Il bello di avere un blog dove parli di cose che ti piacciono è che conosci un sacco di gente che ti consiglia un sacco di cose da leggere, vedere e giocare.

Il brutto di avere un blog dove spesso ogni tanto parli di cose che non sono tanto belle da leggere, vedere e giocare, è che quella stessa gente ti consiglia robe veramente brutte.

Il brutto di essere uno che non è capace di dire di no è che poi quelle cose brutte se le legge, le vede e le gioca. L’ultima cosa solo se ha tempo e spesso non ce l’ha.

Qui si ritorna al bello di avere il blog, poi delle cose brutte che vedi ne puoi parlare liberamente.

L’ultima cosa che ho visto è stato The Man With The Iron Fists, segnalato da un Revenger su Facebook. In Italia questo film uscirà forse a maggio, forse mai, forse direttamente nei cestoni della Coop a 3 euro, mentre negli USA è rimasto in uno scatolone per un paio di anni prima di essere buttato nei cinema.

Immaginate di essere dei super esperti e appassionati, fino alla morbosità, dei film cinesi di Kung Fu degli anni ’60 e 70. Quei film che un po’ sono di arti marziali vere e un po’ sono Wuxia.
Siete così appassionati che un giorno dite: “Cacchio, è arrivato il momento! Ho una storia da raccontare e voglio raccontarla!
Ora cosa fate? Potete prendere la vostra bella telcamerina HD, convincere qualche amico a partecipare al vostro film, noleggiare la sala dell’oratorio, girare il film, montarlo, sbatterlo su Youtube sperando che qualcuno lo veda e lo apprezzi.

Dai, cazzo, che ce l’ho fatta!

Oppure potete ricordarvi di essere RZA del Wu-Tang Clan e avere il cucciolo da borsetta di Tarantino, Eli Roth, tra gli amici di Facebook.
Gli raccontate il vostro progetto e Eli Roth, ormai è noto, se sente nella stessa frase Kung-Fu, sangue, arti strappati, gente che muore male si attizza tutto e si sbatte per trovare dei finanziatori che ti permettano di girare quel film.
Alla fine la Universal accetta di produrre quel film. Pretende che invece di farlo durare 4 ore, e dividerlo in 2 film, voi ne facciate solo uno, ma alla fine caccia il grano, che tanto poi nei trailer scrive a caratteri cubitali Quentin Tarantino Presenta.

Ora siete a cavallo. Spulciate ancora i vostri amici di Facebook e vedete che c’è Russel Crowe, Lucy Liu, Chung Le, Jamie Chung e Dave Batista, il wrestler gigantesco, che sono lì a scrivere negli status che si annoiano. Allora proponete lore di partecipare al film e accettano di buon grado.

Per niente tamarri ‘sti Leoni

La storia si snoda in un paese diviso tra il Clan dei Leoni e quello dei Lupi.
L’imperatore affida ai Leoni il compito di custodire un carico d’oro.
Leone d’Argento e Leone di Bronzo pensano bene di fare fuori il capo, Leone d’Oro, e rubare l’oro, facendo fuori anche il clan dei Lupi.
In mezzo a tutto questo c’è il fabbro del paese (RZA in una performance attoriale che mollami, meno fa il rapper) che realizza le armi per tutti.
Solo che ad un certo punto, al fabbro, gli capita tra le mani X-Blade, figlio di Leone d’Oro, giunto in città per vendicarne la morte. Gli capita tra le mani perché Brass Body (Dave Batista) lo scassa di mazzate.

Lui e Colosso sono pappa e ciccia e metallo

Brass Body è un gigantesco killer amico dei bambini il cui corpo si trasforma in Ottone rendendolo invulnerabile (i nomi sembrano dati a cazzo di cane, ma in realtà c’ dietro una logica), come Colosso degli X-Men, ed è stato assoldato da Leone d’Argento per uccidere X-Blade.

Portami 3 puttane e 2 porchette!

Nel mucchio c’è anche Jack Knife (un Russel Crowe delle dimensioni di Umberto Smaila), un inglese che ha una pistola coltello che spara stelle ninja.

Mai fatto la direttrice del bordello cinese, proprio mai

Jack Knife alloggia al bordello di Madam Blossom (Lucy Liu in un ruolo totalmente inedito per lei… credici), bevendo, fumando e facendosi tre prostitute per volta.
Poi ci sono, in ordine sparso, i Gemini, terribile coppia di gemelli killer che combattono con coreografie e mosse combinate che i Gemelli Derrick non sono nessuno; il misterioso Poison Dagger, che usa una cerbottana con i dardi avvelenati, e altri personaggi bizzarri e dai nomi improbabili.
E L’Uomo Con I Pugni Di Ferro nella mani?” Chiederete voi.
Beh, è sempre RZA, ma non vi dico come e perché se li fa, ed è protagonista solo negli ultimi 20 minuti di film.

L’uomo con i pugni di ferro nelle mani e la faccia seria sulla faccia

Il film di per sé non sarebbe nemmeno brutto se non fosse afflitto da alcuni difetti.

RZA è un rapper, non un regista, e imita troppo Trantino, che invece regista lo è davvero, senza esserne capace. Lo fa in buna fede, si vede, e lo fa con tanto amore verso il genere, anche questo si vede. Però amore e passione non ti rendono un regista capace e finisci che ti impegoli in tecniche che non riesci a gestire e a calibrare come si deve. Non tutto quello che poi ti sembra che possa funzionare alla fine funziona bene anche sullo schermo, così alcune scelte visive sono forzate e un po’ banali.
Tutti i suoi limiti RZA li mostra nel finale, dove ci sono 3 combattimenti clou paralleli, e strafà, abusando dello split screen e del montaggio a là Tarantino rendendo il tutto un po’ noioso e non appassionate.
Anche i combattimenti durante il film, in teoria punto di forza dei film di Kung-Fu, sono pochini, vittime dei tagli per ridurlo da un film di 4 ore ad un film di 2, e gestiti male a livello visivo.

Spadate, pezzi di corpi che volano e succo di mirtillo a ettolitri, cosa vuoi di più dalla vita?

La cosa peggiore è che Il film non è per niente ironico pur chiedendo uno sforzo di sospensione dell’incredulità davvero notevole.
Ci fosse stata quel minimo di ironia a stemperare le scene avrebbe acquisito qualcosa in più e sarebbe stato più leggero e piacevole. Invece è serio serio dall’inizio alla fine, appesantito molto dalla voce fuori campo, greve e lenta, di RZA che riassume le storie, come una marcia funebre.

In sostanza, fare i film cinesi degli anni ’70 oggi, non è una cosa che tutti son capaci di fare, a prescindere dalla passione che ci mettono.
Se poi sei un rapper con velleità da regista, il risultato massimo che puoi tirare fuori è un film carino per gli appassionati, inutile e noioso per tutti gli altri.

Comunque vale sempre la vecchia regola del: “Se puoi fare un film, non significa che DEVI fare un film.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"