Douglas Adams.
Un caposaldo della letteratura fantascientifica.
Ironico, graffiante, politicamente scorretto, filosofo, ecologista. Tutto questo è Douglas Adams.

Divenuto famoso alla BBC come sceneggiatore del programma radiofonico Guida Galattica per Autostoppistiapproda nel magico mondo dell’editoria grazie all’adattamento a libro del programma.

L’unica trilogia in cinque parti, come la definì lui stesso, e i titoli dicono già tutto sulla falsa riga della serie: Guida Galattica per Autostoppisti; Ristorante al Termine dell’Universo; Addio e Grazie per Tutto il Pesce; La Vita, l’Universo e Tutto Quanto; Praticamente Innocuo.

Chi non ha mai sentito parlare, nel nostro ambiente, di questo fantastico autore?
Anche solo per vie traverse, o attraverso il film (con protagonista un adorabile Martin “Lo Hobbit” Freeman) o attraverso la serie radiofonica, quasi tutti l’hanno sentito almeno nominare, per non parlare di chi segue la pagina Facebook.

Il mio nick parla per me, anche se confesso di essere stata a lungo in dubbio se chiamarmi Trillian o Fenchurch, i due personaggi femminili principali, due antitesi, se vogliamo metterla così (l’una decisa e perché no, spietata, l’altra dolce e amorevole).

Adams, con i suoi personaggi che ad una lettura poco attenta possono sembrare superficiali, ma che in realtà sono composti da molteplici sfumature, ha aperto un nuovo mondo fatto di viaggi interstellari, burocrati anche fin troppo zelanti (e decisamente incapaci di comporre due versi in croce), imperi galattici decaduti, popolazioni affette da un letterale razzismo interplanetario mirato allo sterminio del resto dell’Universo.

Il suo impero apparentemente fastoso con a capo un presidente fantoccio, ma marcio nel midollo, ricorda l’occidente dei suoi tempi, sorridente e prosperoso, ma che dietro nascondeva un mondo oscuro e perduto.

I nostri eroi, più Humma Kavula (quello a cui Zaph fa le corna)

Arthur Dent, l’unico uomo sopravvissuto alla distruzione Vogon, ingenuo, inesperto, rassegnato, alla fine si adatta ai cambiamenti, trova la capacità di sopravvivere nell’Universo crudele che gli sta davanti. Come un bambino che impara a muovere i primi passi nel mondo facendo slalom tra tutti i disastri possibili e immaginabili, Arthur si avventura nella Galassia, facendo autostop e accompagnandosi al fido asciugamano. Perché ricordate: MAI scordare il proprio asciugamano.

Trillian Astra, alias Tricia Marie McMillan, è il prototipo della giornalista perfetta: orfana, vedova e figlia di puttana.
Orfana in quanto è l’ultima donna terrestre della Galassia, quindi per forza di cose lo è; vedova in senso lato, nonostante l’happy ending del film (nel libro Tricia non si fila Arthur di striscio, se non quando fa uso del liquido seminale del suddetto ragazzotto, che lo smollava alle banche del seme in cambio di biglietti per vari astrocarghi, per concepire l’indomita Random); figlia di puttana e non credo ci sia bisogno di spiegazioni per questo.
Sotto la corazza di cinismo e lucida freddezza di Trillian, si percepisce un profondo tormento e una grande solitudine; provate voi a essere l’ultima terrestre di sesso femminile dell’Universo.

Ford Perfect, il pazzo Ford, il ginger, bastardo ed eccentrico Ford Prefect: scrittore per la Guida, infognatosi per anni sul nostro pianeta, Ford è l’incarnazione stessa della follia, del politicamente scorretto e della frughezza.
Ford è il migliore amico di Arthur e insieme formano un autostoppista se non saggio, almeno accorto: là dove Arthur vede solo nubi temporalesche, Ford vede la luce che le borda e al contempo Arthur mette in evidenza le falle nei deliranti piani di Ford, riportandolo con i piedi per terra.

Zaphod Beeblebrox, canaglia della peggior specie, oltre che Presidente della Galassia e ladro della Cuore d’Oro, ricorda vagamente qualche politico odierno (anche se Zaph è senza dubbio più simpatico, oltre che giovane), ma si sa, la politica stessa è un cliché, che ve lo dico a fare.
Bicefalo, con tre braccia (principalmente per preparare il Gotto Esplosivo Pangalattico e, si mormora, per palpare in contemporanea i tre seni di Eccentrica Gallumbits), a detta della stessa Eccentrica (per chi non lo sapesse, la prostituta dai tre seni di Eroticon 6) la più grande bottarella dopo il Big Bang, votato per la maggior parte da elettori strenuamente convinti di dover eleggere l’essere senziente peggio vestito di tutta la Galassia, Zaphod è, in realtà, alla ricerca dell’uomo che governa davvero la Galassia (e non vi dico altro, ho già spoilerato troppo).

Poi c’è Marvin: l’adorabile, esasperante, paranoico robottino depresso della Società Cybernetica Sirio, dotato di VPP, Vera Personalità di Persona (e si vede subito, no?), emblema del lato Negatron di ognuno di noi.

Chiunque si può identificare in uno dei micro universi semovibili di Douglas. Il mio è Trillian. E il vostro qual è?

Trillian Astra

Scritto da: Trillian Astra

Era una ragazza strana. Alla voce "hobby" c'era scritto "autopsie".