Dopo 11 anni di onorato servizio, 260 mila chilometri percorsi, un drammatico caso di psoriasi alla carrozzeria, varie incidenti e botte, gomme bucate, batterie bruciate, righe alle fiancate da bastardi senza famiglia che vanno in giro con i chiodi in tasca e stronzi che aprono gli sportelli violentemente contro le portiere, la Chreddy-mobile deve andare in pensione.

La mia povera 206 non ce la fa più. Ogni volta che la metto in moto so che potrebbe essere l’ultima volta che lo faccio. Ogni volta che vado in giro con lei so che parto, ma non so se arrivo a destinazione.

È venuto il momento di cambiarla, inutile tergiversare, è al capolinea. Mi dispiace di brutto, sia chiaro, è stata la prima macchina che ho comprato con i soldi guadagnati con il sudore della mia fronte, l’adoro, ne abbiamo passate tante insieme. Lei è stata la protagonista di quella brutta storia della ragazza scoreggiona. Quindi capite bene che mi dispiace… per la macchina, non per la scoreggiona.

Però la vita va avanti, si volta pagina e si comincia il giro dei concessionari per scegliere la degna erede che dovrà portarmi in giro per i prossimi 11 anni, almeno. Possibilmente la degna erede deve avere anche un prezzo accessibile e qualche optional che mi soddisfi.

Io non essendo un calcio&figa di macchine me ne intendo davvero poco. Per sceglierla ho rotto le palle ad amici e colleghi per avere consigli, gli ho fracassato i maroni per sapere cosa poteva essere meglio. Non ci capisco niente di motori, la macchina in genere la scelgo in base agli optional che ci vorrei su, tipo autoradio Bluetooth, climatizzatore decente e soprattutto che duri. Poi la forma esterna, il numero e la grandezza delle ruote e il tipo di motore sotto al cofano sono cose accessorie per quanto mi riguarda. Come funzioni una macchina per me rimane un mistero. Io so che c’è un buco da un lato in cui infilo un pompa di gasolio, che pago a peso d’oro, poi entro in macchina, metto in moto e vado in giro. Cosa succede quando metto in moto non mi interessa, se è magia nera, scienza, fantascienza, criceti che corrono in una ruota, poco mi cambia, l’importante è che questa misteriosa propulsione sia costante negli anni e che consumi meno oro liquido possibile.

Con queste premesse ho ristretto il campo dei modelli che volevo prendere a circa 2 o 3 e, settimana scorsa, ho cominciato il giro dei concessionari. In realtà subito alla prima concessionaria ho trovato tutto quello che volevo. Soprattutto il venditore perfetto.

Sì, perché, come forse sapete, ci sono vari tipi di venditori. Il primo che ho incontrato mi ha fatto subito buona impressione, appena entrato mi è venuto incontro si è presentato sorridendo e ha ascoltato quello di cui avevo bisogno.
Mi ha mostrato un modello, gli ho chiesto se si poteva avere con l’autoradio Bluetooth, appunto, e mi ha detto di sì. Però, ha aggiunto, far installare quel tipo di radio su quel modello significava che dovevo spendere almeno 1500 € in più in quanto faceva parte di un determinato pacchetto non smembrabile. Il modello superiore, invece, sempre per 1500 € in più del modello base, aveva quello che volevo io più altre cose, come i vetri dietro oscurati, i cerchi più grossi, la chiave intelligente che apre la macchina e la fa mettere in moto senza nemmeno essere tirata fuori dalla tasca, e altre finezze.
Ovviamente a me del modello base non fregava più niente, così mi sono fatto fare un bel preventivo per il modello superiore. Un po’ altino, ma con i 5000 € di sconto rottamazione per la vecchia Chreddy-mobile, un ulteriore sconto per la macchina in pronta consegna , un piccolo ulteriore sconticino dovuto al fatto che con questa crisi non stanno vendendo una cippazza di niente, siamo arrivati ad un prezzo ragionevole. Io da buon acquirente gli ho chiesto di scendere ancora con il prezzo, ma il venditore con le lacrime agli occhi mi ha detto che era impossibile, però mi poteva “regalare” la garanzia per 5 anni, un videoregistratore, un montone e un set di pentole in acciaio inox con fondo spesso un centimetro. Mi aveva convinto già con i 5 anni di garanzia.
Ovviamente, prima di congedarmi, lo tempesto di domande, ma questo ce l’ha? Ma questo è così? E questo è cosà? Lui senza mai tradire la voglia di prendermi a calci in culo e sbattermi fuori dalla concessionaria, mi risponde esaurientemente. Persiono alla domanda: “Ma è meglio il Diesel o il GPL?“, si è messo a spiegarmi che il GPL sembra costare di meno, ma poi il tagliando costa 200 euro in più, si fanno meno chilometri e si è messo a farmi i conti davanti per dimostrarmi che per i miei 25000 e spicci chilometri l’anno mi conveniva il Diesel.
Sembrava tutto fantastico, l’unico problema è che le macchine in pronta consegna che aveva erano con colori aberranti. Sapete quei colori daggiovani tipo: “Verde Pistacchio Acido Folico“, “Rosso Terra Di Marte Al Tramonto“, “Fucsia Fosforescente Cangiante” e “Magenta Esplosivo Pugno Sui Denti“? Ecco quelli lì. Io preferivo colori un po’ più sobri, non il solito grigio triste, che ormai tutte le macchine sono “Grigio Triste” e nemmeno nera. Ho avuto per 11 anni una macchina nera e ogni che la parcheggio al sole poi sembra di entrare in un altoforno per la fusione dei metalli pesanti, e guidare sentendo che le dita sfrigolano come pancetta sul volante arroventato, non è proprio il massimo.
Mi congedo dicendo che ci avrei pensato e gli avrei fatto sapere.

