Rieccomi, sono tornato:
sabato scorso MrChreddy aveva dedicato un post alla mia scomparsa, e grazie alla sua mobilitazione sono stato recuperato dai nerdsrevengers, evitando di finire tra i casi irrisolti di Chi l’ha visto?
E’ doveroso, a questo punto, raccontare brevemente come è andata e quali sono i retroscena della mia scomparsa.

A fine gennaio, le indagini di MrChreddy avevano portato fino alla Aardman Animations Ltd: come vi aveva raccontato
nel suo post, volevo scrivere un articolo sulle tecniche di stop motion, e siccome volevo essere preciso ed esaustivo, avevo deciso di farmi assumere, iniziando come stagista e cercando di far carriera, magari diventando direttore artistico, sfruttando anche l’omonimia con il fondatore Peter Lord (l’intenzione era di spacciarmi per un suo lontano parente, o qualcosa del genere)  per seguire da vicino il modo in cui la mitica compagnia di Bristol riesce a dare vita ai suoi fantastici mondi di plastilina.

Questo succedeva a novembre. Poi, siccome nessuno ha saputo più nulla, sono state fatte le illazioni più disparate: dalla tesi del rapimento da parte delle lobby degli oculisti ad un incidente bambatronico che mi avrebbe trasformato nella versione padana del dottor Manhattan: il dottor Brianza.

Sabato però, dopo la diffusione in rete della mia foto, le speranze si sono riaccese grazie ad una segnalazione anonima proveniente dal Brasile:
“...eu vi Señor Casco trabalhar na Fazenda!
…erano sicuri di avermi visto lavorare come schiavo-raccoglitore in una Fazenda brasiliana.
MrChreddy e Cap. Catarro, avevano scoperto quindi che il processo di assunzione alla Aardman, come in ogni azienda che si rispetti, prevede un classico iter di crescita che parte dal basso: si inizia con la schiavitù e poi, dopo un periodo miserabile di sofferenze e deportazioni più o meno lungo, si viene traseriti nella sede principale e assegnati a compiti di stageur più importanti, come portare il caffè ai colleghi, etc..

un gruppo di stagisti durante un colloquio di assunzione

Dopo un giro di telefonate tra l’ambasciata brasiliana e l’ufficio risorse umane della Aardman, MrChreddy scopre che ero stato ritrasferito in inghilterra, che mi facevo chiamare Raymond e che lavoravo nell’ufficio storyboarding come responsabile fotocopie.

storyboarding2

L’ufficio storyboarding della Aardman

Dopo alcune trattative con la Aardman, MrChreddy e Capitan Catarro sono riusciti ad ottenere il mio rilascio.

E’ venuto mio fratello, Capitan Catarro, a prendermi. Siccome ho paura di volare siamo tornati in macchina.
Per rifarsi dell’enorme rottura di cazzo dovuta al fastidio di essere venuto a recuperarmi, forte di reminescenze cinematografiche, mi ha anche costretto ad andare in un casinò per vedere se riuscivo a fargli almeno vincere qualcosa. In realtà di casinò non ne abbiamo trovati, mi ha portato in un punto Snai, dove però non c’era il blackjack…alla fine abbiamo sbancato al superbingo mandando in rovina una comitiva di anziani.

Ringrazio di cuore tutti gli amici revengers che hanno contribuito al mio ritrovamento, in particolare MrC e Cap.
Un saluto anche ai colleghi stagisti Aardman della Fazenda di Rio das Flores.

Settimana prossima, forse, pubblicherò l’agognato articolo sullo stop motion della Aardman Animations.

p.s.: in questi giorni, come forse sapete Pirati! Briganti da Strapazzo, pur essendo stato nominato agli Oscar non si è aggiudicato la statuetta, andata invece a The Brave. MrC aveva già parlato di entrambi i film, qui e qui. Il film britannico come aveva già sottolineato MrC vanta una storia divertentissima e godibile in modo trasversale su tutte le fasce d’età. Il film Pixar è sicuramente mirabile dal punto di vista tecnico; quello che posso aggiungere, è che la tecnologia e l’incredibile quantità di lavoro certosino e lo sforzo organizzativo necessari per la produzione di un lungometraggio della Aardman non sono da meno: ancora oggi tutto, tranne l’acqua, viene animato spostando manualmente gli oggetti, fotogramma per fotogramma, come avrò modo di raccontare prossimamente…un peccato quindi per la mancata statuetta, sempre che degli Oscar ve ne freghi qualcosa.

 

 

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Scritto da: Lord Casco

"Soffro la solitudine dei Numeri Pirla"