Se non conoscete Zerocalcare ci possono essere solo quattro motivi:

– Non avete internet. Al che mi chiedo cosa ci fate su questo blog.

– Fino ad ora siete vissuti sul fondo di Bikini Bottom insieme a Sponge Bob. Dentro una cassaforte.

– Siete Alieni e ci state invadendo. In questo capisco che di sapere chi sia Zerocalcare non ve ne possa fregare niente.

– Non usate Facebook, non leggete blog e non seguite i fumetti. Qui mi chiedo la stessa cosa del primo punto: cosa ci fate su questo blog?

In ognuno di questi casi vi spiego io chi sia Zerocalcare: è semplicemente la rivelazione del mondo del fumetto italiano 2012. Ha un blog, che gli ha donato tutto questo successo, e due libri all’attivo che hanno venduto qualcosa come trentaseimila copie. Lo stand della Bao Publishing, suo editore, all’ultimo Lucca Comics è stato preso d’assalto e il suo ultimo libro “Un Polpo Alla Gola” è stato quello più venduto in assoluto alla fiera.

Andiamo a conoscere insieme Zerocalcare.

Al secolo Michele Rech, Zerocalcare, si è fatto strada nella scena del fumetto underground romano, facendo la gavetta attraverso i soliti canali, quali: fanzine, piccole pubblicazioni, locandine per gruppi punk della scena romana ecc… ecc…

Nel 2011 Makkox, usmando le potenzialità di Zerocalcare, gli produce il primo libro: “La Profezia Dell’Armadillo“, di cui parliamo dopo. Nel novembre dello stesso anno, Michele, apre il suo blog dove pubblica, a cadenza quindicinale, un paio di tavole che raccontano una storiella di vita vissuta. Da quel momento è il successo assoluto: migliaia di condivisioni su Facebook, centinaia di commenti alle sue storie, tutti lo leggono, tutti lo adorano.
Il suo primo libro vende per 4 ristampe consecutive e, la quinta, viene pubblicata anche da Bao Publishing in versione colorata a 8 bit.
Tutto questo è molto più di quanto vendano i fumetti in Italia in generale e più di quanto vendano autori più blasonati di lui.

Il segreto del successo di Zerocalcare è piuttosto semplice: linguaggio diretto e semplice, comicità di facile comprensione, riferimenti continui alla cultura pop degli anni ’80 e ’90, come personaggi dei cartoni e di film, e soprattutto parla di cose che gli capitano nel quotidiano, cose che capitano più o meno a tutti, parla dei dubbi, paure e paranoie quotidiane, universali. Insomma tutto facilmente riconoscibile e con cui ci si può identificare.

In effetti le sue due paginette sono divertenti, mi fanno sorridere, a volte di più, altre di meno. Un paio di volte ho addirittura riso.

Per curiosità mi sono comprato i suoi libri, prima “La Profezia Dell’Armadillo“, poi “Un Polpo Alla Gola“, uscito a ridosso di Lucca Comics 2012.

C’è una regola non scritta che dice che, quando si sceglie un libro, bisogna diffidare del fatto che il nome dell’autore sia stampato più grande del titolo. Evidentemente la casa editoriale tenta di vendere l’autore più del contenuto del libro. Sembra una stronzata, ma spesso mi sono accorto quanto sia vera questa regola.

La Profezia Dell’Armadillo” è stato il primo libro di Zerocalcare. In poche parole è una raccolta delle storielle simili a quelle che pubblica sul blog, non le stesse ovviamente, tenute insieme da un sottile fil rouge che porta fino alla fine del libro. Un fil rouge così flebile che se si soffia sopra le pagine si cancella, ma che serve a dare un facile pugno allo stomaco finale.
A volte le storie contenute nel libro fanno sorridere, per la maggior parte del tempo annoiano. Invece funzionano molto bene sul blog, prese a piccole dosi, una volta ogni due settimane quelle storielle sono perfette, tutte insieme stufano.
È un po’ come vedere Zelig, uno sketch fa anche ridere, una puntata intera è troppo.

