L’admin della nostra pagina di Facebook, Sheldon, ha avuto la fortuna di vedere in anteprima al Taormina Film Festival il nuovo film su Superman che tutti stiamo aspettando: L’Uomo D’Acciao.

Tornato a casa ha scritto le sue impressioni sul film.

Vi devo avvertire che nel suo post c’è qualche spoiler sulla parte iniziale del film, che comunque si evinceva anche dai trailer, decidete voi se leggerlo oppure no.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Ehm no, scusate la piccola confusione. Ricominciamo….

33 anni fa, in una galassia lontana lontana, nasceva, in una moderna mangiatoia dotata di qualsiasi tecnologia tranne un antidolorifico per la madre, il primo figlio “naturale” di Krypton  dopo secoli di nascite controllate artificialmente dalle stesse macchine di Matrix, che il budget era imponente, ma la Warner le aveva ancora in magazzino a fetere, perché non riutilizzarle?

Il padre di questo bimbo si presenta al grande consiglio del pianeta per asserire che questo sta per scoppiare, nemmeno fosse minacciato da Michael Bay.

Il generale delle forze armate dello stesso pianeta decide che è un buon momento per tentare un bel golpe, anche se, il furbone, è l’unico a credere che il pianeta esploderà.

Il generale fallisce il golpe, ma uccide il padre del bimbo e viene segregato in una “Zona Fantasma” 5 minuti prima dello scoppio del pianeta. Perché condannarlo a morte insieme a tutti gli i civili e pacifici abitanti del pianeta, visto che ha ucciso e tentato un colpo di stato? Merita di essere confinato in un posto sicuro al riparo dall’esplosione.

33 anni fa, da una galassia lontana lontana, il primo bimbo naturale viene inviato sulla terra con lo scopo di “guidare la razza umana, essere un esempio, e preservare nel suo DNA tutto il codice genetico dell’ormai defunto pianeta”.

Oggi sulla terra, ci ritroviamo l’Uomo d’Acciaio, con il suo mento a culetto e il fisico di un dio greco, vittima di se stesso e della sua diversità per metà del film, mentre per l’altra metà vittima del suddetto generale che, grazie allo scoppio del pianeta, è riuscito a liberarsi dalla sua prigione nella Zona Fantasma.

Il lungometraggio sul supereroe per eccellenza ha un po’ deluso le mie aspettative.
Christopher Nolan che, essendo produttore aveva dimostrato grande trasporto per la realizzazione del film, lungo il corso degli ultimi mesi ha sempre più preso le distanze da questo progetto, ribadendo in più occasioni che questo era un prodotto di . Esclusivamente di Snyder.
Ora ne capisco perché Nolan abbia pian piano preso le distanze. Durante tutto il film il mio pensiero è andato alla Marvel e a quanto siano bravi a pompare i loro cinefumetti di quel sense of wonder che ha da sempre caratterizzato i supereroi. Possono non piacere, possono, secondo alcuni, “tradire” il personaggio o il fumetto d’origine, ma è innegabile come riescano a ricreare quella magia che questo tipo di film ha bisogno.

L’Uomo D’Acciaio è pieno di idee e concetti che già di per sé sono difficili da sviscerare in modo soddisfacente in un solo lungometraggio. Se poi sono ammassati in una sceneggiatura che manca di spessore e che non li porta a compimento, il tutto diventa un mezzo disastro insoddisfacente.

Badate non sto dicendo che il film fa schifo, per carità.
Dico solo che le mie aspettative erano davvero alte, alimentate e pompate da una cospicua dose di trailer e spot ben costruiti, ma si sono infrante contro il muro dell’ingordigia per gli effetti digitali, troppi e, a parer mio, non sempre di alto livello.
È vero, fare un film su Superman senza gli effetti speciali è impossibile, ma per quanto mi sforzi di ripetermelo, l’uso spropositato di questi, specie nella parte finale del film, soprattutto se non sono più che perfetti, è stato troppo anche per l’uomo di Krypton.
La nota davvero positiva è stata proprio la scelta del cast.

Appropriata la convergenza per il ruolo di Jor-El su .
Il ruolo che fu del grande Marlon Brando non era facile da ricoprire, specie se l’introspezione sulla storia e le cause che portano alla nascita del supereroe hanno una rilevanza così importante in termine di minutaggio del film. É però vero che se Jor-El ha una grande importanza all’interno della storia, risulta eccessiva la sua trasposizione olografica che inizia il figlio al suo compito di “Guida e Protettore” . Sebbene la tecnologia di Krypton sia evolutissima, le capacità di un ologramma e l’accettazione di questo da parte del pubblico come un mero programma del computer, è data dalla limitatezza delle eventuali risposte e delle sue azioni. Il Jor-El non dispone di questi limiti. Anzi fa cose, briga, ragiona, vede gente, esce… e chi lo ferma più? Allora che cos’è morto a fare all’inizio?

Il volto e il corpo dell’Uomo d’Acciaio ben si legano a quelli dello statuario . La sua interpretazione è però castrata, come dicevo, da una sceneggiatura a volte banale e priva del tipico spessore della coppia Goyer/Nolan. L’attore però riesce a ritagliarsi i suoi momenti di epicità che, purtroppo, sono minati da episodi ridicoli, sia dal punto di vista della recitazione che di scrittura del personaggio.

 è una Lois Lane priva del più fondamentale dei suoi connotati: il suo innamoramento per la doppia figura Clark/Superman. Quel poco che traspare viene risolto in modo banale e veloce.

Il villain, , è perfetto, la cosa migliore del film. Ogni volta che c’è lui in scena la pellicola assume un tono in più.
L’unica nota dolente è, ancora una volta, la scrittura del personaggio: la spiegazione delle sue motivazioni sono legate alla mancanza di morale etica della generazione in “provetta”. Ogni nascituro di Krypton ha un compito ben preciso, ne consegue, quindi, che quello di Zod sia un agire senza cognizione di causa, ma solo perché per imprinting lui ha nel sua DNA la difesa del popolo di Krypton a tutti i costi. L’essere villain, decade di fronte a ciò.

Laurence Fishburne è Perry White… non pervenuto, troppo poco minutaggio per apprezzare il suo lavoro.

Sebbene il cast sia di grande spessore, le interpretazioni sono tutte minate da una sceneggiatura non all’altezza, soprattutto se si pensa che tutti sono soggetti ad una storia che, in larga misura, conosciamo già tutti e che in questo adattamento manca di peculiarità e forza.

Io ero personalmente presente quando lo stesso Cavill, passandoci di fronte, ha sentenziato: “The trailer is great, huh?
Noi estasiati dal passaggio dell’Uomo d’Acciaio a così poca distanza, e speranzosi di poter fare qualche foto con lui, non abbiamo dato molto peso a quella frase. Se non all’uscita dal teatro.

In breve ciò che si può dire su L’Uomo D’Acciaio è che sì, è da vedere assolutamente perché ogni buon revenger che si rispetti non perderebbe mai una pellicola del genere… basta solo che le aspettative non siano alte quanto lo erano le mie e tutto andrà a meraviglia.

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"