La mattina dopo mi chiama dicendomi che se ero interessato avrebbe cercato una macchina di un altro colore. Accetto e intanto cerco su internet altri concessionari vicino a dove lavoro. Ne trovo uno molto grande su viale Forlanini a Milano e decido che ci sarei andato dopo il lavoro, mentre il giorno dopo sarei andato in un altro a Sesto San Giovanni che mi hanno consigliato perché buono.

Nel pomeriggio ricevo un’altra telefonata del primo venditore che mi dice che ha trovato una macchina alle stesse condizioni ma con uno dei colori che piacevano a me. Mi dice che me la può fermare per un paio di giorni per darmi il tempo di vedere da altre parti e decidere. Sembra perfetto.

Esco dal lavoro, mi butto nel traffico milanese e tra code, bestemmie, clacson che suonano riesco a raggiungere il concessionario su Forlanini ad un orario decente. Parcheggio ed entro.

Il salone è enorme, decine di auto esposte, gente che va e viene, clienti, impiegati e venditori che mi guardano con sospetto senza avvicinarsi. Mentre faccio lo slalom tra le auto esposte, un venditore sui 45 anni, non molto alto, rasato a zero, abbastanza stazzato mi passa accanto ignorandomi. Io accenno un timido: “Mi scusi?” mentre stavo decidendo di andarmene, che mi avevano già fatto girare le balle.
Lui si gira mi guarda: “Ha bisogno? E’ qui per una macchina?
No, sono qui per prendere l’autobus, evidentemente non è la fermata questa…” gli ho risparmiato il cretino che avevo sulla punta della lingua.
Lui ride. Gli spiego cosa cerco e se può farmi un preventivo.
Lui acconsente, mi porta alla scrivania, mi chiede cosa voglio, che macchina ho da dare dentro, digita diligentemente sul suo computer e, prima di dirmi il prezzo, mi chiede: “Chreddy, dov’è andato a vedere?
Io: “Non mi ricordo il concessionario, è fuori Milano
Lui insiste che vuole saperlo e alla fine gli dico il paese dell’hinterland. Lui mi guarda con aria furba e mi spara una cifra più bassa di 200 € dell’altro. Peccato che poi l’altro, dalla prima cifra è sceso di altri 1000 € e ci ha aggiunto la garanzia di 5 anni. Però il Mastino davanti a me non mi da il tempo di rispondere, perché dice: “Dalla faccia ho già capito tutto, ti ho già fatto un prezzo migliore del loro!” e va a prendere il preventivo che stava stampando.
Quando torna gli chiedo se ne hanno qualcuna in pronta consegna e quanto verrebbe, lui mi dice che va a controllare negli uffici e di aspettarlo 5 minuti.
Dopo 10 minuti non torna, mi rollo una sigaretta e mi metto a fumare fuori dalla porta vicino alla sua scrivania. Torna, mi vede fumare fuori e mi dice: “Me ne fumo una anche io!” ed esce con me.
Mentre siamo fuori mi dice: “Guarda Chreddy, ne ho solo una “Grigio Spompo Pelle Di Luna” che facciamo, la prendiamo?
Io: “Dipende dal prezzo, se scendi ancora magari sì
Lui: “Dai, Chreddy, ti ho già fatto meno di loro, ora non esageriamo, la concorrenza la conosco, non hanno i miei prezzi. Poi la macchina è l’ultima rimasta… ma non a Milano! È l’ultima in tutta Italia! La prendiamo? Dai settimana prossima è già immatricolata e te la porti a casa.
Io che dentro di me pensavo: “Sticazzi l’ultima macchina al mondo! Come faccio a farmela scappare…” gli rispondo che ci devo pensare. Mi stava già sulle palle, poi questo atteggiamento aggressivo me lo rendeva ancora più fastidioso.

