Qui a Milano oggi è festa. Meno male, oserei dire, almeno mi riposo un po’ dagli sforzi di questa settimana che mi è sembrata infinita.

Non so se vi capita mai, ma io spesso non riesco a dire no quando dovrei. Mi viene fatta una richiesta e io: “Sì, va bene!” e subito dopo, me ne pento e vorrei aver tenuto la bocca chiusa… vorrei tanto lo Sparaflash in questi casi.
Specifico, non sono uno Yes Man, sono solo impulsivo, un po’ testa di cazzo e se uno mi sta simpatico è difficile che gli dica di no, ovviamente fino a che non fa qualcosa per cui poi comincia a starmi sulle balle e allora comincia a subire sonori “No!” e non lo cago più.

Solo che a dire “Sì!” a volte mi trovo invischiato in situazioni da cui poi è impossibile sganciarsi, per quanto vorrei farlo, tipo al lavoro, mi trovo sommerso di robe da fare e pochissimo tempo per farle… e anche nessuna voglia di farle.

Questa è una di quelle situazioni. Ho detto “Sì, dai ,va bene” e ora vorrei non averlo mai fatto.

È quasi Natale. È nell’aria, l’atmosfera natalizia è stata alzata a palla e ci siamo immersi dentro. La sentite?

È impossibile non sentirla. Gli addobbi e le luci colorate sono stati appesi e accesi da metà ottobre. I balconi sono tutti un fiorire di patetici Babbi Natale che si arrampicano. I centri commerciali sono strapieni di gente che vaga disperata da un negozio all’altro in cerca di qualche stronzata da regalare che costi poco, ma sembri che costi tanto, che sennò ci fai la figura del pezzente. Le tangenziali sono piene di giorno e di notte, l’orario di punta sono tutte e 24 le ore della giornata.

Come al solito, a Natale, le ditte organizzano un rinfresco, la festicciola, un aperitivo per festeggiare il Natale, distribuiscono i panettoni del Lidl in confezioni colorate che così non sembrano quelli del Lidl finché non li assaggi e sanno di cartone.

Tre settimane fa, mentre ero in pausa caffè, la parte più importante della giornata lavorativa, sono inciampato in un discorso di musica, di chi suona cosa, tra miei colleghi. Visto che inciampando ci sono caduto dentro, ho detto che anche io suonavo la batteria.

Sarà che l’italiano è una lingua che va interpretata, ma il mio “Suonavo la batteria” significa che sono circa 17, 18 anni che non tocco una bacchetta.

Così mi sono trovato a essere il batterista nel gruppo organizzato al lavoro per la festa di Natale di quest’anno che si tiene lunedì 17.

C’è stato poi un fitto scambio di mail per decidere i pezzi da fare e martedì scorso abbiamo cominciato a provare.

17 anni senza toccare uno strumento complesso come la batteria, significa che non mi ricordo una beata cippa di niente di come si suona. O meglio, nella mia testa so fare tutto, ma una volta seduto dietro la batteria mi sembra di suonare con il corpo di un altro.
Martedì le prove sono state una tragedia, andavo fuori tempo, dopo gli stacchi attaccavo in levare e non in battere, in 4 ore di prove siamo riusciti a fare un pezzo solo dall’inizio alla fine. Tornato a casa volevo impiccarmi.

Mercoledì ho accennato al fatto che non me la sentivo di suonare, ma il mio capo mi ha minacciato di non darmi più ferie fino alla fine dei miei giorni. Quindi sono spacciato. Mi sono sentito a oltranza i pezzi che dobbiamo fare, cercando di mandare a memoria almeno il tempo, gli stacchi essenziali e più o meno la dinamica dei vari pezzi.

La scaletta è drammatica, per uno che non suona:

Knocking On Heavens Door – Guns ‘N’ Roses

Little Wing – Sting

Ci Sarai – Francesco Renga

Ho Imparato A Sognare – Negrita

Mustang Sally – The Commitments

Aeroplane – Red Hot Chili Peppers

Under The Bridge – Red Hot Chili Peppers

Time – Pink Floyd

Money For Nothing – Dire Straits

Nu Me Scuccià – Pino Daniele

Yes I Know My Way – Pino Daniele

Roadhouse Blues – The Doors

The Power Of Love – Huey Lewis And The News… sì, quella di “Ritorno Al Futuro

12 pezzi, erano partiti più altri unplugged dove io non suono come “More Than Words” degli Extreme.

C’è da dire che gli altri miei colleghi che suonano con me sono tutti bravissimi, suonano da un fottio di anni, hanno gruppi, fanno concerti, Cd e tutto il resto, io sono l’unica pippa… allo strumento più importante.

Ieri, giovedì, abbiamo fatto la seconda prova. È andata un po’ meglio, siamo riusciti a farne qualcuno dall’inizio alla fine in modo abbastanza decente. Mi sono anche divertito, mi è passata la voglia di impiccarmi, ma mi fanno male i muscoli del braccio destro, con cui tengo il tempo, e la mano non riesco a chiuderla bene… “The Power Of Love” mi ammazza.

Ovviamente per un batterista allenato saranno facilissimi da fare, per me non più…

Ci rimangono ancora 2 prove, martedì e giovedì prossimi. Recuperare 17 anni di inattività in 4 sessioni di prove è un’impresa titanica…

La prossima volta che mi verrà chiesto di fare qualcosa prima di rispondere penserò a Padre Maronno e al suo monito: “E se poi te ne penti?!

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"