino di Shrek, almeno dal secondo film in poi. Il più insopportabile di tutti però è il Garfield doppiato da Fiorello. Mi irritano a dismisura, se solo mi accorgo che potrebbe esserci un personaggio del genere in un film, nemmeno vado a vederlo, con un personaggio del genere al suo interno di certo non è un film imperdibile.

Non sopporto chi violenta l’italiano coniugando i verbi a cazzo di cane, mettendo le “H” dove capita o, peggio, scrive per codice fiscale in perfetto bimbominkiese. Capisco sul cellulare quando si mandavano i messaggini a pagamento e si doveva risparmiare, che per scrivere tutto in pochi caratteri si scriveva: “Ciaogg sn ndt a fr la in cntr,xkè crno i sld“, ma su Facebook che non ha restrizioni, purtroppo nemmeno dei contenuti degli status, è la stessa identica cosa, con un uso improprio della lettera “K”. Anche Whatsapp lo digerisco a malapena, visto che ti permette di mandare i messaggi gratis. Se prima erano a pagamento e centellinati ora invece sono in abbondanza, una parola per messaggio:
Ciao
Che fai
Stase?
Ti va
Di
Usci
Re
A
Bere
Una
Birra
?
:D
Ma una frase in un unico messaggio non sei capace di scriverla? Che c’è, soffri di invio precoce? Mi fanno odiare la suoneria appena cambiata nel giro di 5 minuti.

Non sopporto quelli che mangiano con la bocca piena, che fanno rumore quando masticano o bevono, quelli che succhiano il cibo, soprattutto la minestra facendo quel gorgoglìo liquido. Mi scatenano una violenza inaudita. Tipo Buddy Valastro quando fa “Cucina Con Buddy” che prima prepara delle portate di vaga e remota origine italiana, ipercaloriche, con 7 tonnellate di sale, panna e burro e poi le assaggia masticando con la bocca aperta e parlando contemporaneamente in un concerto di: “Uhmmm…“, “Ahmmmm…“, “Gnam, gnam, gnam…“, se avessi i soldi per ricomprarla, spaccherei la Tv tutte le volte che lo vedo.

Non sopporto il 90% delle pubblicità, soprattutto quelle in radio, qui arrivo al 99%. Sono un insulto all’intelligenza della gente. Quelle famigliole felici che cominciano di slancio la giornata con i biscottini o le merendine di plastica. Detesto il mugnaio eremita di Antonio Banderas, quello che parla con le galline e attira giovani bambini innocenti nel suo antro isolato dal mondo, gli offre brioches e biscottini e poi chissà cosa gli fa quando le telecamere si spengono e il narcotico dell’impasto delle brioches ha fatto effetto. La gallina è ovviamente alimentata a carne umana per far sparire i corpi. O anche quelli che gridano: “È quello della Lola!“, con la loro aria felice, per ogni cosa a base di latte che gli capita in bocca. Io la Lola la vedrei bene macellata e fatta alla griglia con le patatine fritte e abbondante salsa BBQ. Per non parlare di quelle 2 vacche stitiche che si litigano lo yogurt che ti sgonfia la pancia e che, a quanto pare, ne mangiano a tonnellate. Ogni volta ringrazio gli Dei di non abitare con loro, dopo un’infornata di 15 yogurt chissà in che condizioni lasciano il bagno. Spero muoiano disidratate.

Non sopporto quei bastardi che non ti danno la precedenza per strada, che si infilano nelle rotonde, prepotenti e ignoranti. Quando gli suoni, ti guardano e reagiscono come fossi tu nel torto. Dico solo che questi hanno la fortuna che io non possiedo la Aston Martin di James Bond, con i missili al posto del clacson, altrimenti sarebbero già cenere dispersa nel vento.

