Natale si avvicina a grandi passi, mancano solo 12 giorni.

Come tutti sanno Natale è la grande festa del consumismo sfrenato: si mangia oltre ogni limite umano, si è forzatamente felici, si vedono i parenti che non caghi da una vita e ci si scambiano i regali. Forse una volta aveva altre origini e motivazioni, ma ora è qui che siamo finiti.

La cosa peggiore, oltre a essere costretti a vedere i parenti che in genere si tenta di evitare, sono proprio i regali. Sceglierli, comprarli, girare per negozi, immergersi nel gregge di gente che sta facendo la stessa cosa. Insomma uno sbattimento assurdo per fare qualcosa che, ammettiamolo, non abbiamo nessuna voglia di fare.

Quindi, vediamo come si potrebbe limitare al minimo il problema con delle pratiche soluzioni.

Sono dell’idea che i regali a Natale bisognerebbe farli solo ai bambini. Almeno finché non scoprono che Babbo Natale, quel simpatico e gioioso ciccione, rubicondo vecchietto inventato dalla Coca Cola quasi un secolo fa, non esiste.

Purtroppo però, per convenzione sociale, non possiamo limitarci a farli solo ai bambini, ci tocca farli anche ai parenti e agli amici.
Qui si scatena la vera tragedia: cosa regalo?

In questi tempi di magra fare i regali potrebbe essere un vero problema, visto che giustamente nessuno vuole spendersi tutto lo stipendio in regali.
La cosa più logica da fare è scremare: decidere a chi fare il regalo e chi lasciare fuori. Dopo di che bisogna riuscire a trovare un dono che possa piacere a chi lo riceve e possibilmente che costi poco, ma senza farci sembrare dei barboni che sono andati al risparmio.

Vediamo come si potrebbe fare a soddisfare tutti i requisiti.

Innanzitutto, visto che quest’anno ne abbiamo l’occasione, cominciamo a comprare i regali dal 22 dicembre. È una mossa furba perché, se i Maya avessero ragione, non avremmo perso un sacco di tempo e soldi in roba che poi non serve a nessuno.

Seconda cosa, scegliere a chi fare il regalo e a chi no.
La cosa più pratica è parlare agli amici. Con un po’ di nonchalance e dissimulando le vere intenzioni, si potrebbe portare il discorso sul Natale, lamentarsi un po’ dei pochi soldi, dello sbattimento di scegliere i regali e dire una roba del tipo: “Oh, sai cosa? Quest’anno non regalarmi niente, non mi importa… anzi, per non metterti in imbarazzo, non ti regalo una ceppa nemmeno io, contento?“, se ci giochiamo bene le carte l’amico penserà che gli siamo andati incontro e sarà pure contento di non ricevere un regalo.

Altro metodo è negarci. Ogni volta che veniamo invitati a una cena o un incontro prenatalizio, dove sappiamo bene che dovremo scambiarci i regali, diciamo che siamo impegnati e rimandiamolo dopo le feste. Si sa, passata la festa gabbato lo santo.
Occhio alle scuse che inventiamo. Ricordiamoci che possiamo avere un massimo di 4 nonni da far star male sotto il periodo natalizio. Prendiamo nota di tutti i parenti che diciamo che andremo a trovare, prima di fare confusione e contraddirci. Informiamoci anche bene su chi ci sarà alla festa prima che a uno diciamo che siamo dalla zia e all’altro dalla nonna.
Se millantiamo viaggi o robe del genere, poi non dobbiamo rispondere al telefono di casa, collegarci a Skype o Facebook in modo invisibile ecc… ecc… dobbiamo rendere le cose credibili.

il peggio però sono gli amici più facinorosi, quelli del regalo o morte!
Con quelli non ci sono discorsi o raggiri che tengano, loro il regalo lo devono fare per forza, cadesse il mondo. In questo caso la roba più pratica da fare è litigarci prima di Natale, poi fare pace dopo il 9 gennaio, per essere marginati.
Però dobbiamo scegliere il giusto tempismo, se ci litighiamo troppo sotto Natale, quando chiameremo al telefono l’amico per scusarci, potrebbe succedere una cosa del genere:

Ciao Gargiulo, sono Chreddy. Senti, ti volevo dire che sono stato davvero uno stronzo, guarda… Ci ho riflettuto molto e potevo risparmiarmela quella scenata per un’idiozia da niente… spero che non ce l’hai con me e possiamo andare a berci una birra…

Ma no, Chreddy, figurati. So che sei fatto così, ogni tanto sbrocchi. Ti volevo chiamare anche io per fare pace… e poi volevo vederti perché prima di litigare ti avevo preso il regalo di Natale e vole…

Figlio di puttana, non farti più sentire!… Tut… Tut… Tut…

Pronto?… Chreddy?… Che stronzo che è…

Così abbiamo perso un amico per sempre e in più vivremo il resto della nostra vita con l’ansia di non sapere cosa ci aveva comprato Gargiulo.

In ogni caso è più facile trovare il regalo per le persone che più ci stanno vicine. Quando siamo costretti a farlo a qualcuno che non conosciamo bene è sempre un problema. Ovviamente la cosa è reciproca.
Questo sempre se il rapporto non è di lunga data, perché in quel caso le idee le abbiamo finite. La cosa migliore è stare attenti a quando la persona che ci sta vicino dice le fatidiche parole: “Sai mi piacerebbe…“. Prendiamo appunti, segniamoci tutto quello che piacerebbe, perché la magia del Natale opera misteriose cancellazioni di memoria e ci troveremo sempre a spaccarci il cervello cercando di ricordarci una delle ventordicimila cose per cui ha detto “Mi piacerebbe…“. Le uniche che rimarranno nelle nostre menti affannate a scavare nei ricordi, saranno solo cose costosissime, dai 700 € in su.

Poi, diciamocelo sinceramente, la storia de: “L’importante è il pensiero” vale più per noi verso gli altri, che non gli altri verso di noi.

Quindi alleniamoci a mantenere il sorriso e manifestare un misto di gioia e stupore quando, scartando il nostro regalo, ci troviamo davanti una delle peggiori puttanate che siano state messe in commercio.
Questo esercizio viene utile anche quando la forma e il peso del pacco ci illude che dentro ci sia una cosa meravigliosa e poi ne troviamo un’altra che ci piace molto meno di quello che ci eravamo immaginati.
Continuare a sorridere e far finta di essere felici, mentre dentro stiamo morendo, è fondamentale.

Comunque io lo so come finirà.

Gli ultimi giorni mi troverò in qualche sovraffollato centro commerciale correndo da un negozio all’altro, in preda ad attacchi di panico e disperazione, per tentare di mettere insieme i regali che mi mancano per parenti e amici.

Alla fine sono sicuro che sceglierò delle porcate e vedrò la gioia morire negli occhi degli altri, sostituita da odio e delusione, mentre il sorriso rimarrà fisso sulle loro facce.

Viva il Natale.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"