Lui allora mi guarda con una faccia alla Bogart in “Casablanca” e, con il tono di chi sa di essere un Mastino inarrestabile mi dice: “Vedi Chreddy, te hai un problema…
Ho un problema? E te che cazzo ne sai?” penso.
… Il tuo problema è che sei venuto qui e hai parlato con me!“, come per dire: “Io la macchina te l’ho già venduta, solo che tu ancora non lo sai!

Vedi, caro amico Mastino venditore di automobili, sono stato un agente di commercio anche io, le tecniche di vendita le conosco pure io, come ad esempio che non devi lasciare pensare il cliente e non devi dargli modo di andare a vedere se c’è qualcosa di meglio o di meno caro. L’affare si conclude subito, se il cliente ha modo di pensare lo perdi. Poi devi farti vedere sicuro, devi far vedere che sei il leader del mercato. Però tra l’essere sicuri di se stessi e l’essere arroganti il passo è breve, caro Mastino. La frase sulla concorrenza, e sui problemi del cliente, potrebbe fare effetto sugli sbarbati con i pinoli nel cervello o sui vecchi rincoglioniti che non capiscono più se devono pisciare o starnutire, sulle persone normali, con quel minimo di cervello pensante ‘ste cose da telefilm non attaccano.
Soprattutto, se ti chiedo se sia meglio il Diesel o il GPL perché mi hanno spiegato che con il GPL costa di più la manutenzione e tutto il resto, non puoi rispondermi: “Chi te l’ha detto è un coglione!“, perché tu non puoi sapere se me l’ha detto uno qualsiasi per strada, un mio amico o mio padre. No, perché nel caso, stai dando del coglione a qualcuno a cui tengo, e questo potrebbe indispormi nei tuoi confronti e farmi anche pensare che la tua macchina “Grigio Spompo“, unica rimasta da qui fino ad Alpha Centauri, la puoi prendere e schiaffartela là dietro, con tutti i cerchi in lega da 16″ che mi regali, anche se me la fai pagare meno.
Alla fine me ne vado dicendogli che ci avrei comunque pensato e che l’avrei chiamato io il giorno dopo.

La macchina alla fine l’ho presa dal primo venditore, quello gentile, e sto aspettando l’immatricolazione.

Ieri mattina mi ha chiamato il Mastino. Rispondo ed esordisce con: “Chreddy, ho una buona notizia per te!” senza dire né buongiorno, né presentandosi. “Ti faccio altri 500 € di sconto! Oggi pomeriggio vieni a firmare per l’immatricolazione?
Io: “Buongiorno! Veramente la macchina l’ho ordinata da un’altro e sto solo aspettando che me la consegni
Lui: “Davvero?… Dai Chreddy, fuori dai denti, quanto te la fanno?
Io: “200 € in meno del tuo ultimo prezzo, ma mi danno anche 5 anni di garanzia
Lui… silenzio… poi: “Ma questo quando?
Io: “Settimana scorsa, sai la concorrenza che conosci così bene e che non possono avere i prezzi migliori dei tuoi? Ecco loro.
Lui: “Arrivederci, buona giornata!
Io: “Addio…
TUT… TUT… TUT… TUT…

Una delle regole fondamentali, di cui dicevo prima, è che bisogna anche capire chi si ha davanti e, per quanto possa anche sembrare un coglione, bisognerebbe sempre trattarlo con rispetto, altrimenti, oltre alla figura da pirla che si fa, si rischia pure di perdere un cliente, caro il mio Mastino.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"