Dopo che sono andato a vedere l’anteprima del terzo Batman di Nolan con il mio amico Mr Chreddy, abbiamo parlato del film e gli ho detto una delle mie solite teorie su tutta l’intera saga, così mi ha chiesto di scriverla per il blog e l’ho fatto, così da annoiare deliziare tutti con le mie perle, quindi ecco a voi:

Le oziose seghe mentali di Ultimate Jar Jar Binks, il vostro amichevole esegeta di quartiere

Scrive Alessandro Di Nocera nel suo “Supereroi e Superpoteri” (a proposito, se vi interessa l’argomento…ve lo consiglio):

Il concetto di superuomo, nell’ambito delle strips e dei comic-books, è legato attraverso vincoli inscindibili alla nascita, allo sviluppo e all’enorme espansione dei grandi insediamenti urbani del Nuovo Mondo.

Ed ancora…

Figure mitiche, accattivanti, non dissimili – almeno all’inizio – dai personaggi più famosi dei romanzi d’appendice […], ma dotati di poteri e agilità tali da poter interagire con la metropoli: con le sue altezze, con le sue strade,con i suoi mezzi, coi suoi luoghi caratteristici e canonici […]

Insomma il supereroe nasce con la metropoli e di queste è in qualche modo espressione.

Gli eroi della DC, in particolare, hanno un rapporto esclusivo con la propria città o, quanto meno, la cosa è molto esplicita.
Nell’universo DC ogni metropoli (tutte  immaginarie al contrario di quanto avviene nei fumetti Marvel) ha il proprio difensore, il proprio supereroe “ufficiale”.

Nel caso di Batman poi il  vincolo è strettissimo, quasi simbiotico, nella trilogia filmica  di Nolan questo aspetto è molto marcato e viene spesso dichiarato esplicitamente  nel corso dei diversi film.
Wayne protegge la sua città di giorno, forte del proprio ruolo di industriale e magnate.
Batman protegge Gotham di notte con metodi “non convenzionali”.
Per Wayne/Batman, Gotham è quasi un lascito, l’eredità  dei suoi defunti genitori. Questo fa di Wayne/Batman il vero e proprio nume tutelare della città, lo spirito protettore del luogo.

Nel primo film è significativo, ad esempio,  il fatto che la Wayne Tower sia anche fisicamente il centro nevralgico della metropoli, è infatti  il principale snodo idrico ed il luogo da cui si dirama la rete ferroviaria sopraelevata, costruita, tra l’altro, dal padre di Bruce Wayne.

Da qui, dalla constatazione di questa ricorrente sottolineatura, nasce la seguente oziosa riflessione, quindi teniamo a mente quanto detto sinora e partiamo.

I 3 film di Nolan, ripropongono sistematicamente lo stesso schema.

Gotham City è la POLIS , intesa quasi come archetipo, è lo spazio strappato alla natura selvaggia, organizzato razionalmente secondo le leggi dell’uomo   in  una struttura che prevede cittadini liberi  con la facoltà di partecipare alla vita politica.
In una parola Gotham è la civiltà per come noi occidentali la intendiamo e per esistere/resistere è necessario che chi la abita sia un uomo-cittadino, un uomo civilizzato, poiché la civilizzazione si concretizza in prima istanza  nell’uomo, non risiede certo negli edifici, che ne sono un riflesso, un’espressione.

Questo è il campo di gioco. Ora vediamo come si svolge la partita.

Ad attentare a questo ordine, alla civiltà , alla ragione, sono le forze brutali del disordine, della bestialità che tentano di ricondurre l’uomo-cittadino alla sua condizione pre-culturale.
È interessante notare che queste forze non vengono dal “fuori”, dagli spazi esterni alla città (non completamente almeno), ma al contrario sopravvivono, latenti, in seno alla Polis, sono “il rimosso”, sono gli istinti di cui l’uomo si è liberato per realizzare il passaggio da bestia (natura) a cittadino (cultura).

I supercriminali compaiono sì nella città e provengono, in qualche modo, da “fuori”, ma il loro progetto di distruzione di Gotham prevede sempre lo stesso passaggio: risvegliare gli impulsi assopiti, trasformare i cittadini in bestie, far perdere loro lo status di uomo civilizzato.

I supercattivi si comportano come  forze dell’inconscio che vogliono riconquistare il terreno che è stato loro sottratto, sono le pulsioni che l’uomo ha sacrificato in nome  del progetto di civiltà.

I supercriminali attaccano Gotham nell’anima, non vogliono abbattere fisicamente una città (non solo almeno)… assaltano direttamente il progetto stesso di Polis.

Nel primo film Ra’s al Ghul vuole diffondere per mezzo di una droga la paura, forse è l’espediente più “grezzo” all’interno della trilogia. Vuole che i cittadini in preda alla paura ed alla follia distruggano loro stessi la loro città.

Nel secondo film, Il Joker con i suoi “raffinati esperimenti comportamentali” (o sono scherzi?) fa leva sull’istinto di sopravvivenza dei cittadini per condurli alla brutalità.
Joker utilizza costantemente i cittadini: sono il suo bersaglio e la sua arma allo stesso tempo, ad esempio quando minaccia di far esplodere un ospedale se qualcuno non avesse ucciso l’uomo che vuole rivelare l’identità di Batman, o quando inscena il  “gioco” dei due traghetti.

Nel terzo film Bane fa leva sull’odio sociale e trascina i cittadini in una rivoluzione (che si rivelerà essere un inganno e qui, tra l’altro, il film perde “tensione intellettuale”, ma questo è un altro discorso).

Bane mette in discussione, in maniera “ragionata” e politica il progetto stesso di Polis. Ne evidenzia le ingiustizie ed in sostanza ne decreta il fallimento.

Insomma, paura, istinti, odio sono i nemici della Polis e del progetto di civilizzazione che essa rappresenta, sono “mostri” insiti nel cittadino stesso. Sono avversari che si annidano nelle fondamenta della Polis.
Le forze ostili  tentano di risvegliarle  in modo da vanificare l’idea di un mondo organizzato razionalmente e Batman, il nume tutelare della città e di conseguenza di ciò che essa rappresenta, le combatte.

Partendo da questo tipo di lettura trovo che il secondo film della trilogia sia il meglio riuscito, perché esprime in maniera coerente con soluzioni e dialoghi penetranti questo “schema”.

Il primo film è ottimo, ma utilizza un escamotage (quello della droga che infonde paura) un po’ “facile”, del resto dovendo raccontare ,tra le altre cose, la genesi di Batman, probabilmente non c’era tempo per sviluppare altre soluzioni. Ad ogni modo “funziona”.

Il terzo film, quello forse più ambizioso, purtroppo ritengo sia il meno riuscito: è  “pasticciato” e non risolve in maniera “stimolante” le pretese che mostra di avere inizialmente.

Questa, in sostanza, la mia personale, oziosa lettura del Batman di Nolan.

Intendiamoci è un’interpretazione e di certo è possibile “costruirne” altre ponendo gli accenti su aspetti differenti, non pretendo di saper leggere nella mente di Nolan e non pretendo che le sue intenzioni coincidano con quanto ho scritto, semplicemente trovo divertente giocare con le idee e ricavarne qualche spunto di riflessione.

Oltretutto nessun animale è stato maltrattato durante la stesura di questo pezzo, quindi…

 

 

 

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Scritto da: Ultimate Jar Jar Binks

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