Agosto, col bene che vi voglio. Sole, mare e cristionate contro il caldo che di mediterraneo ormai ha ben poco.

In vacanza, oltre appunto a esercitare la fantasia nell’inventare insulti sempre più coloriti contro la canicola, si può osservare quanto sia variegata la specie umana nell’ambiente in cui, per eccellenza, molla gli ormeggi: la spiaggia.
Il cosiddetto popolo del mare emerge dalle profondità degli abissi in cui giace in letargo per pochi mesi all’anno, specialmente tra luglio e agosto, quando il sole si fa cattivo e il mare è così caldo che ci si possono cuocere i tortellini.

Il popolo del mare è formato da varie categorie, tutte visibili e facilmente studiabili nel loro habitat naturale: la spiaggia.

Iniziamo ad elencare le varie categorie con annesse caratteristiche principali.

Al primo posto, si piazza il latin lover: di età indefinita (si pensa che nemmeno lui ne sia a conoscenza), il latin lover è noto per le sue lunghe passeggiate sul bagnasciuga, non tanto per amor di ginnastica quanto per studiare l’ambiente in cui adescare giovani rampolle ingenue.
Il latin lover ha una caratteristica camminata trionfale, di chi è totalmente sicuro di sé e delle proprie doti. Perciò cammina tenendo in fuori non il petto, ma… qualcos’altro.
Altra caratteristica che permette di identificare subito il latin lover è il costume. Il suddetto indossa quasi sempre uno slip che sottolinea la coscia da gladiatore e il davanti da Beckham. Inutile dire che ciò inorgoglisce molto il latin lover, il cui sforzo intellettuale massimo spesso è ricordare il proprio nome.

Passiamo ora al cosiddetto griglia-man, ovvero l’uomo che sfidò il sole.
Quella tra il griglia-man e il sole è una battaglia epica che dura da decenni: si sfidano sprezzanti, l’uno sfoderando i suoi più cattivi raggi ultravioletti e l’altro a colpi di crema solare, ma senza mai riuscire ad avere la meglio sull’altro, stagnando in un eterno stallo.
Il griglia-man adopera quantità industriali di creme solari e doposole di tutte le marche esistenti, facendo il successo delle suddette.
Il griglia-man è l’unico essere umano a potersi concedere il lusso di addormentarsi sotto il sole di mezzogiorno senza paura di scottarsi. È un uomo duro e puro, che ha fatto dell’ottenimento dell’abbronzatura perfetta l’obiettivo ultimo della propria esistenza.

Si passa quindi alla beach nanny: questa tipologia di popolo del mare è avvistabile solo al mattino presto, prima delle dieci, e verso sera, dopo le cinque e mezza, quando il sole è troppo intontito per potersi dedicare come si deve alla tortura dei bagnanti.
La beach nanny è un’arzilla pensionata che si aggira attorno ai settant’anni; il suo abbigliamento caratteristico è composto da costume intero (di solito nero, perché, si sa, il nero snellisce), prendisole solitamente a fiori o comunque di colore sgargiante, occhiali da sole stile diva, cappellone da giardinaggio a falde larghe, meglio se di paglia, e ciabatta appositamente per il mare.
La beach nanny è una delle tipologie più amichevoli ma anche più moleste. Attacca bottone con tutti, fa amicizia facilmente. I problemi iniziano quando, dopo aver finito di parlare dei parenti fino al diciassettesimo grado della Scala Richter, inizia a parlare delle amiche di spiaggia.
Uno dei suoi argomenti preferiti nelle chiacchierate con le amiche di spiaggia sono i necrologi. Roba che i vicini d’ombrellone ringraziano Odino per non essere annoverati fra le sue conoscenze e, di conseguenza, fra i possibili necrologi o pazienti affetti da malattie terribili e preferibilmente mortali.

Eccoci arrivati agli evil kids: soprattutto facenti parte di colonie indette da qualcuno di certo rinchiuso in qualche struttura dopo la sadica proposta, gli evil kids agiscono sempre in gruppi di quattro o cinque: in branco la preda è più facile da soggiogare.
Queste sono creature nate da una mente estremamente malvagia e sadica, composti da una miscela che è un misto di Magneto, Galactus, Thanos, Loki, Davros, Wanna Marchi più un pizzico di paprika.
Gli evil kids corrono malignamente accanto agli innocenti bagnanti che passeggiano tranquillamente sul bagnasciuga, schizzandoli d’acqua e di alghe. Non appena vedono arrivare la vittima designata, iniziano a giocare a palla, palla che casualmente finisce con l’incontrare la testa/schiena/reni del povero passeggiatore.
Gli evil kids si divertono a scavare buche sul bagnasciuga, nascondendosi poi attendendo l’arrivo di un qualche ignaro passante. Se il passante è solo potrebbe accorgersene e quindi scansarla, cosa che porterà gli evil kids a scatenare la furia degli elementi; se è in compagnia e sta chiacchierando, precipiterà tranquillamente nella buca profonda, dalla quale non emergerà mai più lasciando il suo compagno in preda alla disperazione e all’angoscia più profonda.

Queste sono solo alcune delle specie che formano il popolo del mare. Ce ne sono molte altre e molte ne nascono ogni anno, come il chiosco-man, così come ormai molte sono a rischio di estinzione, come il cocco-man.

E voi a quale specie di popolo del mare appartenete?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"