Come da un paio di settimane a questa parte è arrivato il momento di parlare dei film da nerd. Se volete leggere i post precedenti potete farlo qui.

Mentre nelle settimane scorse abbiamo visto film veri e propri che trattavano argomenti nerd, oggi ci immergiamo in un documentario/film dedicato ai fan di uno dei franchise più famosi di sempre: Star Trek. Il docufilm in questione è: “Trekkies“.

La parola “Trekkies” è un neologismo per indicare i fan più estremi di Star Trek. Non a tutti piace questa parola, la maggior parte di loro preferisce il termine Trekkers giudicando Trekkies un termine dispregiativo, paragonabile a Freaks. I Trekkies vanno oltre all’idolatria deelle varie serie Tv e dei film, dedicano proprio la loro vita alla causa Star Trek, vuoi con una feroce mania di collezionismo, vuoi per portare nella quotidianità di tutti i dogmi e la morale alla base della creatura di Gene Roddenberry. Lui stesso chiamava i suoi fan Trekkies e che spesso veniva corretto dai fan stessi.

Trekkies” è un docufilm del 1997 diretto da Roger Nygard e offre un viaggio nelle convention e tratteggia un ritratto allucinante, divertente, poetico e a tratti commovente dei suoi frequentatori.

Si compone di interviste e reportage su alcuni dei Trekkie più significativi, mostrando le loro manie e le loro stravaganze. Ci sono interviste agli attori storici della prima serie e di quelle successive dove parlano del loro rapporto con i Trekkie, della partecipazione alle convention, di quello che ha significato per loro il telefilm e tutto il contorno.

Sì, perché spesso il contorno è immensamente più grande del prodotto di origine. Di convention ce ne sono migliaia l’anno in tutti gli Stati Uniti, il giro d’affari è immenso, questo lo immagino io perché nel film di soldi non si parla mai.

Le storie che si dipanano durante tutto il film sono divertenti, non si scade mai nella presa in giro dei protagonisti, benché loro inconsciamente facciano di tutto per essere sfottuti. Però non c’è solo il divertimento, dietro traspare qualcosa di molto più grande. A saper leggere tra le righe si può trascendere il film e cercare di vedere quello che c’è dietro ognuna di quelle storie.

Prendiamo la storia di Barbara Adams, divenuta famosa perché scelta come giurato nel processo Whitewater che coinvolgeva Bill e Hillary Clinton. Durante il processo Barbara si è presentata vestita con l’uniforme della flotta stellare della serie “Star Trek: The Next Generation“, in quanto lei è il Comandante della USS Artemis dell’unità di Little Rock della Federazione. Quando le chiedono se secondo lei sia giusto andare ad un processo vestita con l’uniforme di Star Trek, lei candidamente risponde che è la stessa cosa che farebbe un militare con la sua divisa nella medesima situazione.
Barbara Adams, durante l’intervista, racconta di uno scambio di battute con un conducente dell’autobus, il quale le chiede se avrebbe indossato l’uniforme anche davanti al presidente Clinton chiamato a testimoniare, lei gli risponde di sì e il conducenTe le dice: “Lei è una donna estremamente coraggiosa.
Quello che mi ha colpito è il sorriso a stento trattenuto e l’espressione di orgoglio che brillava negli occhi di Barbara.

Sì, perché i fan di Star Trek, Trekkers o Trekkies che dir si voglia, è che ci credono fino in fondo. Tutti dicono che la loro passione per Star Trek nasce dai messaggi positivi di uguaglianza e di accettazione che la serie ha.  Tutti i fan sono sotto la campana dell’integrazione, quello che li affascina è il messaggio di uguaglianza che la serie porta con sé.

Di storie, oltre a quella di Barbara, ce ne sono diverse, alcune più divertenti, altre più serie. C’è il ragazzino di 16 anni appassionato di computer che sta producendo in camera sua, con il suo Pc (parliamo del ’97) un film in computer grafica di Star Trek. C’è la coppia di attempati fan che hanno dedicato la loro casa a Star Trek e vanno a far la spesa vestiti come nella serie originale, come nulla fosse. C’è la storia della fan sfegatata di Brent Spiner, il Data di “Next Generation“, e così via, in un susseguirsi di momenti comici, imbarazzanti, seri e drammatici.

Il film ebbe un discreto successo negli USA, in Italia è uscito in DvD direttamente nei cestoni della Coop a 5 €, e nel 2004 è stato prodotto un seguito: “Trekkies 2“.

Questa volta viene mostrato il fenomeno Trekkies in tutto il mondo: Germania, Italia, Inghilterra, Brasile, Australia.

Il fenomeno Star Trek è mondiale, le convention proliferano ovunque e in tutto il mondo il messaggio percepito dai fans è lo stesso: uguaglianza e integrazione.

Poi ci sono architetti, ingegneri e astrofisici divenuti tali grazie proprio alla spinta data loro dalle serie Tv. Così, tanto per dire che Star Trek non forma solo freak, ma anche gente con un certo cervello e la voglia di portare il nostro mondo verso quello idealizzato di Star Trek.

Un film da vedere, almeno il primo, per tutti i fan di Star Trek e non solo. Intanto guardiamoci il trailer.

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"