Spesso nel blog ho parlato di serie Tv ad alto tasso nerd.

Serie Tv cult per il nerdoverso come “Firefly“, dai contenuti fantescientifici. Oppure dal contenuto nerd, come la prematuramente estinta “The Middleman“, le cui citazioni non erano proprio alla portata di tutti, ma solo per chi mastica un certo tipo di cultura pop.

Oggi volevo parlare di un’altra serie ad alto tasso Nerd: “The IT Crowd

“The IT Crowd” è una serie inglese andata avanti per 4 stagioni, dal 2006 al 2010. Ogni stagione è composta da 6 puntate ognuna, 24 episodi tondi tondi ognuno della durata di 20 minuti. Sono come le ciliege, uno tira l’altro, se non si sta attenti in un week end si finiscono tutti.

La storia narra di Jen, una insicura ma ambiziosa ragazza londinese, che, mentendo al colloquio di lavoro, si trova a capo del reparto IT delle Reynholm Industries, ambigua multinazionale della quale non si capisce lo scopo e come produca fatturato.
Jen viene nominata Relationship Manager e sbattuta nel seminterrato, dove risiede il reparto IT, composto da Roy, un nerd irlandese ingenuo e con una grossa propensione a finire nei casini, e Moss, un genio dei computer dalle scarse capacità relazionali.
I tre si troveranno ad affrontare situazioni paradossali e al limite dell’assurdo scatenate dalle loro manie e dal loro modo di fare, spesso al limite dell’umano buon senso.
A completare il quadro ci sono una serie di comprimari assolutamente esilaranti come Richmond, l’emo-goth-depresso, ma forse quello con più senso logico di tutti, e i due Reynholm, padre e figlio, strafottenti padroni della ditta che si succederanno durante le stagioni.

Senza ombra di dubbio è uno dei telfilm più esilaranti che mi sia capitato di vedere. Ho riso molto di più, e con più gusto, con le 24 puntate totali di “The IT Crowd” che con “The Big Bang Theory” in (quasi) 6 stagioni da 24 puntate puntate l’una.

Il punto forte di “The IT Crowd” sono sicuramente i personaggi. Moss su tutti, con la sua pettinatura che sembra uscita da “La Rivincita Dei Nerd“, e la sua faccia impassibile davanti a (quasi) tutto che gli capita è il mattatore della serie, ha le gag più comiche e meglio riuscite. Merito soprattutto dell’attore: Richard Ayoade. Solo lui avrebbe potuto dare vita a Moss, infatti è stato chiamato a fare Moss nel remake americano di “The IT Crowd” (miseramente naufragato in una stagione) e ora apparirà al cinema nella nuova commedia “Vicini del Terzo Tipo” accanto a gente come Ben Stiller, Vince Vaughn e Jonah Hill.

Ma i personaggi non sarebbero nulla senza una buona scrittura a supporto e per fortuna “The IT Crowd” è scritto meravigliosamente bene, riesce a riassumere solo i tic universali della società moderna. Il rischio di fare una serie ad appannaggio solo degli inglesi era molto alto, ma fortunatamente gli autori usano un linguaggio e una caratterizzazione di facile esportazione. Chiunque, nel mondo occidentale, si può riconoscere in una o più manie di Roy, Jen o Moss e riderne. Se poi si conosce qualcuno che lavora nel reparto IT, oppure si ha avuto a che fare almeno una volta con il reparti IT della propria ditta, l’effetto esilarante è amplificato. Se invece si è nerd si rischia di soffocare dalle risate come è successo a me.
Le citazioni al mondo nerd sono tantissime, dalle magliette di Roy, alle battute di Moss, all’ignoranza di Jen. È divertente anche riconoscere i poster e i pupazzetti disseminati per l’ufficio di Roy e Moss, o anche i fumetti che ogni tanto Roy legge.

Un plauso va sicuramente fatto alla televisione inglese che ultimamente sta sfornando serie tv degne di nota. “Sherlock“, per citare la migliore, ma poi ci sono anche “Jekyll“, “Misfits” (le prime 2 stagioni ovviamente), “The Game Of Thrones“, fino a  questo “The IT Crowd“. Fondamentalmente hanno azzeccato la formula, non che ci volesse uno scienziato: serie brevi, di poche puntate, che valorizzano le idee e le sceneggiature. Le serie lunghe, come quelle americane, per quanto tengano compagnia, hanno sempre il problema della carenza di idee, spesso si incappa in puntate riempitive messe lì per arrivare ai 21- 24 episodi a stagione. Le serie brevi, a mio avviso, sono sempre le più efficaci. Non a caso tutte le serie tv migliori hanno poche stagioni che durano poche puntate.

The IT Crowd“, per concludere, la consiglio fortemente, anche a chi si sta stufando di “The Big Bang Theory” (come dar loro torto), ovviamente andrebbe vista in lingua originale per essere apprezzata appieno.

A proposito, non è che qualcuno di voi sa per cosa sta “IT“?

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"