Qualche giorno fa un fan della pagina di Facebook del blog, Nicholas R., mi ha passato in privato il post di un altro blog: “I veri nerd esistono e vi odiano“.
Purtroppo ho potuto leggerlo solo l’altra sera, mi ha fatto ridere per le due battute presenti nel post e mi ha fatto innervosire per tutto il resto.

Un argomento simile lo avevamo trattato anche noi una vita e mezzo fa, con toni meno estremisti del post qui sopra. Al momento avevo pensato di commentare il post direttamente, poi le cose da dire erano tante, quindi ho pensato di scrivere un post di risposta.

L’autore del post incriminato probabilmente è un teenager ancora ancorato all’idea dell’ apparire è essere e sente la necessità di appartenere ad un gruppo per assumere un’identità. Che poi non c’è nemmeno niente di male, alla fine Steve Jobs sul senso di appartenenza ci ha fatto i miliardi.

Secondo il suo post, i “veri Nerd“, quelli con la ENNE maiuscola, sono tutti dei cessi brufolosi, che si accoppiano solo, secondo un rigoroso calendario Maya, il giorno del poi nell’anno del mai, con ragazze simili a Jabba the Hutt, ma con le tette. I veri Nerd non possono essere carini e non possono avere ragazze più belle di un cercopiteco con il rossetto.
Il post critica l’apertura dei veri Nerd a chi si improvvisa tale perché va di moda. Secondo lui bisognerebbe che i Nerd si ghettizzassero escludendo il resto del mondo, e mandano a cagare tutti i fighetti e le fighette che si mettono le magliettine di Capitan America, o gli occhiali con la montatura spessa, e si credono nerd.

Però ha ragione dicendo che ora tutti sono nerd, da quando “The Big Bang Theory” li ha sdoganati ed è diventata una moda facile da seguire.
Anche a me vien da ridere, e girano un po’ le palle, quando sento qualcuno che si definisce nerd perché si sfonda di Dragonball e altri manga e: “Minkia, Zzio, ho giocato a tutti gli Assassin’s Creed sulla PleistescionTTré!“, e magari non sanno chi sia Will Eisner e “Watchmen” l’hanno visto solo al cinema, o non hanno mai giocato a “Monkey Island” perché: “Oh, Zzio è vecchio! Minkia, va quanto c’è da leggere!
Ormai su Facebook c’è un proliferare di pagine con “Nerd” nell’intestazione che postano fotine arraffate in rete e poi, non solo non hanno mai visto Dott. Who, lecito ci mancherebbe, ma non ne hanno mai nemmeno sentito parlare fino all’altro giorno quando l’hanno incontrato per caso su Rai 4. Però la domanda mi sorge spontanea: “Ma tutti ‘sti Nerd che adorano TBBT, avranno capito da chi era vestito Stuart in quella puntata di TBBT?

Ovviamente no. Ma non mi interessa, ci faccio una risata al momento, ne sparlo sul blog o con gli amici dei soggettini di cui sopra, ma poi morta lì, ognuno ha il diritto di autodefinirsi come gli pare e piace.

Sì, perché il fondamentalismo Nerd non fa bene, come ogni altro fondamentalismo. Non è per niente nella cultura stessa della “categoria” questa chiusura verso l’esterno. A volte, al di là delle prese per il culo, fa anche piacere prendere per mano qualcuno e aprirgli un mondo, farlo uscire dal culto di Ken Shiro per fargli scoprire, chessò, Miyazaki. Insomma portarlo al proprio livello e ampliare i suoi orizzonti culturali.
Ovviamente non sto parlando di storia, geografia, letteratura, quelle materie dovrebbe gestirle la scuola, piuttosto far capire la differenza che c’è tra un film di Steven Spielberg e uno di Sam Raimi, ad esempio.

Ho usato la parola cultura due volte non a caso non a caso, perché ciò che rende Nerd non è solo il capire la battuta su Star Wars, la citazione di Star Trek, avere una conoscienza enciclopedica della cultura pop degli ultimi 30 anni o sapere da chi cacchio è vestito Stuart. Sarebbe anche un po’ ora di finirla di associare i Nerd a degli sfigati sociopatici che non si sanno comportare in mezzo alla gente. Conosco gente del genere che non ha mai letto un fumetto in vita sua.

Io mi ritengo un Nerd. Se uno mi dice: “Tappo due Terre”, capisco subito a cosa si riferisce. Ho letto “Player One” senza dover andare mezza volta su Wikipedia per capire di cosa stava parlando, probabilmente ho colto anche tutti i riferimenti indiretti a quel genere di cultura pop. Se Capitan Catarro mi chiede “Un pollo di gomma con la carrucola” rido per 20 minuti di fila. Se al compleanno o a Natale mi regalano un blu-ray sono felice, se mi regalano un maglione faccio un sorriso di circostanza e cerco di apprezzare almeno il gesto.

Però non sono asociale, se mi si porta ad una cena mondana riesco anche a mantenere una discussione normale su quasi qualunque argomento… a meno che non sia una cena tra sommelier, lì ho davvero difficoltà a reggere la serata… e non solo perché bevo.
Non sono nemmeno il sosia di Jabba the Hutt con i capelli, certo non sono nemmeno il sosia di Han Solo, diciamo che sono una decente via di mezzo tra i due. Ho anche avuto ragazze con le gambe al loro posto e dall’aspetto decisamente umano e piacevole, non gasteropodi giganti inguardabili.

Insomma sono Nerd e sono anche normale. La parte Nerd entra in gioco quando mi voglio divertire, quando guardo un film, quando leggo un fumetto o mi faccio una partita a Tekken. L’essere Nerd è la parte critica di me che mi spinge a non sorbirmi quello che mi piace come viene, ma a ragionarci sopra, capirlo, analizzarlo, sviscerarlo e infine decidere se è un buon prodotto oppure no… insomma rompere la minkia su una marea di roba.
Per il resto sono normale, cammino in mezzo ala gente senza l’alone viola intorno e senza la necessità di affermare la mia appartenenza al gruppo dei Nerd. Non vedo perché ghettizzarmi ed etichettarmi e, soprattutto, odiare i wannabe e i nerd dell’ultima ora, che ognuno faccia quel che gli pare, che si diverta come vuole. Se vuole, poi, scambiare opinioni, giuste o sbagliate che siano, venga pure qui sul blog a commentare i post, pure se non ha mai letto Alan Moore, pure se gli è piaciuto “Prometheus“, pure se è un nabbo che non sa cosa cazzo vuol dire: “fare un check sui riflessi con cd 15“.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"