Lo stile di disegno è molto accattivante e personale. È un finto trasandato e casuale, con le ombreggiature sbavate, il lettering impreciso che è parte integrante dello stile di disegno, i bordi delle vignette tutti storti. È senza dubbio il punto di forza di ZC (come lo chiamano gli amici), semplice, efficace ed evocativo. Una ricercatezza mascherata da tratto veloce.

De “La Profezia Dell’Armadillo” volevo parlare mesi fa, ma ho preferito aspettare il secondo libro per avere un’idea più chiara e non buttare lì delle opinioni che sarebbero potute essere più complete e meglio ponderate.

Così ho preso e letto “Un Polpo Alla Gola“.
Per sua stessa ammissione, Zerocalcare, dice che sarebbe dovuto essere un mistery, che poi si è evoluto in una storia sul senso di colpa. Un po’ banale, a dirla tutta, ed è palese che la storia cominci in un modo e si modifichi in altro. Non è un demerito, solo, forse, l’indizio principale che quando ha cominciato a scriverlo, probabilmente non aveva le idee chiarissime.
L’Armadillo non c’è stavolta, ma è sostituito da tutta una serie di personaggi che ne fanno le veci. C’è David Gnomo come coscienza, Darth Vader e He-Man al posto del diavoletto e dell’angioletto consiglieri e tutta la serie di riferimenti pop tipici dei suoi fumetti. L’assenza dell’Armadillo potrebbe far pensare ad una maturazione, in realtà è sempre più o meno la stessa roba
Con “Un Polpo Alla Gola” si ride meno, molto meno, si sbadiglia un po’ di più e c’è sempre il facile pugno allo stomaco finale covato per tutto il racconto.
Sinceramente mi aspettavo molto di più, mi son detto: “Dopo il primo libro di riscaldamento, ora ci sarà una storia degna di essere letta.
Purtroppo una volta finito la prima frase che mi è passata per la testa è stata: “Embeh? Tutto qui?

Per fortuna almeno i disegni si sono mantenuti allo stesso livello.

Ovviamente le recensioni su internet si sperticano in lodi, sia dai critici, che dai colleghi, soprattutto dagli amici, sia quelli veri, sia quelli che vorrebbero esserlo.
E sopratutto dal pubblico che tiene “Un Polpo Alla Gola” in cima alle classifica di vendita dei libri, non solo del settore comics, di Amazon.

A me, personalmente, i libri non son piaciuti molto, come forse si è già intuito. Riconosco i meriti di Zerocalcare: ha superato quel confine invisibile che divideva lettori di fumetti, dai non lettori di fumetti, portando questi ultimi a leggere quello che non hanno mai letto prima, cosa che fino ad oggi era riuscita a pochi nomi di primo piano.

Il prossimo libro non so se lo prenderò. Potrei farlo se Zerocalcare cambiasse qualcosa, se arrivasse uno sceneggiatore di un certo peso a dargli una mano con la storia e a indirizzarlo su una via migliore, più matura, mettendo i bei disegni al servizio di qualcosa che meriti di essere letto e che alla fine rimanga.
Certo, i cambiamenti scontenterebbero i fan che son contenti di avere tra le mani quello che hanno e che si aspettano che sia. Fa niente se si prevede la battuta cinque vignette prima, ridono lo stesso, perché, oh, è Zeroclacare, è un genio!

Non ho idea se lo sia veramente, per me la parola “genio” ha ancora una certa valenza, nonostante sia ormai usata per tutto e tutti. Vero è che Zerocalcare vende tanto, in un panorama fumettistico italiano tragicamente impantanato, e la sua scommessa di sicuro l’ha vinta. E, come si sa, chi vince, chi vende in questo caso, ha ragione, sempre.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"