Sono sempre stato un fan del genere horror. Lo sono diventato nel modo peggiore possibile: da piccolo ero convinto che se c’erano dei bambini in un film non poteva essere spaventoso.
Le notti insonni che ho passato dopo aver visto film come “Omen il Presagio” e “L’Esorcista“, mi hanno fatto capire che la mia teoria era un’emerita cazzata. Però quelle notti insonni erano un piccolo prezzo da pagare per vedere quei film, spaventosi, ma bellissimi.

La cosa che mi spaventava di più in assoluto, però, erano i Vampiri. Mi spaventavano di più dei licantropi, degli zombie, dei posseduti, mi spaventavano quasi quanto Gargiulo, il mio compagno delle elementari grande e grosso che ci pestava durante la ricreazione, soprattutto quando non gli passavamo la palla a calcio o perdeva.

I Vampiri, insomma, erano davvero spaventosi, quando andavo a letto mi tiravo le lenzuola fino al collo, così, se ne fosse entrato qualcuno in camera, avrebbe avuto difficoltà a mordermi. In più, dormendo con mio fratello, speravo mordessero lui lasciando in pace me. Dentro di me però sapevo che entrambe le cose erano un po’ delle cazzate, come la teoria dei bambini nei film.

I Vampiri hanno una storia secolare. Il termine “Vampiro” risale addirittura al 1700 ed è di origine balcanica. I Vampiri erano rappresentati in varie forme, a volte umani, a volte come cadaveri putrefatti, erano degli esseri spaventosi, costretti a vivere nonostante fossero morti, vagavano in cerca di cibo vivo e di sangue. Qui forse c’è anche l’origine degli zombie.

Bisogna dire grazie a 2 autori del 1800 per aver delineato i Vampiri come li conosciamo oggi. Il primo è John Polidori, che con il suo racconto breve “Il Vampiro” del 1819, delineò la figura del Vampiro carismatico e aristocratico. Il secondo fu James Malcolm Rymer che con il suo romanzo “Varney il Vampiro” del 1845 inserì varie cose che poi sono entrate a far parte del mito, come le zanne e di conseguenza i due buchi sul collo, la forza sovrumana, la capacità di ipnotizzare gli avversari e la repulsione per la propria condizione vampiresca.
Nel 1897 Bram Stoker prese quello che più gli piaceva dai due autori qui sopra menzionati e creò “Dracula” il romanzo sui vampiri più famoso in assoluto trasformando il Vampiro nell’archetipo che oggi conosciamo.

Quello che mi spaventava dei Vampiri quando ero piccolo era che attaccavano di notte, mentre dormivi, nel momento in cui eri più indifeso. Non c’era modo di evitarlo, i Vampiri entravano in casa sotto forma di nebbia, filtravano dalle finestre, sotto le porte, potevi barricarti in casa come volevi, ma c’era ben poco da fare per proteggerti. Una volta morso, venivi infettato diventando tu stesso un vampiro. ma questo passaggio non era indolore, bisognava morire, poi riprendere vita come Vampiro. Doloroso e macchinoso. Una volta Vampiro potevi dire addio al giorno, alla luce del sole, alla famiglia e a qualsiasi rapporto personale, diventavi una bestia notturna, costretta a nasconderti di giorni e a cacciare la notte. Insomma era una maledizione bella e buona, non c’era niente di figo nell’essere Vampiro. Anche perché poi i metodi per farti fuori erano anch’essi belli dolorosi e macabri: paletti di frassino nel cuore, teste mozzate, bruciato, seppellito a faccia in giù che, dopo averti decapitato, era più semplice. A quanto pareva, poi, il mondo era pieno di cacciatori di Vampiri esperti, potevi pensare di farla franca per un paio di centinaia di anni, ma poi un Van Helsing qualsiasi ti avrebbe trovato e te l’avrebbe fatta pagare.

Il cinema, oltre alla letteratura, ovviamente è stato il primi a soccombere al fascino del Vampiro. Nel 1922 Friedrich Wilhelm Murnau girò il capolavoro “Nosferatu Il Vampiro” liberamente ispirato al Conte Dracula di Stoker. Il film è circondato da un alone di leggenda e misticismo, sia per l’attore principale Max Shreck, che in tedesco significa “Massimo Terrore”, sia per le cause legali intentate dai discendenti di Stoker che ottennero la distruzione di tutte le copie del film. Tutte tranne una che Murnau conservò, per fortuna, e il film è arrivato fino a noi.

