Alla fine ce l’ho fatta… non credo che abbia una valenza escatologica, tipo un buono sconto sugli anni di purgatorio, comunque sono riuscito a rispettare il mio voto di castità per la prima di Prometheus. In pratica, ho evitato tutti i trailer, le recensioni, i commenti, le sinossi, gli spoiler, le interviste, i riassunti, le opinioni, le critiche, etc… Viste le premesse, in particolare il fatto che, come già detto e ridetto, il film è già uscito da molto tempo in tutto il resto del mondo, sembrava un compito quasi impossibile; invece, dopo quasi quattro mesi, l’unica che so del film è che, ormai dal 31 maggio, giorno in cui Prometheus è uscito in Kazakistan, i critici Kazaki quando devono parlare dell’ultimo film di Ridley Scott, si agitano tantissimo e continuano a ripetere ”пrometнeus oптимизм кино!!”… senza però  che nessuno capisca un Kazo di quello che dicono.

Un critico cinematografico Kazako

Purtroppo, devo resistere ancora un pochino, dato che non possiamo andare alla primissima di venerdì, perché Capitan Catarro è un servo della gleba stato invitato dalle amiche della tipa a vedere le diapositive del mare, delle ferie. Per colpa sua quindi sto passando queste ultime ore con le orecchie tappate ripetendo ad alta voce “TA TA TA TA TA”, rinchiuso in casa, dopo aver buttato via il televisore, evitando di interagire persino con mia figlia: ha otto mesi ma  non si sa mai, non vorrei che le sue prime parole siano “Anna Praderio sul tg5 ha detto che Prometheus finisce così:[…]”

Prometeo

L’unica cosa che conosco quindi, a parte le sferzanti critiche Kazake, è il titolo: Prometheus. Se non ricordo male, e chiedo scusa in anticipo per eventuali errori a quanti adorano gli dei pagani, è quell’eroe mitologico che aveva costruito gli uomini con il fango e che per l’eccessiva benevolenza verso le sue creature aveva fatto incazzare a morte Zeus, il quale aveva condannato gli uomini a diventare esseri mortali, e aveva incatenato Prometeo sui monti del Caucaso, guarda caso non lontano dal Kazakistan, condannandolo al supplizio eterno di avere il fegato continuamente divorato da un’aquila. Il mito di Prometeo è dunque legato alle origini e al destino degli uomini: quello che mi aspetto quindi è un film, magari anche leggero, d’azione, ma comunque costruito in un contesto impegnativo e trascendente. Certo, Prometheus potrebbe anche essere semplicemente il nome di un’astronave…ma non credo.

Comunque, al di là di ciò che mi aspetto, è grazie a questo totale digiuno di informazioni che mi sono preparato alla visione e ho raggiunto una condizione di estrema purezza: è il modo migliore per godersi il film, e per portare una ventata di ottimismo e di speranza a Cap e MrC…li trovo molto tesi, come capita spesso in queste occasioni dopo l’orrenda delusione del 23 maggio del 2008. Dopo aver letto i timori e le perplessità che agitano Cap, che è tormentato durante queste notti da orribili incubi pieni zeppi di alieni xenomorfi che giocano a baseball, per tranquillizzare un pò gli animi, riporto di seguito un paio di idee, due spunti di riflessione per vivere con ottimismo queste ultime ore e  per liberarsi dai dubbi e da eventuali pregiudizi riguardo alla nuova pellicola di Ridley:

1) L’apogeo della totale mancanza di originalità a Hollywood, di cui abbiamo già discusso,  è proprio il genere Sci-Fi: questo è controintuitivo, visto che è il genere che lascia più spazio alla creatività. Diversamente da tutti gli altri generi, in un film di fantascienza puoi partire da un foglio bianco, e costruire da zero sia il mondo, il contesto in cui avviene tutto, sia le regole che lo governano. Eppure i capolavori sono sempre più rari: se si pensa poi in particolare al genere fantascienza-thriller, gli unici degni di nota degli ultimi 35 anni, oltre ai primi due Alien e Blade Runner, sono i due Terminator. Dall’ultimo, Terminator 2 – Il giorno del giudizio, sono passati ben ventun’anni! Quindi? Quindi, se nel 2012 ci riprova Ridley Scott, è perché si sente in colpa: i suoi precedenti due film di fantascienza sono stati talmente geniali che tutti gli altri si sono limitati a riciclare le sue idee e nessuno ha più avuto il coraggio svoltare pagina…quindi è tornato dopo tanti anni proponendo un thriller di fantascienza per scusarsi con noi e per creare qualcosa di innovativo e rivoluzionario.

2) Anche se Prometheus non dovesse rivelarsi un capolavoro rivoluzionario, un’opera d’arte di estetica come il primo Alien, sono comunque sicuro delle buone intenzioni di Ridley Scott, e del fatto che usciremo dal cinema senza stuprare e saccheggiare per la delusione, come teme Cap, ma magari commentando: “Beh, dai, forse non entrerà mai nel National Film Registry della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, però, che diamine, mi sono divertito!

Pandora

Spero che andrà così, e credo che sia proprio la speranza la chiave per vincere le difficoltà di questa attesa, che dura ormai da troppi anni. C’è infatti un altro mito legato a Prometeo: egli aveva chiuso in un vaso tutti i mali che potevano tormentare l’uomo, come la morte, la malattia, la pazzia, etc… Un giorno quella ritardata di sua cognata Pandora pensò bene di aprirlo per guardare cosa c’era dentro, lasciando uscire tutti i mali, che iniziarono a tormentare l’umanità. Quando si accorse del casino che stava combinando tentò di richiuderlo, ma ormai il danno era fatto: era uscito di tutto, tranne la speranza, che era rimasta sul fondo.Il mondo si trasformò in un posto orrendo e inospitale. L’unico gesto saggio di Pandora fu di riaprire il vaso lasciando uscire anche la speranza, che da quel giorno fu l’unica cosa che poteva sostenere l’uomo nei momenti peggiori.

Capitan Catarro davanti al suo bottino dopo il saccheggio del multisala

Io spero di resistere ancora qualche ora senza sentire spoiler e opinioni. Spero di non dover mettere a ferro e fuoco il multisala per la delusione. Spero che Ridley non debba salire in ascensore con Ryan. Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni. Spero di vedere un bel film. Spero…o come dicono in Kazakistan,  үміт.

Scritto da: Lord Casco

"Soffro la solitudine dei Numeri Pirla"