Inutile negarlo, prima o poi capita a tutti di dire la cosa sbagliata, o fare la cosa sbagliata, o dire una cosa sbagliata mentre si fa una cosa sbagliata e fare una bella figura di merda.

Una di quelle figure che poi, quando tornano in mente anche anni dopo, ci vengono i brividi e un po’ di sconforto.

Lo so, perché mi capita spesso di fare figure di merda grandi e piccole, tanto che ormai me le aspetto e se non arrivano ci rimango male.

Una bella figura di merda mi è capitata, ad una delle varie fiere di fumetto e cosplay, forse l’anno scorso, non mi ricordo bene.
Sto girando e facendo foto ai cosplayer e ad un certo punto scorgo una ragazza non troppo alta, un po’ cicciotta, con su un vestitino rosa shocking e un parruccone biondo.

Penso: “Perbaccolina, che coraggio la tipa!
Mi avvicino baldanzoso e le dico: “Miss Piggy, posso farti una foto?!

Lei mi guarda straniata e mi dice: “Ma… io sono Pollon!

Un brivido gelido mi corre lungo la schiena mentre noto l’alloro in mezzo ai capelli e altri cosplayer che le si avvinano vestiti come gli altri personaggi del cartone.
Ammutolito dallo shock, sudando come un cinghiale, improvviso un moonwalk e mi allontano all’indietro con espressione impassibile, come se non fosse successo niente, mentre dentro di me urlavo.

La prof

Ma non è l’unica volta in cui ho detto la cosa sbagliata alla persona sbagliata. Ovviamente cambio i nomi per proteggere gli innocenti.
Alle medie andavo in una scuola privata. Ogni anno c’era la tradizionale settimana bianca in montagna per tutte le classi.
Siamo in terza media, arriviamo in pullman all’albergo, entriamo e mentre aspettiamo che il prof che ci accompagna faccia il check-in e ci divida per le camere, ci mandano nella sala del ristorante, tipo i bovini nel recinto.
Il Gelmo ed io becchiamo un tavolo con una ragazza mai vista, evidentemente non era a scuola con noi, e le chiediamo se ci possiamo sedere con lei.
Ci presentiamo, lei si chiamava tipo Giada, e cominciamo a fare di deficienti. Dopo nemmeno due minuti arriva Bivio che ci dice: “Oh, ma sapete che c’è quella troia della Tavolassi?!
La Tavolassi era la malefica prof di matematica, un essere malvagio, vomitato dall’Inferno perché nemmeno là la volevano. Era così odiata da tutti che nessuna classe l’aveva voluta come accompagnatrice, ma girava voce che sarebbe venuta lo stesso per i fatti suoi.
Ovviamente subito il Gelmo, Bivio e io cominciamo a sfotterla e a insultarla pesantemente, a raccontare storie di come ci tortura, di quella volta che ha scuioato un nostro compagno di classe come voto dell’interrogazione, della sua mania di accoppiarsi con quasi tutti gli abitanti del regno animale e minerale e tutte quelle cose che quando hai 13 anni ti fanno molto ridere. Giada, forse perché era un po’ più grande, forse perché non era addentro alle nostre cazzate e alle leggende che circolavano sulla Tavolassi, non rideva, ma ci ascoltava comunque interessata.
Ad un certo punto si spalancano le porte del ristorante e sulla porta si staglia la sagoma inconfondibile della Tavolassi. La temperatura della stanza sarà scesa di 15 o 20 gradi in un secondo, tutti hanno smesso di respirare.
Lei si guarda intorno, poi il suo sguardo si ferma su di noi. Per un attimo ho temuto ci desse fuoco con la vista calorifica che le aveva donato il Diavolo in persona.
Comincia a camminare, a camminare verso di noi. Giunta al tavolo ci dice: “Buongiorno, ragazzi, avete già fatto amicizia con Giada? Vieni Giada, ci hanno dato la camera.
Giada Tavolassi. Gelmo, Bivio e io l’abbiamo evitata tutta la settimana chiedendoci se avesse detto detto qualcosa a sua madre, ma durante il resto dell’anno non abbiamo avuto avvisaglia che la Tavolassi fosse venuta a sapere le belle cose che raccontavamo di lei… almeno fino a quando non siamo stati bocciati alla fine dell’anno.

Concludo questo post con una figura di qualche tempo fa che mette in risalto tutta la mia agilità e la mia capacità di muovermi come un gatto… morto.
Io e la Bella siamo in un centro commerciale a Milano, la sera dobbiamo andare a vedere un film al cinema del centro e per ammazzare il tempo siamo lì a fare un giro.
È quasi ora di cena, per fare in fretta optiamo per un bel McDonald’s del centro commerciale.
La bella va a prendere un tavolo, io mi avvicino alle casse e mi metto in coda nell’ultima, quella con meno gente, separata dai tavoli da un muretto.
Arriva il mio turno finalmente, ordino da mangiare per due: 2 bibite, 2 panini, 2 patatine grandi, pago.
Il commesso mi fa un vassoio unico, ci mette su tutta la roba, io lo raccolgo, mi giro verso destra e con un angolo del vassoio prendo dentro il muro.

Tutto il mondo rallenta come in Matrix: WOOOOOOOOOOOOO….

Vedo che molto lentamente il vassoio comincia un tuffo carpiato, esegue un 180 e atterra di nuovo in mano mia, sotto sopra.

Il tempo riprende la sua normale velocità. Io sono lì che osservo la parte inferiore del vassoio che è stranamente rivolta verso l’alto.
Poco più sotto, all’altezza del pavimento, c’è un lago di Coca Cola e Fanta, con le patatine e i panini che galleggiano dentro.
Tutto il centro commerciale è paralizzato a fissarmi, hanno anche spento la musica in modo che nessuno possa distrarsi dalla mia figura.

Penso: “Ti prego, Dio, fulminami qui sul posto…

Mi giro verso il commesso e nel suo sguardo leggo lo stesso pensiero: “Ti prego, Dio, fulminalo qui sul posto…

Poi senza dire niente si allunga oltre il bancone, afferra il vassoio che ho in mano, me lo strappa, lo rimette sul bancone, gli rimette su tutta l’ordinazione. Mentre fa questo io sono ancora paralizzato, sento gli sguardi di tutti che mi stanno scavando il corpo.
Il commesso finisce di riempirmi il vassoio e me lo porge: “Stai attento per favore!“, mi dice con lo stesso tono di uno che dice: “Fallo ancora e ti strappo il cuore, poi ti cago nel petto!
Chiude la cassa, sparisce e torna con lo scopettone e il secchio per pulire, mi scansa e comincia a pulire il macello per terra mugugnando… probabilmente stava cercando di evocare Cthulhu per farmi annientare.
Con le chiappe strettissime vado a sedermi dove mi aspetta la Bella.
Da quel giorno, quando vado al McDonald’s, mi porto dietro delle guardie del corpo che allontanano la folla e fanno da cuscinetto quando mi sposto con il vassoio in mano.

Voi, invece, che belle figure di merda siete riusciti a fare?

 

 

Post successivi:

Quelle piccole, grandi figure di merda – Parte 2

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"