Ormai temprato dalla visione consecutiva di tutti i Twilight, in un impeto di masochismo autodistruttivo, mi sono visto questo Cappuccetto Rosso Sangue, pensando stupidamente che il peggio me lo fossi lasciato alle spalle.
Invece, come dice il Saggio, al peggio non c’è mai fine. Direi che il Saggio non è chiamato così mica per niente.

Per quei due o tre che vogliono vedere il film e avere la sorpresa, consiglio di non leggere il post, in quanto è pieno di spoiler.

Da qualche tempo a questa parte, al cinema, sta prendendo piede la moda di riproporre le fiabe classiche in versione moderna, con costumi e personaggi figosi, inquadrature suggestive, ribaltamento di quello che sappiamo sulle favole e tutto il resto che può venire in mente quando si pensa a queste produzioni.

Esempi di queste operazioni sono quella vaccata di Biancaneve E Il Cacciatore e quella stronzata di Alice In Wonderland, che molti si ostinano a difendere solo perché è di Tim Burton.
Hansel & Gretel: Cacciatori Di Streghe  è adesso nei cinema, ma me lo sto perdendo volutamente, in attesa di recuperarlo fra un po’.

Cappuccetto Rosso… Sangue

Nel succitato filone rientra sicuramente Cappuccetto Rosso Sangue, versione modernizzata del classico Cappuccetto Rosso.
Ma come si fa a rendere moderna una favoletta come Cappuccetto rosso?
Innanzitutto si sceglie come regista , che ha al suo attivo pellicole dal calibro del primo Twilight, ed è bravissima a riprendere due ragazzotti che limonano duro, mentre per il resto non ha idea di che cosa fare.
Poi si scritturano dei bei ragazzotti come , il cui unico pregio è di essere un bel ragazzotto, , il cui unico pregio è di essere figlio di Jeremy Irons, e , i cui pregi sono molti, ma elencarli potrebbe farmi sembrare un maniaco.
Infine si rapisce la famiglia di  per convincerlo a fare la parte del cattivo, Solomon un reverendo esperto in caccia ai lupi mannari.

Besameee… besame mucioooo!

Poi si scrive una storia che è pressapoco questa: la bella Valerie e il bel Peter sono amici fin dall’infanzia e insieme ne combinano di tutti i colori, tipo che catturano dei bei conglietti bianchi e poi li squartano per farsi gli stivali da caccia.
Entrambi abitano in un villaggetto medioevale che sembra quello di Gardaland, tanto è posticcio, ed è circondato da boschi di alberi enormi pieni di spine giganti.

Quella caga…. casa nel bosco

La nonna di Valerie non abita nel villaggetto medievale, ma dentro nel bosco. Perché? Perché la fiaba dice così.
Il villaggetto medievale sembra un angolo di Paradiso caduto in terra, in realtà è afflitto da un terribile maledizione: c’è un gigantesco Lupo Mannaro che attacca il villaggio e gli abitanti, tutti vestiti con i camicioni e i gilet marroni tipici medievali, per saziarlo e non diventare prede, gli offrono degli animaletti.
Valerie cresce e diventa una discreta gnocca palesemente innamorata di Peter, diventato un discreto boscaiolo.
Però Valerie viene promessa in sposa a Henry, il figlio di Jeremy Irons, contro la sua volontà e viene a saperlo il giorno in cui sua sorella, la tracagnotta Lucie, è stata trovata morta, uccisa dal lupo.

‘Spetta un attimo che dovrei fare un espressione, ma non so quale…

Al villaggio intero partono i 5 minuti e organizzano una squadra per andare a cercare il Lupo Mannaro. Effettivamente un lupo lo uccidono, ma anche il padre di Henry ci rimette le penne.
Al villaggetto medievale arriva il temibile Solomon, un reverendo un tantino invasato con la storia dei Lupi Mannari perché sua moglie lo era e ha dovuto ucciderla. Ovviamente è espertissimo in queste cose, roba che ha le unghie d’argento per combatte i Lupi Mannari, e comincia a dettare legge al villaggetto medivale, come fosse casa sua. Inutile dire che sta sul cazzo a tutti, soprattutto quando se la prende con il bambino scemo del villaggio accusandolo di essere il Lupo.

Alberi con le spine e immagini con colori forti. Minkia che visione artistica intrinseca che ho!

