Finalmente è arrivato Capodanno. Questo maledetto 2012 è finito!

Come ogni anno, quando arriva questo fatidico, ultimo giorno, porta con sé un sacco di cose, come la speranza che, insieme alla fine dell’anno, ci sia la fine della vecchia vita per cominciarne una nuova, magari cambiare lavoro, diventare ricchi, incontrare la persona giusta e mille altre cose.

Capodanno forse è la festa a cui ci si sente quasi obbligati ad andare. Si può saltare tutto, ma non Capodanno. Si deve festeggiare, scacciare tutte le brutture per lasciar spazio alle cose belle che si spera verranno.
ci si prepara mesi prima, si sentono gli amici, ci si organizza si spendono un fottio di soldi per andare in discoteca, al ristorante, in montagna e via dicendo.
Si ripongono tante speranze anche nella festa di Capodanno: deve essere mitica, la migliore dell’anno, ci si deve ubriacare, i single sperano di ciulare, gli accoppiati sperano di ciulare con un’altra, si devono fare pazzie, sparare i botti, fare casino, rompere i coglioni ai vicini anziani che alle 10 vanno a letto.

Poi invece alla festa ci si va e si torna a casa mezzi ciucchi, delusi che si è combinato poco e non si è riusciti a fare niente di quello che si era prefissati, tranne rompere i coglioni ai vicini anziani.

Personalmente ho passato tanti brutti Capodanno, per la maggior parte noiosi, ma ce n’è uno che è rimasto nella storia come il peggior Capodanno di sempre. Questa è la storia…

Era l’anno 1999.
La notizia che andava per la maggiore era che i computer si sarebbero completamente fermati per via del Millenium Bug. In realtà fregava poco a chiunque di ‘sta cosa, ché Facebook non era ancora stato inventato. Le ditte e le Banche invece si cagavano addosso e si facevano il back-up anche delle mutande.

A quel tempo stavo con una una ragazza della provincia Vicenza. Ero quasi sempre io che andavo da lei, nei week-end, perché la mia famiglia non la sopportava, per usare un eufemismo. Per rendere meglio l’idea dell’atmosfera che si respirava in casa quando lei veniva a Milano, provate a pensare come si comporterebbe una famiglia ebrea con figlia di Hitler.
Per mantenere la sua privacy la chiamerò la Cantante, perché cantava in un gruppo. Erano bravini, lei aveva anche una bella voce, facevano cover e venivano chiamati per suonare a feste di varia natura.

Tornando in tema, i preparativi per il Capodanno del Millennio fervevano. Finiva l’anno 1000 e cominciava il 2000, doveva essere un capodanno di quelli memorabili, di quelli come non ce ne sarebbero stati mai più. E infatti non ce ne saranno più, almeno per me.
Io avevo già contattato l’esercito per comprare mortai e carri armati per scoppiare i botti e mi stavo informando su dove andare.
La Cantante un giorno mi chiama e mi dice: “Ciao amore, senti ma a Capodanno tu sai già cosa fare? Hai già preso impegni?

Un brivido freddo mi passò lungo la schiena: “No, mi sto informando, ma ancora niente di certo…

Lei: “Ah, bene. Siamo stati contattati da un hotel di Venezia e vorrebbero farci suonare tutta la notte. Ci danno un sacco di soldi. Hanno detto che possono venire anche mogli e fidanzati!

Così su due piedi temevo l’inculata, ma ero speranzoso: Capodanno gratis in un grosso hotel di Venezia, una città romantica, cosa poteva andare male?
Così dissi che per me andava bene e di informarsi se davvero potevo venire, dove avremmo mangiato e tutte quelle robe lì.

Passano i mesi e non si sa niente, finalmente, forse era ottobre, vanno a parlare con i tizi dell’albergo.

