Stasera andrò a vedere, insieme a Ultimate Jar Jar Binks, mio fratello Jib La Iena e le consorti, l’anteprima de “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno“, di cui poi vi parlerò compiutamente domani, tempo di scriverla nottetempo al ritorno dal cinema.

Intanto Ultimate Jar Jar Binks e io ci siamo sparati i primi 2 Batman domenica pomeriggio, in una maratona preparatoria all’evento della serata e che aspettavamo da un po’.

Mi è venuta voglia di fare una sorta di summa/analisi dei Batman di Nolan.

Batman è un personaggio creato nel ’39 da Bob Kane e venduto per pochi spiccioli alla DC Comics, esattamente come successe a Superman.

Nei suoi 70 e rotti anni di vita Batman è passato sotto le mani di vari sceneggiatori che ne hanno costruito il mito. Tra alti e bassi artistici Batman si è allontanato dalle atmosfere noir degli anni ’40, diventando un’icona kitch negli anni ’60 e ’70, risalendo poi la china della dissacrazione per tornare ad essere un  eroe oscuro, integerrimo, paranoico, ossessivo e ossessionato, in una stratificazione di personalità, caratteristiche abilità e storie difficilmente riassumibile. Il Batman dei fumetti meriterebbe una discussione a parte… anche più di una.

Cinematograficamente Batman ha subito vari adattamenti, fin dal 1943, in un rapporto osmotico con il fumetto. Il cinema attinge dal fumetto e arricchisce il fumetto stesso con altre trovate che entrano nel mito di Batman e contribuiscono alla stratificazione di cui parlavo prima.

Sicuramente gli adattamenti più riusciti sono quelli della fine anni ’80, inizi anni ’90, di Tim Burton, in cui però Burton dà una propria interpretazione dell’uomo pipistrello e dei suoi nemici, molto diversa da quella fumettistica e estremamente personale. Seguono due film di Joel Shumacher che riportano Batman in un mondo psichedelico e camp più simile alla serie degli anni ’60 con Adam West che ai toni cupi di Burton, affondando nel ridicolo il franchise e il personaggio… chi si ricorda i capezzoli sulla bat-tuta e la bat-master card?

Alla fine arriva Christofer Nolan a riportare Batman sui giusti binari, con 2 film eccezionali per aderenza al personaggio e contenuti.

Il primo film del 2005, Batman Begins, racconta la storia delle origini di Batman, di come Brce Wayne decide di diventare il giustiziere mascherato e della creazione del mito. Il film parla di paura, di come possa un simbolo combatterla infondendo il coraggio e la forza nelle persone.
Batman deve diventare un’entità astratta, un simbolo, un’ispirazione, non deve essere solo un uomo che si mette un costume per pestare qualche criminale. Deve combattere chi vuole radere al suolo Gotham City per purificarla da quella cloaca che è diventata, una via molto facile, molto più facile che aggiustare quello che non va riportandolo sui giusti binari, perché è molto più facile scappare e abbandonare tutto quello che non va, piuttosto che lottare per aggiustarlo e Batman vuole lottare.
Nolan costruisce un film d’origini praticamente perfetto, prendendosi tutto il tempo di cui ha bisogno per costruire i personaggi principali in modo completo e credibile. Il tutto, però, è ancora molto legato ai fumetti, la città è fumettistica, con la sua rotaia a più piani, la Wayne Tower al centro e l’isola di Arkham fumosa e degradata, che sembra una baraccopoli post moderna. Anche il personaggio interpretato da Rutger Hauer, l’A.D. della Wayne Enterprises, è un cattivo bidimensionale da fumetto.
Nolan sceglie di portare sullo schermo un Batman combattente, lasciando in secondo piano la sua vena investigativa, ma senza indulgere troppo sulla violenza o nei combattimenti come soluzione alle sfide che affronta. Gli scontri corpo a corpo sono veloci, confusi, si capisce la potenza fisica del personaggio, ma ne viene fuori più l’astuzia nell’affrontare i nemici.
Il tutto è calato in un ambiente estremamente realistico, permettendo allo spettatore di sospendere la credulità e lasciarsi andare alle cose incredibili che vede, come il volo, gli accessori Hi-Tech, la Tumbler.

