C’è poco da dire: adoro Mark Millar e il suo modo di scrivere i fumetti.

Mark Millar è quello che ha scritto quel capolavoro di “Wanted“, ha reinventato i Vendicatori con gli “Ultimates“, ha scritto un fantastico ciclo di “Authority” in cui i supereroi metto in ginocchio il mondo e Batman e Superman in realtà si amano… anche se non sono proprio Batman e Superman.

Mark Millar ha una potenza nello scrivere che è ineguagliabile, quando hai un suo fumetto tra le mani scorre via che nemmeno te ne accorgi, “Oh, già finito?“. È tutto incentrato su personaggi e dialoghi, più che situazioni, anche se non manca mai l’azione cinematografica. Può non avere idee e fare solo un esercizio di stile come con “Nemesis“, o può omaggiare il Superman di Christopher Reeves e Richard Donner (anche se ormai ha rotto le palle ‘sto film) con “Superior“, ma appassiona sempre. Per quanto mi riguarda Mark Millar potrebbe scrivere una lista della spesa a fumetti rendendola appassionante.

Mark Millar ha anche scritto il primo, bellissimo, “Kick-Ass” e “Kick-Ass 2“, il seguito, di cui ho appena finito di leggere l’ultimo numero.

Il primo “Kick-Ass” è ambientato nel nostro mondo, un mondo dove i supereroi non esistono se non la cinema o nelle pagine dei fumetti.

Dave Lizewski, un ragazzo come tanti, si chiede come mai, con tutto questo parlare di eroi e supereroi, a nessuno sia mai venuto in mente di mettersi una maschera ed un costume e combattere il crimine come fa Batman, ad esempio. Invece di rispondersi: “Perché è una cazzata farlo“, decide di mettersi una muta da sub e diventare il primo vero supereroe in carne ed ossa e combattere il crimine per le strade: Kick-Ass.

Sulla sua strada, Dave, incontra Hit Girl e Big Daddy, due supereroi molto più addestrati di lui, e Red Mist, la sua nemesi.

Il fumetto spinge l’acceleratore sulla verosimiglianza delle situazioni: nel mondo reale veni pestato, accoltellato, mandato all’ospedale e se pesti i piedi ad un boss della malavita, come Frank Genovese, finisci pure ucciso senza tante trappole o giri di parole. Nel mondo reale capita che Big Daddy non sia un vero eroe, ma solo un ragioniere annoiato appassionato di fumetti, che ha addestrato la figlia come fosse una testa di cuoio, con il risultato di renderla un’assassina psicopatica. E La stronza ragazza che ti piace, invece di cadere ai tuoi piedi quando le confessi di essere il famoso Kick-Ass, ti prende per il culo e ti manda pure foto sul cellulare mentre si fa altri ragazzi.

Alla fine Big Daddy ci lascia le penne, Hit Girl salva Kick-Ass per un pelo e riesce a fargliela pagare a Frank Genovese, e Red Mist, il figlio di Genovese, giura vendetta, tremenda vendetta.

Kick-Ass 2” comincia dopo qualche mese dalla fine del primo ciclo: Kick-Ass si unisce ad un gruppo di supereroi, Justice Forever, formato da gente in maschera che, dopo gli avvenimenti del primo “Kick-Ass“, spunta come funghi.
Dave cerca anche di imparare seriamente a combattere da Hit Girl, la quale in teoria si sarebbe ritirata dalla lotta al crimine per volere del suo patrigno, ma sente ancora il richiamo “della guerra”.
Red Mist torna, solo che ora si fa chiamare Mother Fucker, e non è solo un nome in codice. Ha messo insieme una squadra di supercattivi per vendicarsi e mettere a ferro e fuoco New York. Dalla sua c’è Madre Russia, un ex Spetznatz senza scrupoli che ridefinisce la parola “cattivo senza scrupoli”.

Millar stavolta schiaccia l’acceleratore sulla violenza. Nel contestatissimo numero 4 fa compiere a Mother Fucker una serie di atti violenti e insensati, tra cui l’omicidio di un gruppo di ragazzini di 6 o 7 anni e la violenza carnale della stronza tipa di cui Kick-Ass, nonostante tutto, è ancora innamorato.

