Master and Commander

Tra i ricordi nerd più belli che ho ci sono le sessioni infinite a Monkey Island su Amiga 500. Un gioco mitologico che ha fatto nascere e crescere, insieme a “I Goonies” e altri prodotti del nerdoverso, la mia passione per le storie di mare, di pirati, etc.

In questi giorni mi è capitato sotto mano “Ai confini del mare“, romanzo di Patrick O’Brian. Lo scrittore inglese è stato l’inventore della saga marinaresca in cui si raccontano le gesta del Capitano Jack Aubrey.
Essendo una saga vi consiglio, se il post vi incuriosirà e non lo avete già letto, di partire da “Primo Comando“, ossia il primo libro dedicato al suddetto capitano. Per carità niente vieta di iniziare anche dall’ultima sua pubblicazione, però i libri seguono una certa progressione temporale e, anche se la trama è orizzontale, a volte ci sono rimandi a vicende accadute in romanzi precedenti.

O’Brian scrive delle storie a metà tra il romanzo d’avventura e il romanzo storico. Ogni suo libro rispetta in modo maniacale lo scenario storico in cui è ambientato, le caratteristiche delle navi, le attrezzature e i termini marinareschi, i ruoli e i compiti di ogni ufficiale, etc. Quindi mi spiace, niente Kraken o cannoni laser…
Certo, i termini tecnici possono fracassare le palle dopo un po’ e rendere qualche passaggio confuso, per questo consiglio tutti quelli fra voi che non hanno ancora conseguito un brevetto di ufficiale per galeoni del 18° o 19° secolo,di acquistare le edizioni complete di dizionarietto o note.
Vedrete che dopo poche pagine l’eventuale Marchese Conte Barambani di turno vi farà una pippa coi suoi “Cazzi quella gomena“.

Tra le altre cose, dalle storie del capitano Aubrey è stato tratto, nel 2003, “Master And Commander – Sfida Ai Confini Del Mare” film a mio parere molto bello ma sottovalutato.
Qualcuno potrà farmi notare che non è stato proprio sottovalutato, avendo vinto due Oscar (sapete già cosa pensano i nerd degli oscar), eppure è stato snobbato dal grande pubblico, realizzando incassi molto al di sotto delle attese.

Questo nonostante ci fossero le carte in regola per un buon successo, anche economico. Come dicevo, il film è scritto e girato molto bene (si rifà, con qualche modifica alla trama, proprio al romanzo “Ai confini del mare“) e gli attori sono ispirati e scelti bene.
Allora cosa c’è che non va? Nel film niente, non fosse che è uscito in concomitanza con una puttanata un’altra avventura marinaresca, che invece ha sbancato il botteghino: La Maledizione Della Prima Luna

Se in un film ci metti Gionni Dep che fa il pagliaccio incassi di sicuro un fantamiliardo di Euro. E puoi dare vita anche a un franchise cinematografico infinito. Infinito come la noia procurata dai film di Jack Sparrow & company

JD: Va bene così la faccia o deve essere ancora più da cretino? Disney: No, perfetta...è così che piace alla gente

JD: Va bene così la faccia o deve essere ancora più da cretino?
Disney: No, perfetta…è così che piace alla gente

Perlomeno questo è il mio parere, so che molti di voi invece li apprezzano.
Però non posso fare a meno di essere incazzato al pensiero che il capitano Jack Aubrey sia stato battuto da un cretino col mascara, vestito come uno straccione e che, proprio a causa dell’insuccesso commerciale, l’idea di fare una serie di film sui romanzi di O’Brian sia stata accantonata dai produttori.

Russel Crowe, che teneva molto al film, un paio d’anni fa aveva lanciato anche una petizione via twitter per chiedere alla 20th Century Fox di mettere in produzione un sequel.
A quanto pare per ora l’appello è rimasto inascoltato, anche se poco tempo fa girava su internet la voce di un nuovo capitolo che verrebbe messo in cantiere nel 2014…

Io resto in attesa con le dita incrociate. Nel frattempo cercherò di consolarmi con “Pirati dei Caraibi ventordici“…

Scritto da: Capitan Catarro

"Mi stai facendo piangere e ti assicuro che non ti piacerà vedermi piangere!"