La loro idea era di fare un festa a tema 007, visto che era il capodanno del 2000… se vi state chiedendo cosa c’entrasse 007 con il 2000, la risposta è: niente. Però la domanda che mi assillava era: nel 2007 quale sarebbe stato il tema?
Poi assicurano che avremmo potuto partecipare anche noi accompagnatori, gratis, e ci sarebbe pure stato offerto il cenone. Sembrava troppo bello per essere vero, ancora temevo che l’inculata sarebbe arrivata.

Il gruppo avrebbe dovuto eseguire tutte le canzoni più famose di 007, tratte dai film messi sul menù e dovevano accompagnare le varie portate del cenone. In mezzo potevano fare anche altre canzoni, ma ogni 2 pezzi avrebbero eseguito il tema di James Bond.

Così a occhio, sentire in continuazione il tema di 007 mi sembrava una stronzata, ma se quelli dell’albergo volevano così durante tutto il cenone, così sarebbe stato, poi al massimo i clienti gli avrebbero detto: “Oh, avete rotto il cazzo!

Nei 2 mesi seguenti sono andato a vedere le prove, tutti i week end. 2 palle quadrate che non ne avete idea.

Finalmente arriva il 31 dicembre del 1999. Ci svegliamo e verso mezzogiorno arrivano quelli del gruppo, facciamo 2 macchine e un furgoncino e partiamo per Venezia.

Arrivati a Venezia scarichiamo strumenti, amplificatori, tastiere, mixer e batteria e li carichiamo su 2 barconi di quelli con il doppio fondo e su cui si sta in piedi.
Percorriamo i canali fino all’albergo, scarichiamo tutto, montiamo tutto l’impianto. Si erano fatte le 5 del pomeriggio.
Fanno il soundcheck, sistemano tutto, per le 7 sono pronti, i clienti dovevano arrivare per le 8.
Richiesta dell’ultimo minuto da parte dell’organizzatore: “Quando entra la gente nel salone, mi raccomando, partite con il tema di 007

Ci cambiamo tutti in una delle stanze offerte dall’hotel. Anzi nell’unica stanza offerta dall’hotel. Stanza… era una 2×2 usata come ripostiglio.

Finalmente la serata inizia, arrivano gli ospiti e via di tema a loop.

Noi accompagnatori veniamo gentilmente relegati da un lato del salone dietro delle colonne, nel corridoio dove i camerieri fanno la spola tra la cucina e la sala del cenone e ci pregano, sempre gentilmente, di non dar fastidio agli ospiti, di non interagire con loro, di non avvicinarci ai tavoli, di non entrare in sala, di non disturbare la band, insomma di non fare un cazzo, di diventare parte integrante dell’arredamento. Potevamo respirare, se necessario, ma niente di più.

La serata comincia, ovviamente con il tema di James Bond, arrivano le portate, partono le canzoni dei film, qualcuno ogni tanto si alza a ballare.
Noi cominciamo a romperci le palle che di più non si può.

Ogni 2 canzoni partiva il Tundurundun Tuntundundurundun Parapappà Paparaaa… come da contratto.

Sono le 10.30 quando il gruppo può prendersi una pausa e cenare.
Veniamo accompagnati dietro le cucine, dove c’era un tavolone. Il cenone offerta consisteva in… quello che era avanzato delle portate… non ho avuto il coraggio di chiedere se le cose che ci davano erano avanzate in cucina o nei piatti degli ospiti.

Dopo un quarto d’ora quelli del gruppo devono ricominciare ci lasciano e… Tundurundun Tuntundundurundun Parapappà Paparaaa… per almeno altre 2 ore prima della pausa successiva.
Una tortura, soprattutto perché di canzoni belle della colonna sonora degli 007 non ce ne sono diecimila, quindi dopo un po’ hanno ricominciato a suonarle. Intervallate, ovviamente, dal Tundurundun Tuntundundurundun Parapappà Paparaaa