Ma Valerie, durante l’ultima incursione del Lupo Mannaro, con il lupo ci ha parlato e, appena Solomon lo scopre, la accusa di stregoneria e la usa come esca per attirare il Lupo.
Henry e Peter si mettono d’accordo per liberarla e ci riescono, ma il Lupo arriva lo stesso, non riesce a catturarla perché lei si rifugia nel giardino della chiesa del villaggio e i Lupi Mannari non possono entrare su un terreno consacrato. Però posso staccare un braccio a morsi a Solomon prima di andarsene.
Con sommo piacere di tutti Solomon viene seccato in quanto è stato morso e ha contratto il morbo della licantropia.
Velerie, siccome ha preso una craniata contro i sassi durante la colluttazione, si sente un po’ rintronata e la notte sogna di dire alla nonna:
Nonna, ma che occhi grandi che hai…

È per vederti meglio, Valerie…

Nonna, ma che orecchie grandi che hai…

È per sentirti meglio, Valerie…

Nonna ma che naso grande che hai…

È per non russare la notte, Valerie…

Nonna, ma che bocca grande che hai…

Sei venuta qui a sfottere, Valerie?!” e se la mangia.

Il Lupo, il lupo…
El va no!

Per fortuna è tutto un sogno. La scena ha due funzioni: è la scena più famosa di Cappuccetto Rosso; lo spettatore deve rimanere col dubbio fino alla fine su chi sia il Lupo Mannaro. Però di lì a poco il film finisce, quindi ve lo dico subito chi è: è il padre di Valerie che vuole infettare la figlia per trasmetterle il morbo della licantropia perché è una roba di famiglia e quindi… sì è una bella stronzata.
Valerie viene salvata all’ultimissimo da Peter, infilza il padre con la mano dalla unghie d’argento di Solomon e così pone fine alla maledizione del villaggetto medievale, ma… colpo di scena, Peter è stato morso, quindi si trasformerà in un Lupo Mannaro pure lui.
Ma quando è stato morso? In un flashback, perché nella scena normale non si vede, poi fanno vedere un flashback al rallentatore e si vede il morso. Vi giuro una puttanata che non avete idea.
Comunque i due devono fare qualcosa: sventrano il padre di Valerie, lo riempiono di sassi e lo buttano in fondo ad un lago ghiacciato. Poi ciulano un po’, in modo molto romantico. Poi Peter scappa per sempre.
Seguono 5 minuti di Valerie e Peter che camminano sulle montagne innevate con Valerie che ha su il cappuccio rosso, con uno strascico lunga una ventina di metri, che il rosso acceso su fondo bianco è un figata pazzesca, che non ne avete idea.

Fine del film… in realtà ci sarebbe tutta la storia che il padre di Valerie, il Lupo, ha le corna e la sorella di Valerie è figlia del padre di Henry e quindi anche se era innamorata di lui, non poteva sposarlo, ma è una roba davvero troppo patetica per parlarvene.

Anche dire che la regia e la sceneggiatura di questo film siano dilettantistiche, che non sanno cosa sia un thriller, o un horror, o una storia d’amore e sbattono tutto dentro senza cognizione di causa in un pastone indefinito, con dialoghi risibili e dalla comicità non voluta; dire che gli effetti speciali sembrano arretrati di 15 anni; dire che la scenografia e perfino costumi sembrano quelli delle recite scolastiche, senza nemmeno uno sforzo minimo per cercare di dare autenticità a quanto si vede, sarebbe come prendere un bambino di 7 anni e pestarlo finché non sviene. Una roba davvero inutile e superflua.
Non sto nemmeno a dirvi di quanto sia pateticamente simile a Twilight nel trattare con disarmante superficialità qualsiasi tema ci sia nel film e di come sia tutto talmente infantile, posticcio e pretestuoso, da risultare non solo poco credibile, ma addirittura una parodia.
Giuro non vi dico niente di tutto questo.

Ho fatto ‘sto film dimmerda, ora liberate la mia famiglia!

Però spendo due parole sugli attori. La cosa che traspare di più dalle interpretazioni è l’imbarazzo, fino a punte di autentica vergogna durante alcuni dialoghi davvero poco felici.
Ho provato una pena immensa per Gary Oldman e davvero non mi spiego come possa essere finito in un film del genere data la sua carriera. Forse aveva un bisogno disperato di soldi o forse davvero la sua famiglia era in pericolo, non vedo altre spiegazioni per il suo coinvolgimento. Forse gli hanno dato un’altra sceneggiatura e poi si è ritrovato a fare questo.
Amanda Seyfried deve essere venduta anche ai sedicenni ed è comprensibile, ma Gary Oldman non me ne capacito proprio.
Max Irons del padre porta solo il cognome, non le capacità, il resto del cast è totalmente dimenticabile, sembra proprio siano consci di prendere parte ad un prodotto sbagliato in partenza e venga come venga.

Per concludere, la colonna sonora è una lunga estenuante Nota Marrone.

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"