Come ogni anno è arrivata l’estate e di conseguenza la meritate ferie.

Mentre le olimpiadi si ostinano a continuare imperterrite, fottendosene bellamente della canicola estiva, noi ci prendiamo un po’ di riposo e andiamo in ferie. Magari in una di quelle località da nerd di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. Un paio di settimane in Antartide non sarebbero affatto male per sfuggire all’afa milanese.

Anche se le ferie in realtà sono per chi lavora, mentre noi scriviamo per divertirci e, speriamo, divertirvi. Aggiornerò comunque il blog, ma non più una volta al giorno, magari una volta ogni 2 o 3 giorni.
La pubblicazione giornaliera ricomincerà il 20 agosto e già il 22 ci saranno le mie impressioni su “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno“, visto che andrò all’anteprima del 21, quindi rimanete sintonizzati.

Per me le ferie sono sempre traumatiche. Ogni volta le affronto come un periodo spartiacque, dopo il quale ho come l’impressione debba cambiare tutto.

Invece non cambia una cippa di niente, il lavoro è lì che aspetta, sempre lo stesso. Purtroppo la vita non cambia con 2 settimane di stop, ma vaglielo a spiegare al mio cervello. Quindi arrivo al periodo delle ferie vado, torno e mi deprimo. Tralasciando il fatto che dopo 3 giorni di normale routine post vacanza sono stressato e stanco esattamente come prima di partire. Non succede solo d’estate, ma anche con le ferie natalizie e tutte le volte che vado via per qualche giorno. È una maledizione.

Erano belle le vacanze quando andavo a scuola. Tre mesi di fancazzismo assoluto, riposo a oltranza. Soprattutto grazie alla fortuna di avere parenti che abitano in località marittime.

Le vacanze della mia infanzia sono sempre state belle, anche se magari al tempo non me le godevo come potrei fare oggi.

Mi ricordo i cinema estivi. Tipo quello di Erice, che aveva una programmazione mattutina gratuita. Lì mi sono visto una marea di film senza spendere un centesimo. Lì ho visto la versione integrale, in italiano, de “I Goonies“, quella con la piovra e il tipo che brucia la mappa nel negozio dove i Goonies si fermano a comprare la cartina della città. Queste scene non sono mai uscite al cinema né in home video, i miei amici non hanno mai creduto fossero state girate e che le avessi viste. Non ho idea di che tipo di montaggio avessi visto, fatto stà che poi furono eliminate. Sono stato uno dei pochi a vederle fino a quando sono state inserite inserite come scene tagliate nel DvD.

Crescendo poi le vacanze sono cambiate, basta parenti: vacanze con gli amici! Le migliori sono state quelle dell’anno della maturità. Dopo l’esame, brillantemente passato, sono andato in vacanza con alcuni dei miei compagni di classe, che incidentalmente erano anche il gruppo in cui suonavo la batteria all’epoca: i Megadent (visto che facevamo l’istituto per odontotecnici ci sembrava il nome migliore).
Quell’estate è stata mitica, in campeggio a Miramare di Rimini, in 9 in una tenda da 4. Facevamo a turno a dormire in spiaggia che tutti non ci stavamo dentro.
Visto che eravamo già in pochi a spartirci la tenda, abbiamo raccolto anche un ragazzo che era stato cacciato dai suoi amici da una tenda vicino alla nostra. Uno stronzetto da campionato del mondo di stronzi, antipatico come la merda in un ventilatore. Dopo 2 giorni volevamo cacciarlo pure noi e invece ci siamo limitati a pestarlo per bene con una grossa torcia elettrica, siamo sempre stai troppo buoni.
Avevamo anche conosciuto un gruppo di ragazzi di Torino simpaticissimi. Avevo legato molto con uno di loro: Michele. Andavamo sempre in giro insieme e facevamo la notte in spiaggia insieme. Almeno fino a che non mi è venuta voglia di fargli uno scherzo innocente una notte che non riuscivo a dormire.
Lui si era addormentato nel suo sacco a pelo e io ho pensato bene di usare la pala che avevo trovato per seppellirlo, lasciandogli la testa fuori, ovviamente. Non si svegliò durante tutta l’operazione.
Già alle 8 della mattina cominciava a fare caldo, io mi alzai e tornai in tenda, senza dirgli niente e senza chiamarlo, dormiva che sembrava un angioletto.
Lo vedemmo barcollare dentro il campeggio verso l’una del pomeriggio. Si era svegliato a mezzogiorno, con la faccia completamente brasata dal sole, circondato da famiglie e bambini urlanti. Ci aveva messo quasi un’ora a disseppellirsi, imbozzolato com’era dentro il sacco a pelo. La nostra amicizia si era leggermente incrinata, non volle più venire a dormire con me in spiaggia. Era un po’ permaloso, ma secondo me il viso violaceo e gonfio gli stava bene.
Quella fu anche l’estate dove riuscii a non andare in bagno per 20 giorni di fila, un record assoluto, dopo di quello c’è solo il blocco intestinale e la morte. Sono schizzinoso e i cessi del campeggio facevano davvero schifo. Dopo 15 giorni ero così pieno che non riuscivo nemmeno a mangiare più.

Che estate fantastica, non ne torneranno più come quella. Anche perché ora in campeggio non ci andrei nemmeno si trattasse di salvarmi la vita. Devo scegliere tra un colpo di pistola in testa e un mese in campeggio? Ok, sparatemi pure, soffro di meno.

Ora vado che le ferie mi aspettano, vado a lamentarmi del caldo, dell’afa, dell’umidità e a sperare arrivi presto l’inverno. Poi d’inverno mi lamenterò del freddo, della neve, della pioggia e spererò che l’estate arrivi presto.

Voi fate i bravi e ci risentiamo tra qualche giorno, con calma, che tanto nessuno ci corre dietro, siamo in vacanza, leggiamo qualche libro che abbiamo lasciato indietro quest’anno, qualche fumetto che dobbiamo recuperare, qualche film, qualche videogioco, insomma facciamo qualcosa di nerdosamente meravoglioso ora che abbiamo tempo.

Oh, se per caso ci dovessimo incontrare al mare, state attenti se venite a dormire in spiaggia con me.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"