Qualche tempo fa avevo scritto un post sulla DC e il rapporto problematico che ha con il cinema. Le cose non sono cambiate molto, è ancora all’inseguimento della Marvel con il disperato tentativo di portare nelle sale cinematografiche la Justice League e cercare di replicare il risultato di “The Avengers“.

Mentre i cervelloni DC e Warner son lì che si sbattono e cercano di decidere come fare sto benedetto film, in televisione è uscito “Arrow“, telefilm su Freccia Verde “eroe minore” e politicamente schierato, come molti eroi DC.

Dopo il successo, finito in bimbominkiata, di “Smallville“, che è durato la bellezza di 11 stagioni, e i flop di “Wonder Woman” e “Mercy Reef“, che sono durati la bellezza di un episodio pilota, il secondo era uno spin-off di “Smallville” su Acquaman, in molti aspettavano questo “Arrow“.

Sinceramente io ero curioso, ma non troppo. Mi aspettavo uno “Smallville 2“, così ho aspettato un po’ per vedere gli episodi, ma sabato sera, complice un utente della nostra pagina di Facebook, Alessio B., e il nostro admin Sheldon, mi sono deciso a vederlo… sparando 4 episodi da 40 minuti in una sera.

Voi che dite, mi sarà piaciuto?
Continuate a leggere, però siete avvertiti, ci potrebbero essere degli spoiler sulle prima 4 puntate, quindi chi le ha viste continui tranquillo, gli altri sono avvertiti.

Devo essere sincero non sono un fan di Freccia Verde. Le uniche volte che ho letto di lui è quando è capitato in un altra serie come comprimario. È un personaggio che non mi ha mai affascinato più di tanto e che non ho mai approfondito.

Arrow” è la versione attualizzata di Oliver Queen. Ne ripercorre i passi originali contestualizzandolo in una serie di telefilm. C’è il naufragio dello yatch e il successivo arrivo su quest’isola misteriosa in cui apprende le tecniche del tiro con l’arco, l’autodifesa personale e il parkour, che non fa mai male e in video rende bene.

Il tono del telefilm è molto più dark che non nel fumetto, ad esempio hanno trasformato Freccia Verde da questo:

Quella dietro è Dinah “Laurel” Lance, alias Black Canary

A questo:

Un po’ più figo… che a farlo con il cappellino con la piumetta, il pizzetto alla Errol Flynn e la calzamaglia, poi qualcuno si metteva a ridere.

I personaggi del fumetto ci sono quasi tutti, ovviamente ottimizzati per renderlo meglio ai profani dei comics e comunque strizzare l’occhio ai fans. Quindi troviamo Dinah “Laurel” Lance, come ex fidanzata pluricornuta di Oliver che per ora non è Black Canary e nemmeno bionda, Robert Queen, che nel telefilm è il padre e non il figlio di Oliver. La città è stata cambiata da Star City a Starling City.

Nelle prime 4 puntate fanno anche la loro comparsa due villain classici della DC, come China White

Interpretata da quella gnocca di Kelly Hu (quella del Philadelphia) con un inguardabile parruccone biondo platino.

E Deadshot

Interpretato da Michael Rowe con un monocolo rosso gigantesco che se l’avessero fatto un po’ più piccolo sarebbe stato meno ridicolo perfetto.

Poi ci sono vaghi indizi che indicano la presenza di altri personaggi tipo

Ma proprio vaghi, eh… chissà che nella quinta puntata non ci mettono Deathstroke… così azzardo.

La serie è molto piacevole, arrivi alla fine della puntata che sei incuriosito di vedere quella successiva, nonostante le minkiate classiche delle serie Tv si sprechino. Gli sceneggiatori però sono stati molto furbi nel mettere in scena Arrow.

Stephen Amel, nella parte di Oliver Queen/Arrow ci sta bene, è fisicato e molto atletico, fa un paio di cose, nel corso delle puntate, davvero notevoli e senza usare controfigure, tipo gli inseguimenti in stile parkour, qualche acrobazia, prove di forza fisica che son difficili da spiegare e che a vederle viene da dire: “Io non ce la farò mai!“, mentre la tipa sospira seduta accanto a te. Peccato che quello sguardo da duro, che rende perfettamente quando è incazzato, si trasformi in uno sguardo da pesce lesso quando deve recitare quel minimo sindacale per mandare avanti la storia.

Storia che, come dicevo, in modo molto furbo ricorda vagamente Batman, ma proprio vagamente. Oliver Queen molto ricco, ma questo lo era anche nel fumetto, si trova una ex-fabbrica di famiglia abbandonata e ci costruisce la Arrow-Caverna con i supercomputer, la palestra per gli allenamenti, ci fabbrica le frecce. Frecce di tutti i tipi: con il registratore vocale, con le punte incendiarie, con il rampino, con il modem, con la penna usb, con la carrucola per scappare, con la liana per scappare come l’Uomo Ragno ecc… ecc… Ovviamente le frecce multiuso le ha sempre avute nei fumetti, ma è arrivato in televisione dopo “The Avengers” quindi, per la massa bovina che guarda il telefilm senza sapere niente di fumetti, sarà un’imitazione di Occhio di Falco.

I combattimenti corpo a corpo sono fatti bene. Le sparatorie un po’ meno. Essendo il protagonista, Arrow ovviamente non può morire, ma alla quinta sparatoria, in quattro puntate, senza che venga sfiorato nemmeno da un proiettile viene il dubbio che gli scagnozzi del cattivo di turno siano ciechi o che non abbiano mai preso in mano una pistola.
Poi bisognerà vedere come è riuscito a riempire La Lista che si porta dietro e come mai, visto che anche altri la conoscono, nessuno di quelli presenti cerchi di mettersi al riparo quando vede altri nomi sparire o finire male. Basta che non diventi un telefilm con la lista della spesa da far fuori ad ogni puntata.

Però sono fiducioso nello sviluppo e son dsposto a chiudere un po’ più di un occhio su certe cose, basta che mantengano il livello qualitativo delle prime 4 puntate per tutto il resto della stagione. Personalmente sono molto soddisfatto di questa nuova serie e continuerò a seguirla, sperando che per i prossimi progetti la DC adotti lo stesso approccio. E che non faccia troppi casini con il film della Justice League, che già devono cambiare Batman e la gente si chiederà perché, se poi abituano tutti a questo Green Arrow e lo cambiano, la gente impazzirà… o forse è proprio per questo che si chiama solo “Arrow“?

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"