In questo periodo estivo gli spunti di discussione interessanti latitano. Ne approfitto per vedere e recuperare roba che mi è sfuggita durante l’anno.

Uno dei film che mi son visto è The Last Stand, ovvero il ritorno al cinema di Arnold Schwarzenneger dopo ben 8 anni di inattività causa carriera politica.

Io, che son venuto su con quei film, ero curioso di vederlo, ma dai trailer non mi sembrava granché, ma i trailer, si sa, sono fuorvianti. Peccato che quello di questo film è invece veritiero.

Il cinema action degli anni ’80 e inizio ’90 era ripartito tra tre grandi star: Sylvester Stallone, Bruce Willis e Arnold Schwarzenneger. Poi c’erano alcuni che raccoglievano le briciole in produzioni minori, come Jean Claude Van Damme.

Come eravamo…

La differenza tra i 3 era che Schwarzenneger, dopo una serie iniziale di film abbastanza seri, incappò in alcuni film in cui l’ironia era un’innegabile arma vincente, nonché ebbe anche il discreto culo di partecipare ad alcune pietre miliari, come i due Terminator, PredatorTrue Lies, Last Action Hero e Total Recall.
Negli anni ’90 finì per partecipare a commedie costruite su di lui che giocavano con il suo fisico e il suo status di eroe violento mettendolo in situazioni di ordinaria quotidianità.

Stallone i bei film li ha fatti tutti all’inizio, poi cominciò a ripetere a oltranza lo stesso personaggio nello stesso canovaccio con risultati risibili, tipo Cobra o Rambo III. Quando si decise a cambiare corde, partecipò a commedie dal risltato disastroso, tipo Oscar e Fermati O Mamma Spara.

Bruce Willis invece sguazzava nei panni dell’eroe perdente, che rimette insieme i pezzi per risolvere le situazioni.

Il risultato fu che Stallone, alla fine degli anni ’90 non se lo cagava più nessuno, Willis saltava da un filmetto all’altro e Schwarzenneger, dopo una serie di brutti flop, si diede alla carriera politica, da sempre suo pallino. Non è che uno si sposa una Kennedy se non ha velleità di diventare presidente americano.
Però Schwarzy è austriaco e per essere presidente devi essere americano da almeno sette generazioni, quindi si accontentò di diventare Governatore della California lasciando il cinema ad altri.

Nel 2012 i suoi mandati sono finiti, Schwarzy non può più essere rieletto, quindi decide che è cosa buona giusta tornare al cinema.
La domanda è: il pubblico lo vuole ancora?

La risposta è effettivamente ardua da trovare, bisogna fare delle prove, tipo fare capolino in Mercenari 2 e provare a fare un film come protagonista.

Come siamo… tornati.

The Last Stand è il film da protagonista di Schwarzy per vedere se è ancora appetibile per il pubblico.
Però se devi fare una prova mica puoi mettere su colossal da milioni e milioni di dollari. È un po’ come quando decidiamo che cominciamo ad andare in bicicletta, mica andiamo a comprarne una in fibra di carbonio aliena da 5000 euro, cominciamo con una da 50 € del Decathlon, facciamo qualche giro e, se funziona, ne prendiamo una più bella, fino ad arrivare a quella da 5000 €.

The Last Stand è la bicicletta da 50 € del Decathlon. Costa poco, ha poche pretese e permette di vedere la resa e se vale la pena andare avanti.

Prima regola dei film d’azione: sparare come non ci fosse un domani

Questo si vede in tutto a cominciare dalla storia: un superspacciatore intergalattico fugge dall’F.B.I. e con una Corvette che fa i 1000 all’ora, e non ha bisogno di benzina, si lancia verso il Messico passando per l’ameno paesino dove Scharzy fa lo sceriffo.
Schwarzy era un superpoliziotto ritiratosi in un quel luogo tranquillo per passare la vecchiaia senza dover fare niente di più che preoccuparsi delle auto in divieto di sosta. Quando gli arriva la notizia che il megaspacciatore senza scrupoli passerà dalle sue parti, lui dice: “Nossignore!“, prende i suoi strampalati vice e organizza una strenua resistenza contro la gang del cattivone.

Insomma, non è proprio Shakespeare.

Gli attori intorno a lui sono quasi tutti giovani di belle speranze che lavorano ancora per qualche tozzo di pane, senza chiedere cifre folli, tipo  e . Poi c’è  che è anni che prova a entrare nel cinema, ma proprio non ce la fa e si trova ancora nei panni dello psicopatico del villaggio. E infine qualche navigato vecchio attore che o fa quello, oppure sta alla bocciofila a giocare con gli altri anziani, tipo  e .
Stupisce la presenza, assolutamente sprecata, di . Evidentemente ha bisogno di lavorare pure lui.

Giovani e meno giovani di belle speranze… infrante

 ce la mette tutta a mettere insieme un po’ di scene d’azione decenti con il budget risicato che ha a disposizione e, a tratti, ci riesce pure e mostra senza timore qualche divertente scena di gente che muore male o salta in aria, senza lesinare sul sangue.
Purtroppo non tutto funziona bene, l’inseguimento con le macchine ferme in mezzo ai campi di pannocchie è una buona idea sulla carta, ma poi sullo schermo non funziona, troppo lungo e poco pathos. La conseguente scazzottata è, anch’essa, troppo lunga e poco credibile, anche per un film del genere.

Schwarzy ce la mette tutta, ma ha 65 anni e si vede. Le battuttone fulminanti che l’hanno reso famoso, non funzionano più come una volta e l’ironia sbatte contro il muro della prevedibilità.
Arnole è invecchiato e il personaggio che era una volta non è più tanto fresco nelle menti di chi paga il biglietto per andare al cinema. È difficile fare i conti con questa cosa, si finisce per fare battute che capiscono in pochi, mentre tutti gli altri si annoiano.
È un film innocuo, non fa male e non fa bene, passa come l’acqua fresca, non ci si riesce nemmeno a incazzare per le stupidate.

Chi è il prossimo che dice che sono vecchio? Avanti, chi è?!

Al di là della scarsa qualità del film, che in genere viene fuori sulla distanza al botteghino, il pubblico non era molto interessato proprio a rivedere Arnold in azione in un ruolo da protagonista, infatti il film è andato male fin dal primo week end incassando molto meno delle aspettative.
Magari con gli altri progetti in cantiere Schwarzy si rifarà, sempre se andranno in porto.
Ora non resta che aspettare di vedere se come spalla funziona in The Escape Plan accanto a Stallone, da lì penso che verrà deciso se Schwarzy merita di tornare nel reboot di Terminator e nel nuovo Conan.
Non che se ne senta proprio il bisogno di questi film, intendiamoci.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"