Ci sono film che fanno un gran parlare si sé ancora prima di vedere la sala cinematografica. Ancora prima di essere girati.

Iron Sky è uno di questi. È un esempio di marketing perfetto: trailer a diffusione mondiale, raccolta di finanziamenti da parte di privati e sul web, realizzazione, diffusione nei vari festival, elezione a cult movie ancora prima di vederlo, successo strepitoso nel mondo. Questo al di là del fatto che poi effettivamente sia un bel film oppure no.

In Italia, ovviamente, è uscito un 11 ottobre qualsiasi con un sottotitolo idiota, “Iron Sky – Saranno Nazi Vostri“, un adattamento e un doppiaggio ridicoli e sminuenti, permanenza in sala di due ore.
Ergo qui in Italia chi lo vuole vedere se lo deve procurare, per ora, tramite canali alternativi in attesa di mettere le mani su una edizione home video.

Eppure merita. Merita molto.

L’America dei giorni nostri è guidata da Sarah Palin un presidente donna () in ansia per la rielezione.

Una delle sue mosse propagandistiche è mandare due uomini sulla Luna, con il doppio fine di cercare il preziosissimo Helio 3, oltre al famoso slogan: “Yes We Can“.
Vicino al luogo dell’allunaggio, i due astronauti, scoprono una gigantesca base nazista. Alla fine della guerra, i nazisti, si sono rifugiati sulla faccia oscura della Luna e lì hanno proliferato, continuando con il loro Reich in attesa di tornare sulla terra per prenderne possesso.
Ma tra il dire e il fare c’è lo spazio profondo e una tecnologia informatica ferma agli anni 50, come la moda.
L’arrivo dell’astronauta Washington è la loro salvezza: il suo smartphone è quello di cui avevano bisogno per comandare la loro arma di distruzione con cui attaccare. Purtroppo le batterie degli smartphone durano quel che durano, così il futuro Fuhrer Adler e Washington sono costretti a tornare sulla terra per recuperare altri marchingegni simili e dare così l’avvio all’invasione.

Iron Sky è del regista finlandese  al suo primo lungometraggio. La produzione, come dicevo prima, è tutta indipendente e privata. Non ci sono grandi studios dietro… anche perché non credo che glielo avrebbero mai prodotto questo film.

Sì, perché va bene prendersela con i nazisti, a cui si può dire e fare tutto quello che viene in mente perché a nessuno stanno simpatici e piacciono, e quei pochi coglioni che invece la pensano diversamente stanno zitti, ma prendersela con l’America, con il resto del mondo, è tutta un’altra cosa.

Nessuno è risparmiato.
Gli Stati Uniti ovviamente sono in testa, ma tutte le altre nazioni vengono tirate dentro proprio perché gli vanno dietro.
Insomma l’imbecillità drogata dal potere è un germe diffuso che ha attecchito un po’ ovunque.

Quindi vediamo la maestra nazista Renate Richter (), straconvinta della bontà del pensiero nazi che insegna ai giovani virgulti il pensiero del Fuhrer, vittima della stessa propaganda che insegna. Per lei Il Grande Dittatore di Chaplin è un corto di 10 minuti che illustra tutto il bene ideologico nazista. Quando scopre che dura 2 ore e non è propriamente un corto propagandistico, capisce cosa effettivamente sia il pensiero nazista.

La Presidentessa degli Stati Uniti e la sua addetta stampa Vivian Wagner () rimangono affascinate dai nazisti e li sfruttano per la loro campagna elettorale. Sfruttano anche l’invasione per la campagna, che un presidente che vince una guerra è sicuramente rieletto. Un po’ come Roosvelt con le tette e senza sedia a rotelle.

Che poi, alla fine, la bassezza della razza umana è direttamente proporzionale all’altezza del ruolo sociale che occupa. Se poi è una carica istituzionale, allora, ci si trova a fare i conti con le scimmie di 2001 Odissea Nello Spazio.

Vuorensuola usa la vecchi tecnica del “non importa quello che dici, basta che lo dici in modo strano e sopra le righe” per confezionare un film corrosivo e non politicamente corretto, ma allo stesso tempo non banale e molto più intelligente di quel che possa sembrare di primo acchito, il tutto è drammaticamente comico.
Ha anche una regia solida e un visione molto chiara del mezzo. Le bellissime scenografie e la fotografia sono usate in modo molto funzionale. L’oscurità notturna, la decadenza del mondo e l’impersonale metallo arrugginito e malandato delle strutture naziste, si contrappongono alla pulizia e al bianco abbacinante dello studio ovale e della sede d’incontro dei grandi capi mondiali. Due estremi che, nella sostanza più che nell’aspetto, si assomigliano moltissimo e si fa fatica a capire dove effettivamente sia la dittatura e il regime.

Le citazioni si sprecano: Guerre StellariSky Captain And The World Of Tomorrow (bellissimo film ampiamente sottovalutato), Alien.

È da notare la presenza del mitico  nei panni dell’attuale Fuhrer, che non a caso continua a mangiare cioccolatini per tutto il film, Wolfgang Kortzfleisch.

Per finire spendo due parole per il doppiaggio e l’adattamento.
In originale il film è bilingue: tedesco e inglese. Le parti in tedesco sono adeguatamente sottotitolate. In italiano sono state doppiate anche le parte in tedesco senza alcun tipo di accento, per dire i nazisti parlano esattamente come gli americani.
Io l’ho visto in italiano, ma, nelle parti in tedesco, c’erano i sottotitoli inglesi. Ecco, le battute non c’entrano niente con quanto dicono in originale, anche perché in originale è giustificato il fatto che passino da una lingua all’altra, in italiano, non essendoci il passaggio, i dialoghi originali non avrebbero senso. Quindi la fedeltà al film originale, per alcune parti, scordatevela.
In più, in un paio di scene, ci sono delle battute che, secondo me, in originale non c’erano perché escono proprio fuori dal contesto e dello stile del resto del film. Un po’ come se si fosse voluto rendere più idiota di quanto non sia.
Io mi faccio delle domande su come noi pubblico veniamo considerati dai distributori… no perché io sinceramente non mi sento un cerebroleso che deve sentire le parolacce per forza, per ridere durante un film.

Ora vi lascio al trailer.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"