La violenza è abbastanza gratuita, non ha altro scopo di far vedere la cattiveria del villain di turno e a far sembrare leciti le ritorsioni dei “buoni” alla fine del fumetto.
Conclusione, per altro, non particolarmente incisiva, lascia piuttosto perplessi e che, ovviamente, apre la strada alla terza e, forse, conclusiva parte della saga di “Kick-Ass“. Dopo aver letto, ovviamente, lo spin-off Hit Girl che narra le vicende di Mindy dalla fine del primo ciclo all’inizio del secondo.

Mark Millar, per quanto mi piacciano i suoi toni duri e senza freni, forse ha leggermente esagerato questa volta. C’è una regola non scritta che dice che un “cattivo” può essere perdonato finché non uccide un cane o un bambino. Qui Mother Fucker fa entrambe le cose, nel giro di poche pagine, in un modo assolutamente cruento.

La cosa che dà da pensare, però, è che i bambini uccisi, con tanto di crani aperti e pezzi di cervello che volano, si vedono senza censure. Stessa cosa per l’assassinio del cane. Lo stupro invece è solo accennato. Si vedono gli istanti prima e le conseguenze, durante tutto “l’atto” viene mostrata Madre Russia che fa fuori a colpi ti mitra qualche poliziotto.
Non fraintendetemi, non voglio dire che avrei voluto vedere lo stupro, per carità, però è impossibile non notare come l’omicidio e il sangue siano ormai stati sdoganati completamente. Non c’è censura, tutto è lì nelle vignette. Non sto facendo un discorso su quanto sia giusto o meno censurare o sul fatto che sia giusto o no mostrare certe cose, ma sul fatto che non ci siano più remore a mostrare la violenza estrema e che essa non faccia più effetto.

Lo stesso vale per il finale: lo scontro tra Madre Russia e Hit Girl, che è ancora una bambina, è di una violenza assoluta, con una conclusione atroce, mentre quello tra Kick-Ass e Mother Fucker è più comico che altro.

Ormai la violenza gratuita è accettata da tutti e si può mostrare liberamente, mentre il sesso è ancora “vittima” di tabù un po’ ovunque. Ripeto, non volevo vedere anche lo stupro, è solo una riflessione sul fatto che, in questo caso, Millar poteva risparmiarsi e risparmiarci l’omicidio dei bambini, si sarebbe capito lo stesso che Mother Fucker era un… uhmmm…. figlio di puttana.
Mi sento tanto uno del MOIGE in questo momento.

Cambiando discorso, parliamo dei disegni. John Romita Jr. non è uno dei miei disegnatori preferiti. A volte mi piace, altre volte no, nei 2 “Kick-Ass” francamente mi piace molto. Il suo disegno un po’ spigoloso, i nasi da pugile di tutti i personaggi, calzano a pennello nella saga, Soprattutto in “Kick-Ass 2“, vuoi anche grazie alla complicità degli incostri e i chiroscuri di Tom Palmer e ai colori di Dan White (sembra uno scherzo) che donano tridimensionalità alle figure nelle vignette.

Come per il primo ciclo anche da “Kick-Ass 2” trarranno un film, che stanno girando in questi giorni.
Aaron Taylor-Johnson torna nei panni di Dave/Kick-Ass, Chloë Moretz in quelli di Mindy/Hit Girl, Christopher Mintz-Plasse in quelli di Chris Genovese/Mother Fucker e si aggiunge al cast Jim Carrey nel ruolo del Colonnello Stars And Stripes.

Alla regia ci sarà Jeff Wadlow, mentre Matthew Vaughn si limita a produrre.

Come il primo film anche questo sarà molto edulcorato e non ci sarà tutta la violenza gratuita del fumetto. Se per il primo film non ero d’accordo sui tagli e i cambiamenti, in questo secondo sono più propenso ad accettarli, va bene la violenza e la libertà di espressione, però deve essere finalizzata e comunque giustificata, altrimenti, che senso può avere?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"