Oggi è San Valentino, la festa dei ristoranti, dei Baci Perugina e di quelli che producono stronzate a forma di cuore. È anche la festa più odiata dai nerd.

Non per altro, ma perché in genere tra il nerd e il sesso opposto c’è un rapporto di amore/odio. Il nerd ama il sesso opposto, mentre l’altro sesso odia il nerd.
Parlo ovviamente dei veri nerd, quelli così asociali e immersi nel loro mondo da repellere ogni contatto umano. Non parlo di quelli che si sono scoperti nerd dopo “The Big Bang Theory“, quelli sono hipster figaccioni e wannabe, quindi non contano ai fini statistici.

Però, per la legge dei grandi numeri, prima o poi capita di trovare una che, vuoi per pena, per tenerezza, per disperazione o per uso di droghe pesanti, decida che sì, insomma, il nerd in questione non è così male, si potrebbe anche dargliela.

Ecco, in questo caso bisogna fare di tutto per tenersi la ragazza, evitando tutta una serie di stronzate che la farebbero allontanare. Quasi tutto quello scritto di seguito è stato testato personalmente e ora lo metto a vostra disposizione perché ne facciate tesoro.

Il discorso sopra, e quello che segue, è al maschile, perché mi viene più facile, ma giratelo pure al femminile che funziona bene lo stesso.

Ovviamente il tutto è da leggere con una certa ironia e per farsi due risate… lo dico, che non si sa mai che arriva qualcuno e si offende.

In genere, noi nerd viviamo in due mondi distinti, ma sovrapposti. Uno è quello reale in cui ci muoviamo tutti i giorni, l’altro è quello della nostra testa costruito con stratificazioni sedimentate di anni e anni di videogiochi, fumetti, film e tutto il resto. Il che, di per sé, non è un problema, almeno finché non ci si trova a parlare con uno psichiatra.

Spesso il mondo nella nostra testa viene sovrapposto alla realtà e siamo convinti che quello che noi crediamo sia figo, lo sia in senso assoluto, mentre le persone normali che ci circondano potrebbero trovarlo quantomeno inquietante.

Quindi bisogna cercare di applicare il nostro mondo di fantasia con un certo criterio.

Ad esempio, arrampicarsi fuori dalla finestra di una ragazza che ci piace, vestiti da Uomo Ragno, funziona solo nel film. Nella vita reale lei non ci farà mai entrare in camera sua per curarci, riempirci di coccole, innamorarsi di noi e vivere tutta la vita felice e contenta.
No, probabilmente urlerà come una pazza, chiamerà la polizia, cercherà di farci cadere, avviserà il padre che ci gonfierà come una zampogna.
Inutile dire che anche il costume non sempre è una buona idea.
Siamo portati a vedere, dell’Uomo Ragno, solo le cose che ci fanno comodo e nelle quali ci immedesimiamo: è uno sfigato, ha pochi amici ed è molto intelligente. Certo. Il fatto che abbia un fisico eccezionale, bello muscoloso, gli addominali scolpiti dagli angeli, agilità pazzesca e forza sovrumana, passa in secondo piano, quando invece sono le cose principali. Non combatte i supercriminali perché è sfigato, li combatte perché se lo può permettere. Le ragazze sono portate ad innamorarsi perché è un bel ragazzo con un bel fisico, il senso di protezione materno si attiva un secondo dopo.
In sintesi, il costume non funziona su una bella panza abbondante.

Sempre per lo stesso principio, in caso dovessimo trovarci davanti ad una situazione di pericolo, evitiamo di buttarci in mezzo per fare colpo sulla donzella di turno. I centinaia di film Wuxia, i film con Bruce Lee, i combattimenti da supereroi e il fatto di esserci vestiti da ninja a carnevale dagli 8 anni in poi, non fanno di noi esperti di arti marziali, capaci di menare acrobaticamente 15 persone in contemporanea.
L’unica cosa che potremmo ottenere è un soggiorno premio di qualche settimana nel reparto grandi traumi dell’ospedale più vicino.

Le cose da film in genere funzionano solo nei film.