“Nosferatu” però è solo la punta dell’iceberg, di film sui Vampiri e su Dracula ce ne sono a tonnellate. Il Dracula più famoso del cinema è sicuramente Bela Lugosi, così attaccato al ruolo da identificarsi con esso e farsi seppellire nel mantello del conte. Altro famosissimo attore che interpretò Dracula fu Christopher Lee.
La versione più aderente al romanzo originale, benché abbastanza modificata, l’ha girata Francis Ford Coppola producendo il famosissimo “Bram Stoker’s Dracula“.
Di versioni dei Vampiri cinematografiche ce ne sono a centinaia, con incursioni anche nella commedia e nel porno, vogliamo mica farcelo mancare, no?

Ma non è il cinema a dare le migliori versioni dei Vampiri, è la letteratura. Nel 1954 Richard Matheson pubblica il suo “Io Sono Leggenda” un romanzo post apocalittico in cui l’ultimo essere umano sulla terra combatte contro un mondo popolato solo da Vampiri. Il romanzo è spaventoso ed epico e ha generato diverse versioni cinematografiche, “L’ultimo Uomo Della Terra” del ’64, “1975: Occhi Bianchi Sul Pianeta Terra” del ’71 con Charlton Heston e l’omonima puttanata del 2007 con Willy Smith.
Ma il libro vampiresco che più mi ha spaventato è il secondo romanzo scritto da Stephen King: “Le Notti Di Salem” del 1975. Lo lessi alle superiori e mi terrorizzò a morte, ha dei passaggi che ancora quando ci ripenso mi mettono i brividi. King tratteggia il Vampiro come una forza inarrestabile, subdola, che non ha niente di romantico o di affascinante, è un mostro, nel senso stretto del termine, che agisce di notte e contro cui non c’è difesa. Insomma il Vampiro di cui avevo paura quando ero piccolo.

Negli anni ’80 si sono visti al cinema i primi scampoli della degenerazione glam dei Vampiri. Nell’83 Tony Scott, pace all’anima sua, dirige “Miriam Si Sveglia a Mezzanotte” storia di una Vampira che per cercare di sostituire il proprio compagno che sta deperendo, si innamora, ricambiata, di un’altra donna.
Nell’87 escono 2 film tutt’ora ricordati per la loro qualità, ma diametralmente opposti. Il primo, “Ragazzi Perduti” di Joel Schumacher con Kiefer Sutherland, dipinge il vampirismo come un’affascinante deviazione nel male, i Vampiri sono forti, immortali, belli, hanno un’unica controindicazione: devono uccidere e bere sangue, mica si può avere tutto dalla vita, no?
Il secondo film è “Il Buio Si Avvicina” di Kathryn Bigelow. A differenza di “Ragazzi Perduti” il film tratteggia il vampirismo come una sorta di maledizione con cui dover fare i conti e accettare. Non c’è niente di bello, è tutto sporco, una continua fuga e una lotta per sopravvivere. Insomma il vampirismo è una malattia che mina la vita e l’amore.

Nel ’91 esce “Mondo Di Tenebra” un universo immaginario per giochi di ruolo in cui il mondo è diviso tra Lupi Mannari, Vampiri e altri esseri sovrannaturali in una eterna lotta per il predominio, la popolazione umana è schiacciata e ridotta alla disperazione, visto la debolezza contro le forze in gioco.
Mondo Di Tenebra” è composto da diverse ambientazioni legate tra di loro. La più famosa e giocata è quella legata ai Vampiri. Nato come gioco da tavolo si è evoluto in un gioco di ruolo dal vivo, in cui i giocatori si devono travestire e interpretare durante le sessioni i personaggi, come fossero a teatro.
Le sessioni sono condotte da un Narratore che funge da arbitro e sono giocate dei giocatori che improvvisano al momento le loro reazioni alla storia generale. Ovviamente nel gioco essere Vampiri è figo. Alcuni si lasciano trasportare un po’ troppo trovando una loro dimensione solo nel’universo di gioco, probabilmente per compensare altre mancanze nella vita quotidiana, dandogli un po’ troppa importanza e cercando di trasportare il loro status all’interno del gioco anche nella vita reale, atteggiandosi e vestendosi come fanno quando giocano, i così detti “Poser“, risultando nel migliore dei casi ridicoli, nel peggiore patetici.

