Con la tipica solerzia che mi caratterizza, mi accingo a presentare la top 5 delle scene cinematografiche che avrei voluto interpretare… (non le scene più belle del cinema, ma quelle in cui avrei voluto essere il protagonista) ad un solo mese di distanza dalla top 5 di  .
La sua classifica mi aveva fatto ridere: sopratutto la parte iniziale, dove racconta del giovane Sigfrid e della bella Ulriche… tanto che l’avevo messa tra i “preferiti”, per conservarla e rileggerla nei giorni più tristi (ho anche cercato il VHS per i giorni in cui mi sentivo solo, ma non l’ho trovato…)
Poi però è arrivato un agosto fottutamente caldo e letteralmente mortale, visto che come sapete ci ha portato via Mel Stuart, Carlo Rambaldi, Joe Kubert, Laura Latini, Tony Scott, per poi finire con l’ultima, terribile perdita di Neil Armstrong, avvenuta il 25 agosto, appena due giorni dopo la pubblicazione del necrologio portasfiga di MrC sulle morti del 2012. Così ho capito che MrC con un post può farti sorridere, ma che il sorriso con un post può anche togliertelo… per sempre.
Con questi pensieri cupi ho iniziato a pensare alla mia top5, intristito ulteriormente dalla fine delle vacanze… gli ombrelloni ripiegati e le sdraie… un’altra estate che se ne va…
Ero così avvilito, mentre sgonfiavo il canotto in ginocchio sulla sabbia e sentivo mia moglie che continuava a chiedermi “ma l’hai già salutato il mare?“, che mi venivano in mente solo scene di 127 ore

Per gli occhi lucidi avevo la scusa che mi era entrata la sabbia negli occhi, ma per la classifica non potevo farci niente: pensavo solo alle scene sbagliate, tanto che dopo aver amaramente detto ciao al mare con un nodo in gola, anziché la top 5 avevo elaborato la “classifica delle cinque scene cinematografiche che mai e poi mai avrei voluto interpretare“.

Alla fine ci sono voluti un po’ di giorni perché mi passasse, ma poi sono riuscito a superare questi momenti di tristezza e ce l’ho fatta. Vi presento quindi la classifica “giusta”, quella delle cinque scene che avrei voluto interpretare.

American Beauty

Il rientro dalle vacanze è sempre più duro: più passa il tempo, più mi rendo conto di quanto sia assurdo il mondo del lavoro. Pare che 10.000 anni fa l’uomo lavorasse circa 20 ore alla settimana e il resto del tempo lo spendesse per se, per educare e giocare coi propri figli, per stare con la propria moglie, insomma per farsi i cazzi fatti suoi. In sostanza, per come la vedo io, siamo regrediti: oggi svendiamo in cambio di quatto soldi le otto/nove ore migliori della giornata, di quasi tutti i giorni della settimana. E la cosa che più fa girare le balle è che bisognerebbe pure essere grati di questa schiavitù: “Oh, grazie mille che mi state rubando la vita“… Chi sta peggio poi è chi non ha un capo, come i lavoratori autonomi, perché non hanno nessuno a cui dare la colpa, mentre se avete la fortuna come me di essere dipendenti, cioè la vostra condizione di lavoro consiste in una cattività istituzionalizzata, allora avete o avete avuto sicuramente innumerevoli capi stronzi: ogni volta che rientro dalle ferie ho sempre una gran voglia di smascherare il mio disprezzo verso chi mi sfrutta, ma probabilmente non avrò mai il coraggio di fare quello che fa Lester in questa memorabile scena di American Beauty…

Into The Wild

Into the Wild è il film di Sean Penn che racconta la vera storia di Christopher McCandless, in arte Alexander Supertramp: un ragazzo che decide di fuggire da tutto e da tutti, alla ricerca della libertà e della felicità. Alexander scopre che in questa ricerca la sua migliore amica è la Natura, mentre non lo è la civiltà, con le sue regole insensate.
La scena del kayak è memorabile: Alexander decide di attraversare il fiume Colorado; quando si reca nell’ufficio dei ranger per comunicare le sue intenzioni, scopre che ci vuole una licenza e che c’è una lista d’attesa di sette anni… sette anni?!? Per attraversare un fiume?!?
Io, che mi arrendo senza far domande di fronte alle richieste folli della burocrazia, mi sarei messo mestamente in lista, aspettando l’autunno del 2019 e seguendo nel frattempo un corso di sopravvivenza su come uscire vivo dalle rapide con un kayak. Se la vita fosse un film avrei invece fatto come Supertramp, che invece ringrazia il ranger indolente che si fa i cazzi suoi al telefono, esce dal centro visitatori e dopo qualche minuto è in acqua a pagaiare, sfidando la corrente spaventosa del fume per centinaia di chilometri, fino in Messico… parafrasando Alexander: quando vuoi una cosa, allunga la mano e prendila.

Le Ali Della Libertà

Il direttore del carcere di Shawshank è uno dei personaggi più odiosi della storia del cinema: posso solo immaginare la soddisfazione che si può provare nel farlo incazzare a morte e con lo stesso gesto donare un istante di libertà ai prigionieri di Shawshank. Pur di vedere la sua faccia esterrefatta e le sue urla che vengono coperte dalle note di “Sull’Aria”, anch’io sarei disposto a farmi due settimane nel buco…

Shaun Of The Dead (L’Alba Dei Morti Dementi)

Il Winchester bar è ormai completamente circondato da zombie… un mostro è appena entrato e cerca di mordervi, quando all’improvviso sentite la voce di Freddie Mercury provenire dal Juke box:
Tonight I’m gonna have myself a real good time… I feel alive and the world it’s turning inside out, yeah!”
Esiste qualcosa di più esaltante che pestare uno zombie al ritmo di Don’t stop me now?

…io comunque avrei tirato delle legnate molto più forti con quelle stecche da biliardo: il bello del pestare uno zombie sta nel fatto che la carne putrescente è cedevole e lo si può fare facilmente a pezzi…

Inglorious Basterds

Difficile scegliere se è meglio ammazzare gli zombi o i nazisti: diversamente dallo zombie, la carne del nazista è fresca ed elastica, quindi per massacrarlo sono più adatte le raffiche di mitragliatrice. Una tempesta di proiettili su quel branco di scarafaggi sarebbe stata la loro fine perfetta. Purtroppo nella scena il fatto di partecipare attivamente alla mattanza di zio Adolfo implicherebbe anche morire; pazienza, mi accontento, non è che si può avere tutto da una scena. Questa, comunque, rende giustizia alla pagina di storia più infame di tutti i tempi…

Questo è quanto: ora vado ad opzionare le scene della “worst 5” che mi sono venute in mente alla fine delle vacanze, in caso piaccia l’idea di questa nuova classifica agli altri due nerd-revengers…

Scritto da: Lord Casco

"Soffro la solitudine dei Numeri Pirla"