Non sopporto i commessi che, quando entro in un negozio, ti si fiondano addosso, come faine sulla loro preda, con il sorriso di plastica stampato in faccia: “Salve! Posso aiutarla?
No, grazie. Volevo solo dare un’occhiata in giro.
Va bene, mi faccia sapere se ha bisogno!
Certo, credici e, soprattutto, contaci. Ma appena allunghi una mano, stai per toccare una qualsiasi delle cose che sono esposte, solo per vederla da vicino o controllare il cartellino, ti si materializzano accanto, nemmeno usassero il teletrasporto di Star Trek: “Ha bisogno?
NO, CAZZO! MI FAI VEDERE IN PACE IL TUO STRAFOTTUTO NEGOZIO SENZA AVERE UN’OMBRA CHE MI SEGUE DAPPERTUTTO?! SE HO BISOGNO CHIEDO!!!
In genere mi trattengo e al: “Ha bisogno?” esco senza voltarmi.

Non sopporto, al contrario, non riuscire a trovare commessi in giro se devo chiedere qualcosa. Tipo quando sono in un grande magazzino specializzato, chessò di bricolage e non riesco a trovare quello che cerco. I commessi ti stanno addosso solo quando danno fastidio, invece se hai davvero bisogno di chiedere qualcosa, diventano dei Ninja maestri del mimetismo e dell’invisibilità. Ne vedi uno da lontano, lui si accorge che lo stai puntando, estrae una palletta, la butta a terra e BUOFFFF! sparisce in una nuvola di fumo, lasciandoti lì, da solo in mezzo al corridoio, con in mano qualcosa che non sai se ti serve o no per quello che devi fare.

Non sopporto quelli al supermercato che vagano, completamente lobotomizzati, spingendo i loro carrelli. Quelli che camminano a stento, trascinando i piedi, fissando con occhi vitrei i prodotti sugli scaffali, vagamente consapevoli di dove si trovano. Poi si fermano, in mezzo alla corsia, come colti da un colpo apoplettico, fissano mummificati le scatole davanti a loro come stessero aspettando una qualche illuminazione divina, come se le scatole di cereali dovessero rivelargli qualcosa, o saltare da sole nel carrello. Quelli che ravanano nei banconi frigo strizzando gli stracchini alla ricerca di quello con la scadenza più in là… ma quanto lo vuoi conservare uno stracchino? Lo devi lasciare ai tuoi eredi? Ci devi arredare il frigorifero, come fosse un soprammobile? Non ti puoi accontentare di uno che scade fra 2 settimane e costringerti a mangiarlo? Se sai che non lo mangi subito non prenderlo, no? Che poi mi tocca pure a me ravanare lì dentro in cerca di uno stracchino che non sia stato smanacciato da qualcuno.

Non sopporto, in ultimo, da buon nerd precisino della minkia quale sono, prestare le mie cose. I film, i fumetti, i libri e tutto il resto non li presto, se proprio devo farlo, li presto solo a persone fidatissime che so che li trattano bene e che hanno superato dei severe test psico-attitudinali nel maneggiare la mia roba. Non sopporto di avere indietro i miei DvD o Blu Ray pieni di ditate e righe, nemmeno li avessero usati per pattinarci sopra. Stessa cosa con i fumetti, soprattutto quelli che hanno la carta patinata e sono brossurati. Mi dà fastidio trovare sulle vignette, o sui bordi neri, le ditate e soprattutto non sopporto quando vengono aperti a metà per leggere bene. Io non li apro mai a metà, li apro appena, stando attento, se devo leggere una cosa vicino al bordo interno infilo uno specchio tra una pagina e l’altra e uso quello per leggere. Le pagine le tocco appena, solo sul bordo, a costo di procurarmi i dolorosissimi taglietti da carta sui polpastrelli, quelli che bruciano come il fuoco. Quindi non chiedetemi più di prestarvi qualcosa.

Ecco, queste sono le prime 10 cose che non sopporto che mi sono venute in mente, in ordine rigorosamente sparso. Ce ne sono molte di più, ovviamente, ma non avevo voglia di scrivere un’enciclopedia di cose insopportabili in ventordici volumi.

Voi, invece, cos’è che non sopportate?

 

Post successivi:

10 cose che non sopporto – Puntata 2

10 cose che non sopporto – Puntata 3

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"