Visto che siamo ancora in aria di San Valentino e che quindi circola ancora tanto ammore, oltre che una quantità spropositata di zuccheri nel sangue, mi accingo a raccontarvi uno degli aneddoti più divertenti, anche se sotto certi aspetti terrorizzanti, della mia breve vita.

Questo fatto è capitato poco prima che diventassi amministratrice della nostra pagina Facebook, ovvero, all’incirca, quasi un anno fa, se non erro.. no, dovrebbe essere così.

Le mie amiche si lamentano della mia condizione di zitella, manco avessi settant’anni. Mi dicono “Ma, andiamo, conosciamo un ragazzo simpaticissimo, che di sicuro ti piacerà: esci con lui a fare una passeggiata.”
Io, cretina, do loro retta. Il peggior errore che potessi commettere.

Dunque, mi preparo all’inevitabile: ormai ho detto sì e non posso tirarmi indietro.
Dopo una sessione infinita di trucco & parrucco dalla quale esco praticamente uguale a come sono entrata, se non peggio, finalmente sono fuori casa.

Ci dobbiamo incontrare in centro, davanti a Porta Nuova, (per chi non fosse di Torino, la stazione ferroviaria). Ammetto di essere un po’ nervosa. E se è più noioso di una zanzara che ronza vicino all’orecchio? Se la sua capacità di relazionarsi con le donne è pari a quella di Raj? E se ha i tentacoli?

Finalmente, arriva. Per comodità, e per non violare la sua privacy, lo chiameremo Giulio.
Giulio è un ragazzo né bello, né brutto, quasi anonimo, a dire il vero. Il suo viso non mi dice niente
Be’, penso, non cassiamolo così di fisso. Sentiamo un po’ cosa gli piace e cosa aborra.

Dopo le classiche e imbarazzatissime presentazioni di rito, ci avviamo a passeggio per le vie di cit Turin.
Zark, non parla. E’ muto come Boris.
Inizio io a rompere il ghiaccio, con una domanda innocente: Qual è il tuo film preferito?
Solo per sentirmi rispondere: Ma, un po’ tutti..
Ora spiegami una cosa, dolce testolina che va a nafta: ti sembra una risposta?!

Boris e Giulio, separati alla nascita

Bell’inizio, davvero. Ma surclasso questo piccolo dubbio amletico. In fondo, non si deve giudicare alla prima occhiata.
Continua a non parlare. Gli han forse tagliato la lingua?
Allora, ehm.. che serie tv guardi? riprendo l’iniziativa, lanciandomi in una missione suicida, tenace come un kamikaze. Lui fa spallucce.
Mah, The Vampire Diaries..
Wo. Momento momento momento. Ho sentito bene?
The Vampire Diaries?
Quella brutta copia di Twilight (e per fare una brutta copia di Twilight ci vuole impegno)?
Qualcosa mi dice che non siamo molto compatibili.

Ma non mi lascio abbattere da queste prime incomprensioni. Gioco uno dei miei assi nella manica.
Hai mai sentito parlare di Doctor Who?
Lui mi guarda come se avessi appena detto una parolaccia particolarmente volgare.
Doctor Who? Quella porcata che danno su Rai4? Quello con quei mostri strani che somigliano a dei coni? Mio Dio, ovvio che non lo guardo!
Oh. Mio. Zark. Qualcuno mi trattenga. Questo lo ammazzo qui e ora.
Ricaccio in un angolo della mente l’altra me stessa armata di machete che strepita invocando a pieni polmoni vendetta. Gli rivolgo un sorriso più falso di una Barbie.
Non vale la pena sporcarsi le mani con uno così.

Ripiomba in un silenzio comatoso. Ma a questo ragazzo hanno insegnato a relazionarsi con l’altro sesso?
Va bene essere timidi, ma qua si sfiora il mutismo.. vabbé. Decido di provare un’ultima volta.
Ormai si è fatto tardi, e in due ore ci saremo rivolti a malapena un centinaio di parole. Un record.

Allora, hai mai sentito parlare della Marvel e della DC?
Tento il tutto e per tutto.
Certamente. Sono due case fumettistiche.
Zarquon, grazie. Ora so che esisti, da qualche parte, e che piomberai a Millyways giusto una manciata di secondi prima del Big Bang.
E qual è il tuo supereroe preferito della Marvel?
Domanda ardita. Ma se ha detto che le conosce, almeno un minimo..
Batman.
Nella mia testa risuona il Requiem di Mozart. Ditemi che non l’ha detto sul serio.
Lo sa anche mio cugino di sette anni che Batman è DC. Cosa devono sentire le mie povere orecchie..

Dopo quella volta, non ci siamo più visti. Niente di sorprendente. Abbiamo capito candidamente che eravamo ai poli opposti del pianeta.
Ah, ma mica vi ho detto tutto. Ho scritto solo quelle che mi hanno istigato maggiormente all’omicidio.
Ha, inoltre, confuso Mario con Luigi, in quanto riteneva che Mario fosse quello vestito di verde, pensava che in Pokèmon tutti i Pokèmon si chiamassero Pikachu e pensava che Asimov avesse scritto Drive-in.
Abbastanza da far slogare la mascella a molte persone.

E questo è quanto. Il mio peggior appuntamento, fino ad ora.
Confesso che, ripensandoci ora, mi viene solo da ridere. Ma a caldo non ridevo mica tanto.. anzi!

Trillian Astra

Scritto da: Trillian Astra

Era una ragazza strana. Alla voce "hobby" c'era scritto "autopsie".