Hulk

Il 2013 è appena cominciato e già serpeggiano in rete, e non solo, le prime agghiaccianti news su quello che ci aspetta, sulle prese per il culo che subiamo costantemente.

In più metteteci che oggi sono tornato al lavoro dopo 2 settimane di dolce Far Cry 3 Niente a casa per le feste natalizie.
Svegliarsi stamattina prima delle 7 è stato come prendere volontariamente un calcio in fronte da un somaro… entrare in tangenziale, con le code e i coglionazzi che zigzagano tra le corsie sperando di guadagnare qualche metro per arrivare prima, è una delle cose che più mi indispongono verso il mondo… quindi cominciamo l’anno con un bel post polemico.

Insomma quello che segue è una roba un po’ alla Beppe Grillo, dove mi lamento e mi incazzo e sparo merda, siete avvisati.

La prima è quella che riguarda i videogiochi.

Pare che Sony Japan abbia brevettato un sistema per impedire la compravendita di giochi usati. Subito le azioni di Gamestop sono crollate del 6%, non che mi dispiaccia, anzi, Gamestop ci mangia parecchio sull’usato, ritira a prezzi davvero ridicoli, per vendere a 10 € in meno del nuovo.

In ogni caso, la diatriba sui giochi usati, e i relativi mancati introiti dei publisher, è da un po’ che va avanti. Chi sviluppa e pubblica giochi continua a frignare perché con lo scambio dell’usato perdono soldi. Certo facessero pagare i giochi la metà, invece che 60-70 € a botta magari uno se li prenderebbe nuovi i giochi che vuole giocare, senza scandagliare forum o e-bay.

Il primo passo per bloccare lo scambio di giochi usati è stata la genialata dell’online pass. Un codice che ti permette di giocare online. Una volta usato non è più valido, quindi chi compra il gioco usato, e vuole giocare online, si deve comprare un nuovo pass, sul Playstation Network o sul Live, alla bellezza di 10 € o poco, pochissimo meno.

Però si è presentato il problema: e se il gioco non ha l’online?
Semplice, si mette un codice che ti sblocca porzioni di gioco accessorie. Così se io compro un gioco usato sarò costretto a comprarmi quel codice se voglio vedere tutto il gioco. Facciamo un esempio: Batman Arkham City aveva il codice per utilizzare Catwoman, se compro il gioco usato non posso usare Catwoman né vedere le sezioni di gioco dedicate a lei. Alla fine ci perdo poco, che quella parte non aggiunge e non toglie niente al gioco stesso, ma metti che sono un giocatore con la fregola di vedere tutto, mi trovo costretto a comprarmi Catwoman a parte.

Ma in cosa consisterebbe questo nuovo sistema brevettato da Sony?
Semplice, viene legato il gioco alla macchina su cui viene fato partire oppure all’account Playstation Network, così su altre console non partirà. Semplice no?

E se viene Capitan Catarro e mi dice: “O Chreddy, bello quel gioco, me lo presti che lo provo e poi lo compro?
Semplicemente Cap si attaccherà al cazzo e non potrà provare quel gioco perché già registrato sulla mia Play. Sì, perché i giochi, ovviamente, non si potranno più nemmeno prestare, oltre che vendere.

Che a me un sistema del genere potrebbe anche andare bene, se dall’altra parte abbassassero i prezzi dei giochi. Un gioco che pago 30 € non sto lì a sbattermi per venderlo o darlo dentro per prenderne un’altro, un gioco che pago 70 € invece sì, è mio diritto. D’altronde anche con le automobili si fa così, eppure le case automobilistiche non è che fanno le macchine a riconoscimento delle impronte digitali, così uno non può rivenderle.

Ora, prima di buttare merda addosso alla Sony e andare a bruciargli la sede di Tokyo, ho come la sensazione che il brevetto si espanderà a macchia d’olio arrivando anche ad altri publisher. I primi che mi vengono in mente sono Ubisoft e EA.
Ci scommetto che anche loro utilizzeranno il sistema di Sony, se non proprio quello una sua derivazione.