Prendere una ragazza, dirle: “Dammi un po’ di zucchero, baby!” e infilarle un metro di lingua a stantuffo in bocca, nella realtà porta ad una caterva di schiaffi e una denuncia per molestie e/o tentato stupro. A meno che, effettivamente, prima non l’abbiamo salvata da un demone scappato dall’inferno che voleva scipparle la testa.

L’atteggiamento alla Bogart è sicuramente vincente. La sicurezza in se stessi, quel misto di “Ti sopporto a malapena” e “Sei l’unica al mondo“, funziona sempre. L’importante è saperlo abbinare alle frasi e alle situazioni giuste.
Tipo una volta è capitato che ero in macchina con una, alle prime uscite, ci stavamo ancora conoscendo. Era il tempo delle autoradio con il frontalino estraibile e le cassettine. Per creare atmosfera volevo accendere la radio, quindi mentre guido prendo il frontalino e comincio a smanettare per attaccarlo alla radio. Lei, preoccupata che ci saremmo schiantati da qualche parte, mi ha chiesto se poteva aiutarmi ad agganciarlo. Io, faccia da Bogart appunto, le dico: “Tranquilla, sono bravissimo a fare tutto con una mano sola“. Ecco, l’atteggiamento era giusto, la frase assolutamente sbagliata perché lei si è ammutolita di colpo.
Nessuna vuole uscire con un maniaco pippaiolo.

Anche andare a fare una passeggiata al chiaro di luna potrebbe essere una buona idea, ma sempre ben ponderata prima. Tipo, stasera, la massima prevista a Milano è -1. Considerando che in genere le donne hanno i piedi freddi e dormono con il piumone anche ad agosto, portarla a passeggiare per vedere la luna non è proprio il massimo in queste condizioni. A meno che non vogliate una serata a base di discussioni isteriche, lamentele e viaggio in ospedale per fermare il principio di assideramento.
Anche il luogo giusto è importante.
A tal proposito devo raccontarvi la prima uscita di un mio amico con la sua ragazza. Cenetta e passeggiata in un parchetto a Milano, di sera tardi. Sono lì, pacifici che camminano mano nella mano, volano parole d’amore che Moccia è un dilettante. Lui si ferma e sognante le dice: “Guarda che luna splendida stasera…” indicando anche la bellissima luna piena gigante che riluceva in cielo… incurante di uno strano odore che li stava investendo e di un concertino di Prooootttt… Prooootttt…. che venivano da poco lontano. Solo quando il barbone, che stava espletando i suoi bisogni proprio dietro il cespuglio vicino a loro, è uscito allo scoperto, hanno capito che il tutto non era poi così tanto romantico.
Ah, la poesia dell’amore.

Ma mettiamo che la serata vada bene. Mettiamo che è tutto così perfetto che lei non sembra refrattaria all’idea di salire in casa con voi. O meglio, alla domanda: “Ti andrebbe di vedere la mia collezione di Action figure e fumetti?“, lei risponde: “Certo“. Una volta saliti, non bisogna farle vedere davvero tutte le action figure che abbiamo: “Vedi questa ha 857 punti di snodo e puoi metterla in tutte le posizioni. Questa è la uber limited edition fatta in solo 3 esemplari e mezzo, sono riuscito ad averla grazie al mercato nero, l’ho pagata solo un rene e mi sono preso una coltellata, ma ne è valsa la pena. Questa invece…” e via così, tutta la notte, tipo “40 Anni Vergine“.
Vi assicuro che se lei accetta di salire da voi, l’ultima cosa di cui le frega, sono proprio le vostre action figure in edizione limitata.

Anche quando si arriva al clou, mostrare la biancheria intima di Superman potrebbe non essere proprio il massimo del sexy, anche se ostentata con sicurezza e orgoglio.

Cioè se le indossa lei le mutande dei supereroi noi ci galvanizziamo come delle bestie, ma non è per niente detto il contrario.

Il massimo sarebbe trovare una delle rare ragazze nerd e passare un meravigliosa serata con lei a fare le cose che ci piacciono di più… le “altre” cose che ci piacciono di più.
Certo, anche con una sedicente nerd c’è sempre un certo rischio.

Buon San Valentino a tutti.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"