Ridendo, scherzando e massacrando Zombie, è finita anche la terza stagione di The Walking Dead.

Aspettavo di vedere l’ultima puntata per parlarne.

Siccome la puntata è andata in onda in America domenica sera e da noi lunedì, posso sentirmi libero di mettere dentro il post spoiler come se non ci fosse un domani. Peggio pure dei servizi di Anna Praderio, che comincia le recensioni con il finale del film.
Siete avvisati, poi non rompete le scatole.

C’eravamo fermati alla pausa invernale della terza stagione di The Walking Dead, come si è evoluto il telefilm?
A tratti bene a tratti male. Ci sono cose che mi sono piaciute molto e cose che non mi sono piaciute. Fare un riassuntone della stagione ha poco senso, meglio chiarire questi punti.

Cose che non mi sono piaciute:

La terza stagione è stata allungata da 13 a 16 puntate. Potrebbe essere un bene e invece le ultime 4 puntate vanno dal ridicolo all’inutile.
Sono puntate riempitive tirate in lungo per arrivare al quorum. Le cose che succedono potevano benissimo essere raccontate in due episodi.
La peggiore è sicuramente quella della fuga di Andrea con il Governatore che la insegue e la cattura alle soglie della prigione. 40 minuti totalmente inutili in cui si scopre che Andrea è in realtà Usain Bolt e riesce a correre più veloce del furgone del Governatore. Oppure è il governatore che guida a 5 all’ora come i vecchi davanti a me in macchina.

Non mi sono piaciute le sparatorie. Decine di persone che si sparano da 20 metri di distanza, tonnellate di proiettili sparati totalmente a cazzo di cane, visto che non muore nessuno, come nelle puntate di Mc Gyver. Magari è realistico così. Magari se mi mettessero in mano un AK47 farei prima a farmi saltare i denti per il rinculo, piuttosto che colpire davvero qualcuno, ma su schermo la cosa è ridicola.
È ridicolo che si inceppi il mitra pesante sul blindato proprio nel momento topico, così come è ridicolo che il lanciagrante di Ramirez sparisca nel nulla e non venga usato quando serve.

Non mi è piaciuto che gli unici a schiattare siano le “vittime predestinate”, quelle che sai che moriranno. Né uno di più né uno di meno, chissà che servano più avanti.

Rimanendo in tema di personaggi, non mi è piaciuto Merle Dixon. Ma proprio per niente. È, paradossalmente, il personaggio più fumettoso della serie e per questo meno riuscito e che, in fondo, si integra male con il resto. Troppo bidimensionale. Non ho sopportato nemmeno il suo twist finale, dove in 5 minuti netti passa da bastardone senza recupero a eroe che si sacrifica per i suoi nuovi amichetti della prigione. Morte costruita ad hoc per redimerlo nel cuore degli spettatori dopo un’intera stagione a volerlo morto. Ennò miei cari scenggiatori, non ci casco, mi spiace per il piccolo Daryl, ma Merle meritava di morire.

Altro personaggio che meritava di morire e che non mi è piaciuto è Andrea. Se nelle prime due stagioni era una stracciamaroni piagnucolosa, nella terza diventa un’idiota stracciamaroni piagnucolosa.
È ammanettata ad una sedia con un tizio nella stanza che si sta zombificando e cosa fa? Niente, lo fissa e gli parla. Ma cazzo, liberati!
Passi che si innamora del Governatore, ma appena capisce che tipo è, che cosa fa? Niente, perché non voleva che morissero altre persone. In un mondo afflitto da un’apocalisse Zombie, in cui l’umanità è ridotta a sparuti gruppetti, non puoi uccidere uno psicopatico per salvare un sacco di gente, no, speri sempre di farlo ragionare e redimerlo. E infatti lo psicopatico poi fa una strage.

Non mi è piaciuto che gli Zombie hanno il cranio di gelatina che si spacca con niente. Capisco che da morti ci si decompone, ma le ossa sono ossa, le teste degli Zombie, in the Walking Dead, invece hanno la consistenza della torta paradiso: basta un Coltellino Svizzero per arrivare al cervello, basta un calcio per farle esplodere come meloni maturi, basta il Corriere della Sera arrotolato per sfrancicarli contro il muro come le zanzare.

Non mi è piaciuto come è finita la stagione, con il Governatore in fuga, pronto a tornare a menare il torrone nella quarta, e Rick che raccoglie vecchie e bambini a Woodbury per portarli in prigione.
Il Governatore, come dico dopo, mi piace, ma un’altra stagione con lui come villain no, per carità, roba che rischiano di spuntare le mammelle alle ginocchia per mungere il latte.