Il “Mondo Di Tenebra” è stato spudoratamente copiato d’ispirazione per la serie di film: “Underworld” in cui si narrano le vicende di Vampiri buoni e  figosi, inguainati in completi di pelle aderenti che li rendono ancora più fighi, combattono i Licantropi cattivi. Ma gli umani? Boh, nei film non si vedono, sono inutili. I film, nonostante siano delle discrete porcate che vanno dal ridicolo al soporifero, hanno avuto successo, segno che i Vampiri piacciono in tutte le salse.

Da qualche anno i vampiri sono sbarcati anche nel mondo delle serie tv. “Buffy L’Ammazzavampiri” è stata il capostipite che poi ha figliato lo spin off “Angel“, due serie abbastanza ridicole dal successo inspiegabile.
A raccogliere il testimone di Buffy ci sono attualmente altre 2 serie di discreto successo: “The Vampire Diaries“, rivolta ad un pubblico più adolescente e “True Blood“,  un po’ più matura. Io non guardo nessuna delle due, forse sbaglio, ma entrambe mi ispirano ben poco.

In ultimo come non parlare della serie per eccellenza che sta facendo impazzire i teenager di tutto il mondo? “The Twilight Saga“. Anche qui i Vampiri sono buoni e sembrano usciti dai programmi di Maria De Filippi, sono vegetariani e catarinfrangenti, camminano alla luce del sole brillando. Quando ho sentito che erano vegetariani me li immaginavo che succhiassero succo di pomodoro e carote, invece sono vegetariani in quanto bevono solo sangue di animale. Anche io a ferragosto ho fatto una grigliata vegetariana a base di costine di maiale e un’altra mezza tonnellata di carne… un vegano praticamente.
La storia è quella di questo Vampiro fosforescente, Edward Cullen, che si innamora, ricambiato, da Bella Swan, nel libro il nome è Isabella, e la difende da altri Vampiri cattivi. Poi lei ha una mezza tresca con un ragazzo licantropo con gli addominali scolpiti, ma alla fine torna da Edward. L’amore per 3 dei quattro libri/film è platonico in quando lei vorrebbe darci dentro, ma lui le risponde: “Vedi, io sono troppo forte, se facciamo sesso ti apro in due come una mela.“, quindi niente, lei per andarci a letto deve farsi trasformare in una Vampira. Un po’ come nella religione cattolica bisogna sposarsi prima di accoppiarsi. Poi nell’ultimo libro Bella rimane incinta, ha una gestazione di un mese e partorisce una bimba con poteri psichici che fa innamorare il licantropo con cui aveva una tresca la madre… sì, lo so, ricorda tanto Beatiful, è imbarazzante anche scriverne.
Ecco con Twilight non solo il Vampiro ha perso totalmente la sua malvagità intrinseca, ma è anche uno status a cui bisogna assurgere, insomma una roba molto figa con l’unica controindicazione che si brilla al sole e non si può ciulare con le mortali, non prima di averle vampirizzate almeno.

Con Twilight i Vampiri sono stati definitivamente uccisi, non che dagli anni ’90 godessero di buona salute, ma comunque avevano ancora dei baluardi che li tenevano in piedi come si deve, “Blade” ad esempio non era affatto male, per quanto fosse una variazione sul tema, o il libro “Lasciami Entrare” dello svedese John Ajvide Lindqvist del 2004, da cui sono stati tratti 2 film, che ridà la dignità e un forte valore simbolico ai Vampiri. Nel libro sono bestie notturne, malvagi per necessità, perché vivono in un mondo popolato da esseri abbietti e meschini: gli umani.

Oggi dei Vampiri classici ci rimane ben poco, non spaventano più, sono bellocci con superpoteri e poche controindicazioni, supereroi del mondo horror, eppure una volta c’erano i Vampiri…

 

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"