In alcuni post ho elogiato Facebook in quanto, grazie alla nostra pagina, ho avuto modo di scoprire e vedere un po’ di roba, tipo “The Middleman“, “Firefly” e “Player One“. Tutte cose segnalate da dei nostri fedeli Revengers.

Quindi direi che per queste cose Facebook è abbastanza buono.

Però c’è anche un lato oscuro, nemmeno troppo nascosto, anzi per niente. Un lato malvagio di Facebook che ci intasa le home page, un lato infimo, urfido che mi costringe a chiudere il browser ogni volta che accedo a Facebook.

L’ispirazione per questo post mi è venuta leggendo quelli della nostra amica Shinja, per la precisione questo post e quest’altro. Ho anche io qualcosa da dire a chi usa Facebook…

Non sono un professore di italiano e nemmeno sono uscito dall’Accademia Della Crusca, ma volevo cominciare con dei brevi cenni di italiano scritto. Non vi preoccupate è roba da elementari.

“UN” se è maschile non vuole l’apostrofo, solo se è femminile: “UNA”. Non si dice: “uno amico”, ma “un amico”, mentre si può dire “una amica”, abbreviandolo in “un’amica”.
La “H” non è una consonante da abbinare alle vocali a cazzo di cane piacimento, c’è una logica: se è il verbo “avere” ci va la “H” altrimenti no. “Ho fatto questa cosa” va con la “H”, “vuoi questo o quello” è senza. La “O” sta per “Oppure”, non per “Hoppure”.
Le parole che finiscono in “Zione” vanno sempr scritte con una “Z” sola. Anche se quando parlate dite: “Oh, Zzio! Minkia che aZzione il Milan, porco dighel!”, quando scrivete “azione” lo dovete scrivere con una “Z” sola.
La punteggiatura non è una cosa da distribuire qua e là, come il contadino quando semina i campi, anch’essa ha regole precise, cerchiamo di seguirle.

Detto questo passiamo ai contenuti.

Basta con la filosofia spiccia da brunch della domenica. Gente che quando ci parli dal vivo suda a mettere insieme una frase di senso compiuto, poi su Facebook si spertica in dissertazioni filosofiche sulla vita, l’amore, le vacche, l’amicizia, questo e quell’altro.
Poi voglio vedere se tutte le verità che vengono propinate nel proprio status sono davvero osservate o è solo un tentativo di dimostrare di non essere delle carote antropomorfe a chi non ha il piacere di conoscerli dal vivo.
Le parole potranno anche mentire… ma le azioni diranno sempre la verità!“, se con una capocciata ti spacco il setto nasale, poi potrai anche scrivere: “La verità fa male… ora lo so!

Bisogna finirla di insozzare la home page con le foto e gli status automotivanti, quelli che per 5 minuti non ti fanno sentire un povero stronzo.
Frasi, scritte su foto di Vin Diesel incazzato che ti fissa, come: “Chi mi fa male mi rende più FORTE… Ci mi critica mi rende IMPORTANTE… Chi mi invidia mi rende SUPERIORE“, dai, davvero? E magari lo scrivono mentre sono a piangere nella loro cameretta abbracciati al loro peluche preferito.
Nella vita si può piangere o ridere, ricordare o dimenticare, ma soprattutto si può Ricominciare“, si può anche andare a lavorare invece di scrivere ‘ste stronzate.
Meglio essere me STESSO con 1000 DIFETTI che seguire la massa dei finti PERFETTI!!!“, insomma, orgogliosi di essere soli come i cani.
Quelli che ti criticano sono quelli che ti vogliono diverso, perché vedono in te quello che loro… non saranno mai!!!!“, oh yeah! Sono er mejo, mo mi vado a scofanare un barattolo di Nutella guardando la D’Urso alla faccia di quelli che vogliono essere come me.

E le storie d’amore? Ah le storie d’amore. Quelle che finiscono bene, quelle che finiscono male, quelle che finiscono così così. Se la storia è bella o appena cominciata, veniamo ammorbati con frasette e frasettine d’amore stucchevoli, da Baci Perugina, che farebbero vergognare persino Moccia, uno che la vergogna non sa nemmeno dove sta di casa. In genere le frasette d’amore sono accompagnate a foto di cuccioli puccettosi che farebbero cambiare idea sulla vivisezione a chiunque.
Se finiscono male, allora ci sono status al fiele. Recriminatorie cattivissime su chi ha lasciato, su quanto è stato stronzo o stronza. Ma prendere il coraggio a due mani, tirare fuori le palle e dirgliele in faccia quelle cose invece di rompere l’anima a tutta la lista di amici? Che poi, se va bene, il soggetto delle frasi nemmeno le legge o ci fa una risata sopra. È facile fare i duri da dietro una tastiera, un po’ meno è farlo con l’incriminato davanti.

Basta anche a quelli che aggiornano lo status ogni volta che fanno qualcosa, che descrivono il pranzo, cosa mangiano, cosa comprano in centro, se espellono, quando espellono, dicono quanto espellono, la consistenza, il colore… ma che cosa ce ne frega? Aspetto solo che qualcuno abbini questi status alle foto fatte con Instagram e i maledetti smatphogne.

Sì, perché adesso sono tutti fotografi. Tutti a immortalare inutili momenti di vita, a fotografarsi le dita dei piedi con il loro nuovo sbirluccicante smalto color Cinghiale Fosforescente. Che per fare le foto fighe sistemano ad hoc libri, i tazzoni pieni di ettolitri di tisana bollente e fumosa all’Ortica Malvata Nera Argentina, i loro gatti ammaestrati a stare in posa per ore, poi mettono tutto in controluce, scorcio della finestra e fanno la foto sdraiati per terra. Ne faranno tipo 215 e poi scelgono quella più naturale, quella che sembra più estemporanea, quella che virata al seppia sembra fatta da un fotografo professionista.

Per finire, son stufo pure dei “duri criptici”, quelli che postano status che capiscono solo loro, che usano Facebook per vomitarci addosso quello che per le persone normali sono solo pensieri fugaci. Cose come: “Questa è la differenza tra me e te!“, ma che vuol dire? Con chi ce l’hai? Perché deve apparire sulla mia home page e non rimanere nel tuo testone vuoto?
Non poteva finire diversamente…“, cosa? Chi? Perché?! Ma che vuol dire, metti un soggetto, un verbo e un complemento oggetto, dammi qualcosa per cui io poi possa commentare mandandoti a quel paese.

Quindi basta!

Facebook serve per perdere tempo al lavoro, farsi due risate e a nient’altro. Tutto il resto sono solo rotture di palle per chi se le trova davanti agli occhi ogni volta che lo apre. Basta, davvero, andate a fanFacebook!

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"