Il seguito del 2008, Il Cavaliere Oscuro, estremizza il concetto di Batman come molla per far svegliare una città in mano alla mafia e devastata dalla corruzione. Bruce Wayne vede in Harvey Dent, il giovane Procuratore Distrettuale di Gotham, un degno sostituto come simbolo di onestà a cui assurgere, un uomo vero, in carne e ossa, che possa ispirare la gente di Gotham a svegliarsi. Ma tutto è caos, nudo e crudo, impersonificato dal Joker, una scheggia impazzita che semina panico tra la popolazione, la polizia e la mafia. Joker vuole destabilizzare il potere, qualunque esso sia, vuole dimostrare che la normalità è tale solo quando tutto va secondo quello che ci si aspetta, ma appena succede qualcosa che rompe il sottile velo del quotidiano, allora il caos si scatena, ognuno comincia a pensare a sé stesso ed è disposto a sacrificare chiunque per salvarsi. Trasforma Dent in Due Facce, un mostro assetato di vendetta che decide tutto con il lancio di una moneta, è tutto bianco o nero per lui. Batman si trova così a dover arginare una situazione che sta precipitando nel caos più assoluto. Si trova cotretto a uccidere Due Facce per salvare la famiglia del commisario Gordon, nonché la reputazione di Dent e si immola come capro espiatorio di tutto quello che è successo.
Nolan abbandona la parte fumettistica del primo film calando tutta la vicenda in un mondo reale. Gotham diventa una città vera e propria, perde quella parte fumettosa che l’aveva caratterizzata nel primo film, spariscono i personaggi stilizzati per far spazio a personaggi a tutto tondo.

Il Joker di Heath Ledger è una furia affascinante e terribile, ispirato visivamente al Joker di Lee Bermejo, rende giustizia al Joker dei fumetti, a quello tremendamente psicopatico di “The Killing Joke” nato dal genio di Alan Moore e del grande Brian Bolland. Spazza via in un colpo il pagliaccio gigione di Jack Nicholson e Burton.
Un cattivo di questo spessore è fondamentale per la riuscita di un film come Il Cavaliere Oscuro, Joker è tutto, la nemesi perfetta per questo Batman.
Chistopher Nolan centra in pieno l’obiettivo creando un poliziesco con un supereroe al centro della vicenda e, forse, il cinefumetto più importante di sempre, come peso artistico. Complice anche una tecnica superlativa e la scelta di girare le scene più spettacolari in IMAX, una vera goduria per gli occhi.

Come dicevo all’inizio questa sera andrò a vedere il capitolo conclusivo, di cui parlerò domani, sono curioso di sapere cosa metterà al centro della vicenda Nolan, dopo la paura e il caos e come concluderà questa trilogia. Se Bane sarà all’altezza di Joker e chi è Blake, il personaggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt, soprattutto chi diventerà, una specie di Robin o Nightwing…

Ultimissime considerazioni, poi potete tornare a lavorare alacremente.
Ultimamente si parla del film della Justice League, supergruppo DC simile agli Avengers Marvel, che raggruppa Superman, Batman, Lanterna Verde, Wonder Woman, Acquaman, Flash e qualche altro, che dovrebbe essere messo in cantiere presto dalla DC, visto il successo di Avengers appunto. Il problema è che questo Batman di Nolan non è un personaggio da supergruppo, è un eroe umano in un mondo dove non esistono altri supereroi, a lui non interessa essere un supereroe, ma vuole solo essere un simbolo. Con queste premesse è molto difficile che questo Batman stia bene in compagnia di altri supereroi, bisognerebbe crearne uno molto meno realistico e molto più fumettoso.

Con questo chiudo, potete tornare domani per leggere cosa ne penso de “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno“, se vi interessa, ora tornate pure al lavoro.

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"