Non mi piace , Rick Grimes, come attore, ma effettivamente questa è solo un mio problema.

Cose che invece mi sono piaciute:

Mi è piaciuto molto il Governatore, questa sua follia latente che monta, alimentata dalla frustrazione, piano piano ed esplode in un massacro dei suoi stessi cittadini. Poi mi piace molto David Morrissey come lo interpreta, sarebbe facile esagerare e trasformarlo in una macchietta, invece mantiene il personaggio entro limiti decenti rendendolo credibile.

Allo stesso modo mi piace come hanno reso Michonne. Quando parte nelle sue corsette ninja, tagliando teste a destra e a sinistra come farebbe la Vispa Teresa raccogliendo i fiori di campo, riescono a non farla sembrare ridicola, che un conto sono i fumetti e un conto sono le stesse cose quando si vedono su uno schermo. Anche  fa bene il suo dovere, che un personaggio forte e carismatico può non funzionare se interpretato senza la forza e il carisma dovuti.

Mi è piaciuto il fatto che non ci abbiano fatto due maroni così con la storia d’amore tra Daryl e Carol, che è un attimo che diventa tutto stucchevole e vien voglia di spegnere la Tv.
Lei però dimentica la figlia un po’ tanto in fretta, nel senso che non viene mai nominata per tutta la serie, come non fosse esistita.

Mi piace Carl, benché all’inizio fosse antipatico e procuratore di guai, benché lo prendessi in giro perché cresce più in fretta l’attore del personaggio, in questa stagione è stato sviluppato bene. Fra un po’ diventa lui il capo della baracca, manda via suo padre e prende in mano la situazione, un Governatorino.
Tra l’altro è anche l’unico che fa un discorso sensato nell’ultima puntata, ridicolizzando Hershel e le sue convinzioni da uomo pre-apocalisse. Nel nostro mondo, dove siamo tutti tranquilli e beati, o quasi, Hershel avrebbe ragione e Carl meriterebbe la sedia elettrica. Ma in un mondo distrutto, dove i morti camminano per strada e mangiano i vivi e anche i vivi sono pronti a “mangiarsi” tra di loro per sopravvivere, la nostra logica attuale non funziona più, non ha più senso di esistere. Uccidere una persona, che era pronta a ucciderti, significa aver eliminato una potenziale minaccia, perché non sai effettivamente che non ci riproverà o che conseguenze porterà il fatto di lasciarla andare. Se ti importa delle persone che ti circondano e vuoi proteggerle, ogni estraneo è una mina vagante che potrebbe portartele via.
Come dice Carl: “È già successo.

Ques’ultimo ragionamento mi porta alla cosa che mi è piaciuta di più di tutte, che ha salvato la stagione ai miei occhi: la puntata 12, Clear (Ripulire).
È quella dove Rick, Carl e Michonne vanno a fare la gita fuoriporta per recuperare un po’ di armi e incontrano il tipo di colore delle prime puntate della prima stagione. Quello con il figlio che aspettava la chiamata radio di Rick e invece Rick si è completamente dimenticato di loro. Poi, il tipo di colore è leggermente sbroccato, dopo che ha dovuto uccidere suo figlio zombificato e la moglie. Ma mica è colpa di Rick.
Comunque mi è piaciuta per altro.
Mi è piaciuta perché mi ha dato da pensare. Rick, Carl e Michonne, durante il viaggio di andata, incrociano un autostoppista con lo zainone che chiede loro un passagio, lo ignorano senza nemmeno guardarlo in faccia, per ben 2 volte.
Al ritorno lo trovano sbranato da uno Zombie. Si fermano, raccolgono lo zaino e ripartono.
Per un attimo sono stato indeciso se fosse una cosa giusta o sbagliata ignorare l’autostoppista. Avrebbero dovuto prenderlo con loro? Hanno fatto bene? Hanno fatto male? E il fatto che poi hanno preso lo zaino perché dentro ci potrebbe essere qualcosa di utile?
Davvero è una rappresentazione del cinismo a cui ti porta una situazione limite, come può un mondo pieno di zombie e gente pronta a farsi la pelle per delle provviste o solo una pistola?
Davvero non siamo già a questo punto, senza zombie e tutto il resto?

Siete proprio sicuri?

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"