Mattina di ottobre. Una mattina come tante altre. Mi alzo, fluttuo in bagno, mi lavo i denti, esco per andare a scuola. Come sempre. Ma la tragedia è dietro l’angolo.
Svolto in una via e mi trovo davanti un qualcosa di assurdo. Ricordo, siamo ad ottobre.

Mi trovo davanti, illuminato da gentili faretti, dietro una vetrina lustra, un enorme, gigantesco, mastodontico albero di Natale infiocchettato a dovere.

Sono io che sono così svampita da non essermi accorta che siamo a dicembre.. o c’è qualcuno qui che è in netto anticipo?
Ogni anno è sempre la stessa storia. Abeti che spuntano come funghi dopo le prime pioggerelline di fine ottobre. Festoni che invadono i centri commerciali. Giornali che inneggiano alle offerte natalizie.
Amici? Siamo ad ottobre, non alla Vigilia. Controllate il vostro entusiasmo.

In quest’anno particolare, poi, i negozianti hanno dato il meglio. Si sono iniziati a vedere Babbi Natale e pupazzi di neve ripieni di tanto di quel cioccolato da passare le feste a farsi lavande gastriche una dietro l’altra ancora prima di Halloween. Da una parte i fantasmi fluttuavano e le streghe ghignavano, dall’altra Rudolph si lucidava gli zoccoli. Ma vi sembra sensato?
Chi ha tempo non aspetti tempo. Mai detto fu più azzeccato.

Babbo Natale sta arrivando! Preparate le pistole ad acqua!

Quel che voglio dire è: perché?
Perché devo vedere panettoni e pandori a metà novembre? Perché devo vedere scritte d’auguri e di buone feste quando abbiamo appena passato il ponte di Tutti Santi? Perché, perché, perché? A saperlo.

Sarà che, anche se son giovincella, in realtà sono vecchia inside, ma questo genere di cose proprio non le reggo.
Sono una cinica bastarda a cui piace far festa quando è ora, non due mesi prima. Vi sembra che chieda tanto? Perché se è così, vado a fare un biglietto di sola andata per Alpha-Centauri. Vediamo se Rudolph mi raggiunge anche là.

Comunque, tornando a noi. Personalmente trovo orridi i Babbi Natale scalatori. Quelli che appendi per il collo al balcone, avete presente? Quelli che il bambino, anima innocente, guarda e pensa: “Ma sto Babbo Natale è proprio babbo. Di questo passo, a me, che abito all’ottavo piano, arriverà a Pasqua!
E questo non me lo sto inventando. Chiacchierando con il mio fandom (ebbene sì, ho un fandom di bambini di dieci anni. Il motivo? Vado al parco a studiare e a pontificare su argomentini come l’Orlando Furioso, la tragedia greca, il sempre amato Cicerone e cose così. E loro ascoltano… dolci cuori.) mi sono pervenute queste osservazioni. Argute, per dei bimbi di dieci anni.

Un’altra cosa che trovo insopportabile sono gli alberelli canterini. Avete presente quegli abetini alti quanto e forse più di Brunetta che quando ci passi davanti si mettono a berciare stonatissime canzoncine natalizie? Ecco, quelli.
Ho avuto a che fare con quegli aggeggi infernali giusto l’anno scorso. Ora, immaginatevi la scena. E’ notte, la casa è silenziosa. Mi alzo, rintronata al massimo, per andare a bere. Passo davanti all’alberino, acquisto sciagurato di mia madre. Ora, solitamente lo spegnevamo. Ma, quando ci sono passata davanti, il dannato si è acceso di colpo e si è messo a strillare come una sirena. Se non mi è venuto un infarto quel giorno, non mi verrà mai più. I miei, svegliati dalle canzoncine steccate, mi hanno trovata artigliata al soffitto. E tanti auguri di buon Natale.

Finirà che il Natale diventerà un giorno come un altro, che ne avremo fin sopra i cappelli (rossi con i pon pon bianchi, of course) di festoni, fucileremo a vista gli alberini canterini, faremo indigestione di pandori ben prima del previsto e vedremo luminose scritte d’auguri anche a Ferragosto.

Con buona pace di Rudolph, che dovrà lavorare tutto l’anno e non più solo una notte.

Trillian Astra

Scritto da: Trillian Astra

Era una ragazza strana. Alla voce "hobby" c'era scritto "autopsie".