Che poi Sony secondo me non lo fa per vendere più giochi prodotti internamente, ma per andare dai vari publisher a dire: “Vedete, a sviluppare per la mia console siete sicuri di vendere un sacco di giochi nuovi, abbiamo debellato il mercato dell’usato.“, assicurandosi più esclusive e invogliando chi sviluppa a produrre per Playstation.
Mi sa che la risposta di Microsoft non si farà attendere, implementando un sistema simile.
Una mossa intelligente sarebbe non fare niente e puntare su: “Vedete miei cari acquirenti, se comprate l’X-Box potete scambiarvi i giochi.
Per poi andare dai publisher e dire: “Ho venduto Millemila X-Box e solo il Quarodici per cento del mercato compra giochi usati, togliendo Quarordici da Millemila vedete che con me vendete un fottio di giochi lo stesso.

Tirando le somme di tutto, alla fine chi ci perde siamo sempre noi videogiocatori, che ci troviamo a spendere sempre di più per la nostra passione. A guadagnarci e mettersi le chiappe al sicuro sono sempre i soliti, mai una volta che inventino qualcosa a favore di noi videogiocatori.

Il secondo argomento di oggi sono le Sigarette Elettroniche.

Da qualche settimana sono diventato anche io uno svapatore, come ci chiamiamo in gergo noi che usiamo le sigarette elettroniche.

Le sigarette elettroniche si stanno diffondendo sempre di più, spuntano come funghi negozi dedicati a questa nuova tendenza e un sacco di gente sta abbandonando le vecchie sigarette a favore di queste.

Il risultato?

Il governo incassa di meno dalle tasse sui tabacchi e quindi deve correre ai ripari. Come? Semplice invadendo i telegiornali e i giornali con notizie di maxi sequestri di sigarette e liquidi e diffondendo la notizia che le sigarette elettroniche fanno male ai polmoni.

Invece le sigarette vere fanno bene.

Ora, non sono un medico, un ricercatore o chissà cosa, ma leggendo gli ingredienti stampigliati sui liquidi (20 ml) che ho in casa leggo:

– Nicotina 0.8%, ossia 0.16 millilitri su 20, un casino. La nicotina crea “solo” dipendenza e non è quella che fa male nelle sigarette, quello che fa male sono tutte le altre 150 sostanze chimiche usate per trattare il tabacco (non indicate sui pacchetti di sigarette) e la temperatura con cui si inala il fumo. Certo se uno se ne beve un litro o se la spara in vena magari muore.

– Glicole propilenico, ossia un additivo usato in campo alimentare e farmaceutico

– Glicerolo vegetale, altro additivo usato in campo alimentare, nei prodotti cosmetici e nelle creme, negli sciroppi

– Acqua distillata, pericolosissima, si usa nei ferri da stiro per evitare la formazione di calcare

– Aromi alimentari, usati ovunque

I miei liquidi sono prodotti dalla Mental, quella delle caramelline che profumano l’alito.

Poi la sigaretta funziona in questo modo: c’è una resistenza che diventa incandescente e vaporizza il tutto e io l’aspiro. Aspiro il vapore nemmeno troppo caldo, a confronto del fumo di sigaretta che arriva anche a 200°

Quindi il vapore mi farebbe male ai polmoni. Quindi non posso più fare l’aerosol, non posso più farmi la doccia calda, cuocere la pasta, farmi il caffè con la moka ecc… ecc…

Non ho idea se le sigarette elettroniche siano un modo efficace per smettere di fumare, come vengono spacciate. Io ancora non sono riuscito, le vedo più come un’alternativa alla sigaretta classica. Non discuto che potrebbero fare male, in effetti sono diffuse da troppo poco tempo per saperlo, ma davvero c’è bisogno di prenderci per il culo in questo modo?
Perché non approntare uno studio serio, non finanziato dai produttori di tabacco o di strumenti per smettere di fumare, per vedere se effettivamente fanno male?
Ammesso e non concessero che facciano male, perché non bastano degli avvertimenti come sui pacchetti di sigarette?
Perché non vietare la vendita delle sigarette? In fondo quelle fanno davvero male, un sacco di gente muore ogni giorno per i rischi derivanti dal fumo, eppure si vendono e si continuano a vendere.

Semplice perché portano incassi allo stato. Passano sotto il suo controllo, appone un bollo, ci paghiamo su le tasse (paghiamo le tasse per suicidarci) e quindi sono di libera vendita.

Non so a voi, ma a me sa tanto di presa per il culo.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"