Finalmente la mezzanotte arriva… o quasi… mancano un paio di minuti. Il tastierista, come ogni tastierista che si rispetti, ha un ego smisurato e deve fare il supersimpaticone che fa ridere tutti e invece si mette in imbarazzo da solo. Comincia a ciarlare, fa una battuta e cala il gelo nella sala, poi ad un minuto comincia il conto alla rovescia: Meno 59! Meno 58! Meno 57! Meno 56!
Al Meno 40! la gente si era già rotta le palle, che se il conto parte dal 20 o dal 10 è emozionante, dal 60 non ti passa più… provate a contare ad alta voce i secondi seguendo l’orologio.
Arrivati allo 0, dopo un minuto che era sembrato durare un mese, erano tutti distratti e nessuno ha festeggiato lì per lì. Poi gli ospiti si sono resi conto e alè, baci e abbracci, saluti, la band riparte con la classicissima canzone da trenino del caso.

Io mi sento tremendamente solo e triste. Esco dall’hotel per vedere i fuochi d’artificio. Venezia per strada è così piena che a momenti finisco in acqua a furia di spintoni.
Mesto torno dentro a fare la statuina dietro le colonne.

La serata va avanti, all’ennesimo Tuntundundurundun Parapappà Paparaaa… ho voglia di urlare, salire sul palco e cominciare a spaccare roba.
Ma un pensiero mi attraversa fulmineo la testa… una volta finito avremmo dovuto smontare tutto, caricarlo sui barconi, farci il canale fino al parcheggio in piedi al freddo porco bastardo che c’era, caricare macchine e furgoncino e tornare a casa. Mi stavo pentendo di non essere finito nel canale, avevo voglia di piangere, ma il peggio, nonostante tutto, sarebbe arrivato la mattina dopo.

La serata finalmente giunge al termine. Sono quasi le 4 del mattino.
La gente si è divertita e la band si sono divertiti. Noi accompagnatori abbiamo muschio, licheni e polvere addosso, a furia di stare fermi dietro le colonne.
Cominciamo a smontare e a caricare tutto sui barconi. Di tutta questa parte ho solo un ricordo nebuloso, evidentemente la mia mente ha cancellato la sofferenza. Però ricordo che in piedi sul barcone, mentre percorreva il canale alle 5 del mattino, il freddo era davvero lancinante, oltre ogni mia più tetra aspettativa.

Il viaggio di ritorno fino a Vicenza lo passo sonnecchiando.

Sono quasi le 7 quando entriamo in casa e ci buttiamo sui letti, svenendo all’istante.

Il peggio sembrava passato e invece era lì dietro l’angolo.

Verso le 10 la Cantante mi sveglia e mi invita nel suo letto… potete immaginare perché, una cosa che sembra essere d’obbligo a Capodanno.
Quindi effusioni, il classico riscaldamento iniziale, che sennò si rischia di strapparsi, arriviamo al momento clou e… entra la madre della Cantante in camera per chiederci se siamo già svegli.

Il trauma è stato immenso. Al momento mi sono finto morto, poi ho desiderato ardentemente di esserlo. L’unica cosa che mi ha impedito di lanciarmi dal balcone è stato che eravamo nascosti sotto le coperte, almeno quello.

Lo shock è stato davvero enorme. Non volevo più uscire da quella camera… la Cantante mi ha detto che mi sono rannicchiato in un angolo, con le ginocchia strette al petto, e dondolando dicevo come un mantra: “posto felice di MrChreddy… posto felice di MrChreddy…. posto felice di MrChreddy…” per qualche ora. Io ricordo solo che sua madre è entrata in camera nel momento sbagliato e poi ero in macchina per tornare a Milano, il 3 dicembre… il vuoto che c’è tra le 2 cose non ho voluto riempirlo.

E con questo si conclude il peggiore Capodanno che abbia mai passato in vita mia.
Ce ne sono stati altri brutti, ma ogni volta ripenso a quello e mi rassereno, perché in ogni caso sono comunque migliori.

E voi, qual è stato il peggior Capodanno che avete mai passato?

E nel caso, visto che siamo in tema, Buon Anno a tutti!

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"