Purtroppo, l’abbiamo già detto forse troppe volte, sono finite le vacanze e siamo da qualche giorno tornati alla “normalità”. Per continuare la citazione di Lord Casco dello scorso post, in questo momento…mi ritrovo da solo a pensare all’aborto.

Infatti la mia stupida testa nerd ha continuato a funzionare a pieno regime anche durante le ferie, come penso quella di ognuno di voi e questo post ne è la conseguenza.

Lasciare la città per i posti di villeggiatura permette di entrare in stato di quiete, diventare più lenti e, se vogliamo, osservare il mondo che ci circonda, essere umani compresi.

Il post di Trillian di qualche giorno fa sui tipi da spiaggia mi ha fatto venire l’ispirazione per mettere su carta una riflessione nata mentre ero, appunto, al mare.

Se c’è una cosa che ho notato più di ogni altro anno osservando i Sapiens sapiens che mi circondavano, è che la tecnologia ha conquistato un po’ tutti; tra l’altro sembra che ne siano diventati schiavi sopratutto quelli che fino a poco tempo fa non sapevano manco accendere un computer. I niubbi appunto!
Trovandomi in un ameno arcipelago del mediterraneo ho avuto modo di viaggiare parecchio in nave per visitare le varie isole. Al contrario dei fortunati tra voi che vivono vicino al mare per me questo è sempre un evento capace di farmi tornare bambino nel giro di pochi minuti (o secondi, non che ci voglia molto a dire il vero..).
Salire su una nave mi emoziona e mi fa sentire per tutto il tempo del viaggio un novello Guybrush Threepwood. Girovago sui vari ponti a controllare la situazione manco fossi il primo ufficiale, mi sporgo a prua a cercare di toccare l’acqua, immagino di solcare i mari dopo aver acquistato una nave da Stan e rubato una mappa a Wally il cartografo. Insomma divento pazzo.
E infatti non mi si teneva neppure quest’anno. Tra un giretto e l’altro però toccava ogni tanto rientrare in cabina, vuoi per i bisogni fisiologici (un marinaio sta sempre attento a dove tira il vento prima di far pipì, ma sotto coperta non c’è problema per i terrestri come me) vuoi per controllare se la fidanzata c’è ancora e non è fuggita col capitano, ed è a questo punto che ho notato quanto ormai siano tutti presi dalla mania e dal feticismo tecnologico, secondo me in modo negativo.
Voi obbietterete che non è una novità e che sui mezzi pubblici ogni mattina sono tutti presi da i-fogn, ipad, tablet, più raramente libri, etc e che servono per passare il tempo. Verissimo, però su un treno che attraversa la merdavigliosa periferia industriale di Milano c’è poco da fare o vedere, ammesso poi che non stiate soffocando schiacciati dalla folla o dal microfono di Capitan Ventosa che denuncia l’ennesimo scandalo delle ferrovie.
In questa situazione la cosa mi è sembrata differente, vedere quelli che erano chiaramenti turisti, classici visi pallidi padani dalla parlata inconfondibile, assolutamente disinteressati a quello che li circondava, alla novità di un viaggio per mare anche solo di pochi minuti mi ha lasciato perplesso. Quasi tutti erano rinchiusi in cabina, alle prese con dispositivi portatili, di qualsiasi genere.
C’erano coppie di fidanzati presissimi a giocare con lo smartphone a videogiochi simil-tetris che non andrebbero nemmeno avvicinati per sbaglio al capolavoro di Aleksej Pažitnov. C’erano compagnie di ragazze in vacanza, probabilmente in vacanza anche dalla grammatica italiana, intente a farsi le foto instagram al nuovo smalto verde acqua dei piedi e a pubblicarle dopo aver aggiunto il solito filtro tipo diapositiva-vintage. Addirittura ho visto delle persone che guardavano, giuro, su un fottuto I-Pad (il telefonino che non telefona più grande al mondo), le foto delle vacanze di amici e commentavano “bello, va’ che bei posti..”. Ma guardare fuori dal finestrino no???

Il prossimo dispositivo portatile “smart”?

Io amo i videogiochi e la tecnologia, ma devo staccare da tutto in certi momenti e apprezzare il mondo tangibile. E quando sono in vacanza, alle prese col mondo reale, mi torna tantissima voglia di fare una partita al videogioco del momento, quello che ho lasciato nel tray della playstation, di andare al cinema, di leggere un bel libro horror o di fantascienza.. per me “è proprio la lontananza che rafforza l’amore”, come direbbe Lady Cocca a Marion…vedere cose nuove stimola sempre la fantasia e il pensiero laterale che tanto condiziona la mente di noi nerd.

E poi basta con i casual-game. Addirittura c’è chi tratteggia un futuro, ammesso che questo futuro non sia già ora, in cui il casual faccia da padrone dell’industria videoludica e detti legge. Insomma un declino di forma e sostanza come quello che già sta avvenendo a Hollywood con i film.

I veri nerd invece hanno iniziato a giocare con le macchine Commodore, Atari & co. una 20-30ina di anni fa. Ora c’è gente che ti prende in giro se non hai un telefono da 600€ per giocare a “Farmville” anche in spiaggia…le stesse persone che ti guardano come se fossi matto se dici che il mondo sarebbe un posto migliore se ci fosse una ricetta culinaria magica per raggiungere qualsiasi luogo, come in Monkey Island…anzi, magari quando te ne vai prende lo smartfogn e apre google maps per cercare di capire almeno dove si trova.
Zio dove caxxo è l’Isola della Scimmia: mediterraneo, caraibi o pacifico? Dai dimmelo che magari fanno le offerte in agenzia viaggi l’anno prossimo“.

Altro che il teletrasporto de “La Mosca”…questo è il modo più fico per viaggiare…chi se lo ricorda?

Insomma, magari sono solo le riflessioni di un pazzo, ma secondo me la realtà è troppo mediata. E poi i non-nerd non sono in grado di gestire la potenza dei dispositivi nerd-oriented, non sono pronti. Non conoscono la Forza. Voi Revenger siete d’accordo?

Scritto da: Capitan Catarro

"Mi stai facendo piangere e ti assicuro che non ti piacerà vedermi piangere!"