Giusto l’altro giorno dicevo che ho diradato le mie uscite al cinema perché ormai costa troppo. come tutto ormai.

Siccome sono coerente e quel che dico lo faccio, oggi pomeriggio mi sparerò al cinema due film in sequenza, “Cloud Atlas” e “Django Unchained“. Poi andrò direttamente all’ospedale a farmi un trapianto di cornee, visto che entrambi durano quasi 3 ore.

Purtroppo sono costretto a fare così perché, quegli stronzi dei distributori italiani, hanno concentrato tutte le uscite interessanti a gennaio, dopo le nomination agli Oscar, che un po’ di pubblicità gratuita non fa mai male.

Ma tranquilli, non voglio fare il solito post polemico e stracciapalle, che faccio sempre, sulla stronzaggine dei distributori. Questo è un post in puro stile amarcord, dove ricordo i bei tempi passati, piango mentre lo scrivo, che tanto nessuno mi vede, e poi vado a bere per dimenticarmi di quanto sono invecchiato…

C’era un tempo, quando ero giovane e scapestrato che le doppiette al cinema le facevo ogni sabato con la mia compagnia.

Ci vedevamo in centro a Milano e ci vedevamo 2, a volte anche 3, film il sabato. Partivamo con il primo o secondo spettacolo, cena, e poi altro film.
Era sempre un casino combinare gli orari, per via della durata dei film, dovevamo poi cenare, in genere da Mc Donald’s, e poi di corsa all’altro spettacolo.

Lo potevamo fare perché in centro a Milano era pieno di cinema, ed erano tutti attaccati tra di loro. Ora con i multisala è più facile. Anche cenare è più facile, visto che hanno tutti i ristoranti da qualche parte. Ma una volta non era così facile.

La compagnia si era formata durante il Dylan Dog Horror Fest, una manifestazione organizzata dal mai abbastanza compianto Sergio Bonelli in persona insieme al Comune di Milano, nell’allora Palatrussardi.

Quella del Dylan Dog Horror Fest era una manifestazione meravigliosa. Ti potevi vedere gratis anche 5 o 6 film horror al giorno. Film che sarebbero usciti in Italia e anche quelli che non sarebbero mai usciti. Film sconosciuti, alcuni tremendi, altri bellissimi. Mi ricordo in particolare una roba tipo: “Horuko The Goblin“, un film horror giapponese talmente brutto da esserci piaciuto un sacco, ci aveva spaccato dal ridere.

Ovviamente la maggior parte erano in lingua originale, se andava bene c’erano i sottotitoli, se andava male dovevi cercare di capire che minchia dicessero quando non erano nemmeno in inglese.

Abbiamo visto film in anteprima, con gli effetti speciali nemmeno finiti, del tipo “L’Armata Delle Tenebre“, presentato dallo stesso Bruce Campbell in persona, di cui conservo gelosamente ancora l’autografo. Bruce è uno fuori di testa, simpaticissimo, si è presentato sul palco vestito come Dylan Dog e poi si è messo a fare uno show incredibile, riproponendo la scena de “La Casa 2” dove litiga con la sua stessa mano, ribaltandosi a destra e a sinistra. Momenti epici.

Ma Bruce Campbell non è stato l’unico che ho conosciuto, c’è stato anche Bryan Yuzna, che aveva portato il suo “Guyver“, caldo caldo, appena sfornato, Michele Soavi, che si apprestava a girare “Dellamorte Dellamore“, Rupert Everett, che era d’obbligo la sua presenza, una marea di disegnatori e sceneggiatori e, forse il migliore di tutti, Robert Englund, il mitico e solo, Freddy Krueger.

A dispetto dei suoi ruoli, Robert, è una persona dolcissima e alla mano. Quasi mi pento di averlo preso in giro…
Sì, ci ammassavamo fuori dal Palatrussardi fin dalle prime ora del pomeriggio per riuscire ad entrare, che poi si arrivava ad essere anche in 8000 a quella manifestazione. Fuori dai cancelli ci si conosceva, si chiacchierava di film e fumetti, insomma si nerdizzava. C’era gente che arrivava da mezza italia. Avevamo conosciuto questo ragazzo di Torino, non ricordo il nome, ed era bravissimo a fare l’handicappato… sì, credo che finirò all’inferno per questo. Era così bravo che, quando Robert l’ha visto arrancare vicino alle transenne tentando di passare la sicurezza, ha chiamato Bonelli e l’hanno fatto entrare nella “zona vip” con il suo accompagnatore… cioè io. Ci hanno anche dato il pass per andare ovunque.
Quel giorno è stato fantastico. Poi Robert Englund ha voluto questo ragazzo al suo tavolo durante la firma degli autografi. Migliaia di ragazzi ammassati dietro le transenne, e noi comodamente seduti accanto a Robert a farci le foto con lui. Il tipo di Torino, quando stavo per scattare la foto, si raddrizzava, sorrideva e poi si ristortava di nuovo per entrare nella parte.
Scusa Robert, se dovessi tornare indietro… credo che lo rifarei ancora.

Purtroppo il Dylan Dog Horror Fest non è più stato fatto. Il Comune di Milano ha detto a Bonelli: “Arrangiati, noi non ci mettiamo più i soldi“, quindi è morto così, all’apice del successo.

Devo dire che un pochino mi manca una manifestazione del genere… ma oggi provo a fare un’altra doppietta, in nome dei vecchi tempi andati, spero di sopravvivere, che quando lo faccio che sono a casa mi alzo, vado in bagno, mi prendo da bere, mi faccio sssshhhhh da solo, insomma è un’altra cosa.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"